Dalla Luna alla Terra, arriva il 'Terni Film Festival'

La 15esima edizione della kermesse capitanata dal direttore artistico Arnaldo Casali diventa di fatto l'edizione 'zero': "Cartellone realizzato praticamente senza fondi salvo sponsor che hanno offerto servizi e soprattutto tanto volontariato". Appello alle istituzioni

"L'ho detto l'anno scorso che poteva essere l'ultima edizione, non era un 'al lupo al lupo', di fatto 'è stata l'ultima edizione' perché quest'anno il festival viene fatto grazie al volontariato e non è più possibile fare il festival con scarsissime risorse, per fortuna abbiamo tanti sponsor ma che offrono servizi, gli artisti vengono gratis e ci hanno sponsorizzato pure i fornitori di servizi, ma non è più possibile fare un festival così". Il grido di 'dolore' lo lancia Arnaldo Casali, direttore artistico di 'Terni Film Festival, Popoli e Religioni' in programma dal 9 al 17 novembre tra Cityplex Politeama, Bct e cenacolo San Marco. E' la 15esima edizione e il programma è davvero ricco, le casse però, rimarca Casali, sono al verde.

"Vogliamo la luna e ce la prenderemo - rimarca Casali - Lo faremo con l’edizione più povera di questi quindici anni, quella che non si sarebbe dovuta nemmeno fare per la ormai disperata situazione economica. Anziché arrenderci, però, abbiamo rilanciato la sfida e allargato la condivisione di questo progetto grazie al volontariato, non a caso proprio il volontariato è il filo rosso di questa edizione e ad esso abbiamo dedicato un concorso specifico".

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Tutto muove dal primo uomo sulla luna - 'First man', titolo dell'edizione 2019 - ma si tratta di un tema che viene descrito a 360 gradi, dove la 'conquista' diventa il fulcro di tante diverse situazioni da indagare e approfondire. Si racconta il primo uomo e le prime donne, si indaga sulla sorgente dell’umanità, sui grandi pionieri, ma anche su quel bisogno di toccare il cielo e andare oltre.

ll festival non fisserà lo sguardo solo sulla Luna. "In nove giorni - spiega Casali - racconteremo l’emancipazione femminile e il dramma della bulimia, i campi profughi, il terrorismo e le deportazioni dei salvadoregni causate dalle politiche sull’immigrazione di Donald Trump, il rapimento Moro e gli eroi antimafia, gli insediamenti israeliani in Palestina e l’emigrazione italiana, il mondo degli anziani e quello del carcere, la sindrome di Down e la straordinaria vita di Amedeo Modigliani. Il focus sull’integrazione, dopo aver raccontato India, Polonia, America Latina, Cina, Africa, Bulgaria, Maghreb, Balcani, Scandinavia, Palestina, Marocco, Romania, ancora India e Nigeria, quest’anno per la prima volta è dedicato all’Italia: perché oggi i meno integrati in Italia sembrano essere proprio gli italiani".

Alla presentazione dell'evento erano presenti, tra gli altri, il vescovo diocesano Giuseppe Piemontese, la direttrice dell'Istess Stefana Parisi, il presidente dell'associazion e della Caritas 'San Martino', Francesco Venturini, il direttore del Cityplex Michele Castellani, il vicesindaco Andrea Giuli e il presidente della Fondazione Carit Luigi Carlini.

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