Giuda, Coco Chanel e i cantautori anni ’70: viaggio nell’arte al Sociale di Amelia

Presentata la stagione di prosa del teatro di Amelia. Un cartellone di alto livello e prezzi accessibili | IL PROGRAMMA

Federica Proietti e Riccardo Romagnoli

Spettacoli di grande qualità, ma alla portata di tutti. La stagione di prosa del Teatro Sociale di Amelia, presentata presso la Provincia di Terni dall’assessore comunale alla Cultura, Federica Proietti, e dal presidente della Società Teatrale, Riccardo Romagnoli, punta su prezzi accessibili senza trascurare l’alto profilo artistico degli eventi.

Sia Romagnoli che Proietti hanno sottolineato lo sforzo e l’impegno messi in campo per la realizzazione del cartellone. “Dopo lunghe e faticose trattative – ha detto il presidente della Società Teatrale – oggi siamo in grado di offrire gli spettacoli a prezzi molto vantaggiosi: il biglietto intero a 15 euro, il ridotto a 10 euro, il loggione a 5 euro. L’abbonamento per tutta la stagione, che comprende sei spettacoli costerà 70 euro intero, 45 euro il ridotto. Cifre alla portata di tutti – ha aggiunto – per appuntamenti destinati ad un pubblico eterogeneo. La nostra filosofia è quella di offrire un panorama della produzione artistica degli ultimi decenni, mettendo in evidenza il nesso tra i classici e gli ultimi sviluppi della produzione teatrale”.

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“Ci auguriamo - ha sottolineato Federica Proietti – che sia presente un pubblico sempre più vasto e che gli eventi vengano presi in considerazione anche dalle scuole. Come assessore e come insegnante sono convinta che anche i ragazzi debbano avere una formazione teatrale ed è importante che abbiano la possibilità di venire a vedere questi spettacoli. È per questo che stiamo pensando di proporre anche alle scuole abbonamenti a prezzi vantaggiosi”.

Il programma

Il sipario al Teatro Sociale di Amelia si alza il 15 febbraio con “Se devi dire una bugia, dilla grossa”, una scoppiettante, celeberrima farsa del grande Ray Cooney. La prima rappresentazione dello spettacolo avvenne a Londra nel 1984. In 35 anni l’opera ha avuto centinaia di repliche e traduzioni in tutto il mondo, con trasposizioni cinematografiche e musical di grande successo. È la classica commedia degli equivoci, basata sulla velleitaria scappatella di un importante quanto sprovveduto funzionario governativo, che si avventura in un maldestro tentativo di tradimento coniugale, affidandone l’organizzazione ad un incapace segretario. Ne nascono gag, battibecchi e colpi di scena esilaranti che trascinano gli spettatori in un turbine d’alta godibilità. I dodici attori di consumata esperienza sono capitanati da Luciano Gubbini e Cristina D’Abbraccio, che cura anche la regia.

Il 1° marzo è la volta della “Quinta del Sordo”. È il nome con cui i contadini catalani indicavano la tetra dimora campestre, dove Francisco Goya si era rintanato nei suoi ultimi anni, a dipingere quadri da incubo e a conversare con i fantasmi. È uno scorcio suggestivo sulla vita tormentata e sull’opera di uno dei più grandi pittori della nostra epoca. Il testo è del celebre magistrato-attore-regista Gennaro Francione. Tra gli attori spiccano Paolo Perelli, Lorena Coppola e Federica Balducci. Le splendide riprese video sono di Alfredo De Marco.

La festa della Donna si celebra in teatro, l’8 marzo, con “Pas de regret” (ovvero Nessun rimpianto): una deliziosa rievocazione dell’indimenticabile Coco Chanel, raffinata creatrice di moda, grande mecenate e femminista ante-litteram. È una superba Baba Richerme ad interpretare con eleganza e con totale empatia idee, sentimenti ed espressioni di questa donna straordinaria, rievocandone i mitici amori e le eccezionali amicizie con giganti dell’arte quali Diaghilev, Cocteau, Stravinskj. Al pianoforte Cristina Leone contribuisce a ricreare l’irripetibile atmosfera di quel mondo perduto.

Marco Morandi la fa da protagonista il 29 marzo successivo con “Nel nome del Padre”, personale godibilissima rivisitazione del suo percorso artistico ed umano, caratterizzato dalla figura del celebre genitore e da quelle dei grandi cantautori dell’epoca, da Giorgio Gaber a Rino Gaetano a Lucio Dalla. Tre ottimi musicisti (Giorgio Amendolara al piano, Menotti Minervini al basso e Daniele Formica alla batteria) eseguono alcuni dei brani musicali che, in quell’arco temporale, hanno fatto epoca.

Il 12 aprile è la volta di “Judas, the guess”, uno spettacolo di teatro totale, che rievoca una delle tragedie che più hanno inciso nella storia dell’umanità: il tradimento di Giuda. La magistrale drammaturgia di Sasà Neri illustra con partecipi accenti le contraddizioni di Pilato, i miserabili calcoli del Sinedrio, le facili emozioni di un popolo pilotato nelle sue scelte. Partecipano all’azione scenica la celebre cantante e attrice cinematografica Sarita Marchesi van der Meer, il noto avvocato Chiara Modica Donà dalle Rose, il penalista Marcello Consiglio. Il sapiente pennello della pluripremiata pittrice Solveig Cogliani raffigurerà sulla tela i tormenti dell’uomo che, per 30 denari, poté tradire l’uomo che amava.

Chiude la rassegna, il 26 aprile, una spettacolare rievocazione degli amori e delle passioni politiche dei protagonisti del potere imperiale di Roma.  Attori di larga notorietà e di consumata esperienza come Riccardo Leonelli, Maria Vittoria Cozzella, Stefano De Majo, Mary Di Tommaso, Damiano Angelucci portano sul palcoscenico uno spettacolo che s’intitola “Passione e potere nell’Impero” e che illustra con impressionanti effetti drammatici la cieca passione totalizzante, che caratterizzò la vita e le azioni di alcuni tra i più famosi titolari del potere imperiale nella Roma antica. I testi sono tratti da Shakespeare (“Antonio e Cleopatra”), da Camus (“Caligola”) e da Marguerite Yourcenar (“Memorie di Adriano”). Una chiusura teatrale di alta suggestione, da non perdere.

  

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