Elezioni regionali, il “toto” nomi per il centrosinistra: caccia al voto tra Pd e 5 Stelle

I possibili eletti: da “miss preferenza” Donatella Porzi fino al testa a testa tutto ternano fra Angelica Trenta e Thomas De Luca

I sondaggi, ufficiali e ufficiosi, che in queste ore circolano nelle chat dei candidati e fra i corridoi di Palazzo dicono che fra centrodestra e centrosinistra, in vista delle elezioni regionali del 27 ottobre, ci sarebbe uno scarto medio di cinque punti percentuali. La coalizione a trazione Lega (con Donatella Tesei come candidato presidente) avrebbe insomma in tasca un vantaggio consistente che, nei prossimi 25 giorni, può soltanto diminuire. L’alleanza giallorossa (Vincenzo Bianconi candidato presidente) però non si dà per vinta.

E così, dopo avere sfogliato la margherita dei papabili eletti – in consiglio e in giunta – nel centrodestra, si può provare a buttare un’occhi dall’altra parte del fiume e capire che aria tira. Il punto di riferimento restano le regionali del 2015 e non solo. Con la evidente considerazione che negli ultimi quattro anni, ma anche dalle Europee dello scorso maggio, le cose sono cambiate. E quindi le proiezioni potrebbero subire variazioni. Ma tant’è.

Uno dei punti fermi da cui partire sono probabilmente le 8.702 preferenze che Donatella Porzi, presidente uscente del consiglio regionale e candidata del Pd, porta in dote. Una zavorra pesante quella di “miss preferenza” che vale probabilmente come eventuale ipoteca in vista di una rielezione. Pesano e non poco anche le oltre 5.600 preferenze che Fabio Paparelli, attuale presidente della Regione, incassò nel 2015. Intorno a quota 5.500 stanno anche Giacomo Leonelli e Marco Vinicio Guasticchi: per gli uscenti dem, insomma, c’è possibilità di riconferma.

Il problema, non di poco conto, è che il quadro cambierà se i conti si faranno in qualità di maggioranza o come opposizione. Perché, oltre all’onere del governo, ci sarà anche l’onore di avere a disposizione qualche seggio in più a Palazzo Cesaroni (da otto a dodici, più il presidente). E allora, dalla squadra dem potrebbero spuntarla anche l’ex senatrice perugina Valeria Cardinali, il tuderte Andrea Vannini e forse anche l’ex sindaco di Marsciano, Alfio Todini.

L’altra metà della coalizione, il Movimento 5 Stelle, deve anzitutto fare i conti con sondaggi non proprio favorevoli. Se i numeri che circolano sono realistici, i pentastellati veleggiano attorno al 10% e quindi potrebbero ambire ad un numero di poltrone limitato in caso di vittoria e risicato in caso di sconfitta. Dovrebbe comunque essere della partita la consigliera regionale uscente Maria Grazia Carbonari. Per Terni, si profila un derby fra Thomas De Luca (che alle comunali del 2018 ha incassato, complessivamente, 12.986 preferenze) e Angelica Trenta: anche lei corse per la fascia tricolore ternana nel 2014, arrivando terza dietro a Di Girolamo e Crescimbeni con 10.693 preferenze.

Partita più complicata sarà quella per la composizione di una eventuale giunta. Bianconi ha già indicato in Andrea Fora – candidato pro-tempore poi “sacrificato” sull’altare dell’alleanza – il suo potenziale vice. Difficile immaginare che la lista civica espressione di Bianconi riesca a superare lo scoglio del 3% e quindi per Fora si profilerebbe una chiamata da “esterno”. Così come risulta difficile immaginare che dal Movimento arrivi un eventuale via libera per la presenza nell’esecutivo di esponenti del Pd che hanno già avuto un’esperienza nelle passate amministrazioni. Se insomma vincere sembra al momento complicato, fare la squadra di governo potrebbe essere un rompicapo.  

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