Nomi e alleanze verso le elezioni regionali: i retroscena aspettando la crisi di governo

Il tavolo del centrodestra per sciogliere le riserve sul ticket Tesei-Squarta. Il centrosinistra “apre” al Movimento 5 Stelle, ma prima dell’accordo serve il via libera da Roma

I nomi sicuri al momento sono due: Claudio Ricci, che sarà sostenuto da tre liste civiche, e Rossano Rubicondi, candidato del Partico comunista. Per il resto, nomi, alleanze e liste in vista delle elezioni regionali del prossimo 27 ottobre in Umbria, dovranno aspettare l’esito delle consultazioni per la ricomposizione della crisi di Governo.

Qui centrodestra

Ufficiosamente, il candidato presidente della coalizione che vedrà assieme Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia è Donatella Tesei, senatrice del Carroccio e già sindaco di Montefalco. Come vice, la coalizione candiderà Marco Squarta, Fratelli d’Italia: ma l’ufficialità arriverà soltanto nel momento in cui si riunirà un tavolo di trattativa nazionale nel quale si discuterà la situazione umbra e quella delle altre realtà al voto. Tutto questo, avverrà non prima dell’esito della crisi di governo. E, ovviamente, quello che succederà a Roma avrà un suo peso. Se la crisi non dovesse risolversi e si dovese dunque andare al voto, il campo di gioco sarà tutto di ridisegnare anche in vista di un probabile accorpamento tra voto nazionale e locale. Se invece nascerà il governo giallorosso, allora lo schema resterà questo, con la necessità di definire meglio la squadra – e dunque gli eventuali nomi – e il peso di ogni forza politica, tenendo in considerazione che i posti in consiglio sono 13 e che la loro distribuzione dovrà rispettare gli equilibri delle parti in gioco. E valutando anche che la corsa del centrodestra dovrebbe essere sostenuta da tre liste partitiche e una lista del presidente. Niente civici, perché questa sembra essere la direttiva che da Roma pesa sull’Umbria. A meno che…

Qui centrosinistra

L’altra metà del cielo politico regionale sembra essersi addensata attorno alla candidatura di Andrea Fora. Sinistra e Pd non avrebbero dubbi sul nome del presidente di Confcooperative Umbria. Dubbi esistono invece su un altro aspetto, ossia se replicare o meno lo schema che in queste ore potrebbe portare alla nascita del governo fra pentastellati e dem. Sembra che le direttive siano chiare: se Governo sarà, allora l’alleanza va replicata e declinata anche a livello locale. E per “radio palazzo”, il fatto che l’accordo giallorosso fosse nell’aria da qualche settimana è dimostrato dal passo indietro fatto da Andrea Liberati, già candidato presidente del M5S alle Regionali del 2015. Da fervente oppositore del Pd, la sua presenza nella coalizione allargata avrebbe suonato piuttosto stonata. Da qui la scelta di chiamarsi fuori dall’esperimento. Con un arrivederci che però potrebbe trovare un contrappeso in qualche incarico esterno romano.

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E i civici

A questo punto c’è un però. Perché un pezzo del mondo civico che ora sembra essersi coagulato attorno al nome di Fora, potrebbe storcere il naso di fronte ad una alleanza politico-elettorale tra sinistra-centrosinistra e Movimento. Soprattutto, quel “mondo di mezzo” che, in qualche modo, potrebbe ricordare la vecchia Margherita, forse si troverebbe in difficoltà a spalleggiare alcune posizioni. A meno che, come rimbalza sempre fra le onde di “radio palazzo”, non prevalga l’interesse di mettere assieme un “voto contro” (in questo caso, la Lega) piuttosto che un “voto per…”.     

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