Treofan, Jindal scopre le carte sul futuro di Terni

Vertenza chimica, il 27 marzo incontro al ministero dello Sviluppo economico. I sindacati: necessario trovare un terzo investitore

Si torna al Mise per la Treofan. La data è giunta direttamente dal Ministero tramite nota firmata dal vicecapo di Gabinetto Giorgio Sorial, con la convocazione fissata per le ore 17 del prossimo 27 marzo. Al centro dell’attenzione, in modo particolare, gli sviluppi per il sito di Battipaglia ormai sul letto di morte, col tentativo di trovare qualche spiraglio di ossigeno. Tutto che poi avrà ripercussioni su Terni.

I sindacati di categoria sono molto preoccupati per un futuro che potrebbe significare una graduale ma reale dismissione. “Il piano industriale presentato da Jindal – dicono le sigle - non ci convince affatto e, così come ci è stato illustrato, va del tutto rigettato”. “Siamo a un punto di partenza che non vorremmo che diventasse un punto di arrivo in poco tempo”, afferma Luca Massarelli, segretario regionale Uiltec. In sostanza, Jindal parla di dismissione per il sito di Battipaglia e di mantenimento dell’organico per almeno tre anni per il sito di Terni dove lavorano 151 persone, in più sono programmati investimenti, sempre per tre anni, di un milione e mezzo l’anno. Troppo pochi. “Sappiamo che questi soldi sono dovuti esclusivamente a coprire i costi di manutenzione ordinaria senza investimenti di incremento della produzione, specie sull’alto valore di specialities – precisa Massarelli – loro cercano di dismettere la produzione film di basso profilo, la volontà del gruppo è infatti quella di uscire in maniera graduale dalla produzione di commodities, dislocandola sia a Terni che a Brindisi. Ma se non si investe – spiega – finirà che a Terni, tra 3 anni, ci sarà un 50% di commodities e l’altro 50 di specialities e se, come sembra, vogliono dismettere il basso profilo senza riprendere la produzione più elevata, Terni non avrà futuro”.

I sindacati hanno chiesto di trovare un terzo investitore in grado di ridare vita al sito di Brindisi: “In questa nuova occasione di confronto al Mise -  spiegano - Jindal dovrà portare dettagli del piano industriale e numeri in grado di dare maggiori garanzie”.

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