Fuga da Forza Italia, via anche Battistini: "La gestione delle candidature alle Regionali condanna il territorio"

Dopo Riccardo Nucci, due volte candidato sindaco a San Venanzo, restituisce la tessera pure l’assessore ai lavori pubblici di San Gemini. Dito puntato contro l’onorevole Raffaele Nevi

Forza Italia, la grande fuga. Il 2019 rischia di essere ricordato come l’annus horribilis per il partito di Silvio Berlusconi non solo per il fatto che i sondaggi restituiscono possibili risultati elettorali da minimi storici, ma anche perché le recenti scelte per la composizione delle liste per le Regionali del 27 ottobre hanno innescato un terremoto che, almeno in provincia di Terni, rischia di avere strascichi pesantissimi.

L’epicentro del sisma risiede nel nome del rappresentante ternano che il partito avrà in lizza per un posto in consiglio regionale. La scelta di Stefano Fatale, assessore al Comune di Terni, al posto di Francesco Ferranti, presidente del consiglio comunale di Palazzo Spada - che, in virtù di un accordo pregresso, aveva anche incassato il via libera proprio dal leader Berlusconi - ha scatenato una serie di movimenti che puntano tutti a indicare nomi e cognomi dei presunti responsabili di quello che per gli azzurri ternani potrebbe essere un disastro elettorale.   

Mi dimetto da Forza Italia e restituisco la tessera a causa della gestione delle candidature in provincia di Terni, fortemente promosse dal rappresentante parlamentare del collegio di Terni e dal suo entourage (Raffaele Nevi e suo cugino Guido Nevi, vicecoordinatore provinciale FI) che condanna il territorio a non essere rappresentato da una forza politica come quella cui appartengo, a seguito della rinuncia del presidente Ferranti”. Così Simone Battistini, esponente azzurro a San Gemini, primo degli eletti alle amministrative dello scorso maggio e attuale assessore a lavori pubblici, urbanistica, edilizia e protezione civile.

“Da ormai due anni ho aderito a Forza Italia ed in sinergia con il vicecoordinatore regionale del partito, nonché presidente del consiglio del Comune di Terni, Francesco Ferranti, ho sviluppato il percorso che mi ha portato a sostenere il progetto civico del sindaco Luciano Clementella a San Gemini. Credo che chi fa il pubblico amministratore come me in una provincia come la nostra piena di difficoltà amministrative generali oltre che di scarse prospettive – scrive Battistini nella lettera d’addio a FI - debba indirizzarsi al voto utile per i candidati del nostro territorio che vedo presenti nella lista della Lega e non in quella di Forza Italia. Ringrazio l’onorevole Catia Polidori, il coordinatore provinciale Sergio Bruschini e naturalmente il presidente Ferranti, ma restituisco la tessera in ragione di una mancanza, a mio avviso, di coordinamento e di scelte che andranno ad incidere sulla rappresentatività di un intero territorio e di conseguenza di presenti e future generazioni costrette a guardare e pensare altrove il proprio domani”.

E di figure “che non si sono comportate in maniera limpida” parla anche Riccardo Nucci, due volte candidato sindaco per il Comune di San Venanzo, anche lui in “fuga” da Forza Italia.
“Potrei citare alcuni esempi – dice Nucci nella lettera inviata all’onorevole Polidori – Nelle scorse elezioni comunali, l’onorevole Nevi ha promosso una seconda lista di centrodestra nel comune di San Venanzo, pur sapendo che io e altri componenti di Forza Italia stavamo già mettendo in piedi una lista. Oppure quando, in concomitanza alla mia battaglia contro le vie intitolate ai dittatori (uscita anche sui giornali) usciva una grafica sui social del provinciale di Terni che presentava la squadra di Forza Italia, dimenticandosi di me. Questi piccoli segnali – conclude Nucci – mi hanno fatto giungere alla conclusione che non rientro nei progetti di questo partito, per cui ho deciso di uscire da Forza Italia”.

Scosse d’assestamento o d’avvertimento? La domanda è spontanea, ma al momento è senza risposta.

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