La città diventa teatro con Stefano De Majo

Il teatro Verdi non c'è, e allora portiamo il teatro in città: con questa filosofia l'artista a tutto tondo De Majo sta portando avanti la sua 'operazione teatro' avvicinando i citatdini all'arte. Ieri ha vestito i panni di Garcia Lorca- LE INTERVISTE E I VIDEO DELLA SERATA

"In una città senza teatro, trasformamo in teatro la città". Con questa filosofia diventata uno slogan l'attore Stefano De Majo, l'imprenditore Alessandro Paolucci titolare di 'Risto da Ale' e il pittore Igor Borozan hanno creato una vera e prorpia rassegna teatrale all'interno del locale di via Fratini. Ieri lo spettacolo conclusivo della fortunata stagione teatrale di Stefano de Majo dal titolo "RISTÒ A TEATRO DA ALE"  che ha proposto con successo una sua diversa rappresentazione una volta al mese per tutto l'inverno, in un connubio di teatro, arte e cucina, rappresentando in maniera diretta e conviviale personaggi come Cohen, Bukowski e l'Imperatore Adriano con le musiche dal vivo dei TREatro Jazz, al violino Gustavo Gasperini, pianoforte tromba e voce Fabrizio Longaroni e con le estemporanee pittoriche di Igor Borozan che per Garcia Lorca ha anche presentato la sua collezione di Tori esposta in molte parti d'Europa, Australia e Sud America e persino al museo El Prado di Madrid. Lo spettacolo nel consueto stile onirico di de Majo e tuttavia aderente alla storia realmente vissuta dal personaggio ha proposto un Garcia Lorca che si racconta come un funambolo in bilico tra la propria Opera e il suo avventuroso vissuto. Un'atmosfera surreale come la sua poesia tra Eros y Toros, vita e morte, dalla nascita misteriosa sotto la luna piena e i canti gitani sino alla morte ancor più misteriosa non essendosi mai trovato il suo corpo raccontata come presagio nella sua poesia nella quale la luna tornò a prendersi per mano suo figlio scomparendo nel cielo.

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