Terni e Saint Ouen, Italia e Francia si prendono per mano con il festival 'Gemellarte'

Dal 17 al 19 maggio tre giorni di eventi gratuiti in tutta la città per omaggiare il gemellaggio con Saint Ouen. In cartellone Ascanio Celestini, la band francese Baton Bleu, mostre, film d'autore, menu e degustazioni a tema nei locali, visite guidate e laboratori per bambini - IL PROGRAMMA E L'INTERVISTA A CHIARA RONCHINI

Una grande festa della città e per la città, con mostre di pittura e fotografia, visite guidate, concerti e dj set, proiezioni di film d'autore e degustazioni a tema, con un unico filo comune: l'omaggio alla Francia.

Questo il cuore di Gemellarte, festival internazionale di arte contemporanea che alla sua edizione 'zero', in calendario dal 17 al 19 maggio, fa rivivere il gemellaggio culturale che lega Terni e Saint Ouen, alle porte di Parigi, fin dal 1961.

La manifestazione, nonostante sia appena nata, si fregia della collaborazione con la Francia in Scena, stagione artistica dell'Institut français Italia realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell’Institut Français, del Ministère de la Culture e della Fondazione Nuovi Mecenati, in programma da maggio a novembre, che presenta al pubblico dell’intera Penisola tutta la diversità e la vitalità della scena artistica francese in dialogo con le maggiori istituzioni culturali e i festival più importanti del Paese.

Un'occasione importante per Terni per varcare i confini e farsi conoscere a livello nazionale e internazionale.

Con la direzione artistica di Chiara Ronchini, curatrice e fondatrice della galleria Crac Arte Contemporanea di Terni, Gemellarte propone tre giorni di eventi gratuiti, diffusi in tutta la città e al Caos - Centro arti opificio Terni che farà da scenario all'inaugurazione ufficiale in programma venerdì 17 alle 18.30, con l'apertura delle mostre 'Dipingere il vuoto tra umani e oggetti Saint-Ouen' di Camille Beauplan, e 'Frontière entre le plein et le vide' con le installazioni e le performance di Valerio Belloni, Cristiano Carotti e Chiara Fantaccione, artisti selezionati per Gemellarte. Mentre verrà trasmessa in diretta streaming da Saint Ouen l'inaugurazione della mostra di Andrea Abbatangelo alla Galerie Mariton, intitolata 'Percorso pubblico'.

A pochi passi, al Fat art club, l'opening della mostra fotografica 'François et moi. Il mio grazie a Truffaut', di Grazia Morace. Seguito, alle 22, dal concerto in esclusiva del duo francese di polistrumentisti Baton Bleu, con il loro mix afro-folk-blues.

Il legame con la Francia si fa visibile anche nei due giorni successivi, con una rassegna dedicata al cinema francese, con una serie di film messi a disposizione dall'Institut Francais in lingua originale, con sottotitoli in italiano, nella Sala dell'Orologio del Caos. Con proiezioni mattutine (una per le scuole, con gli studenti del Liceo Artistico Orneore Metelli di Terni, modera la giornalista Sara Michelucci) e pomeridiane, e dibattiti con i registi, fra cui spiccano due grandi classici come 'Monsieur Klein' di Joseph Loseyn e 'Ascensore per il patibolo' di Louis Malle.

La società attuale, sempre più schiacciata fra i populismi, sarà al centro del talk 'La folla. Continuità e attualità del dibattito italo-francese', con i sociologi Sabina Curti (Università di Perugia) e Vincent Rubio (Université Paris Nanterre), in programma il 18 maggio alla Sala dell'Orologio.

Il giorno seguente il piazzale del Caos farà da quinta al reading di Ascanio Celestini, che presenterà il suo ultimo libro 'Barzellette', con storie sulla Francia e l'Italia, con il critico letterario Filippo La Porta.

Il Caos sarà ancora al centro con due appuntamenti speciali: in occasione della Notte Europea dei Musei 2019, il 18 maggio dalle 21 aprirà le sue porte agli esploratori e alle esploratrici dai 5 ai 10 anni, e ai loro genitori ovviamente, mentre domenica 19, dalle 11, lo storico dell'arte Paolo Cicchini guiderà i visitatori in un percorso che racconterà Parigi, Aurelio De Felice e la scuola d'arte italiana di rue des Marguettes.

Tanti gli eventi diffusi in città, con il coinvolgimento attivo di istituzioni, esercenti e giovani volontari, che comprenderanno cene e degustazioni a tema 'francese' nei locali, esposizioni di mobili e tessuti, laboratori per bambini, l'esposizione alla Bct – Biblioteca comunale Terni dell'abito creato dalla sezione Moda dell'Istituto omnicomprensivo Ipsia Sandro Pertini e la visita gratuita alla raccolta tecnica del polo di mantenimento delle armi leggere di Terni (sabato 18, dalle 9 alle 12), che ha recentemente ricevuto la cittadinanza oraria per i suoi 144 anni di attività nel cuore di Terni.

Negli stessi giorni, Saint Ouen omaggerà l'Italia con degustazioni e menu a tema nei locali cittadini e una mostra dedicata al regista François Truffaut, con le fotografie della ternana Grazia Morace e l'esposizione delle opere di Andrea Abbatangelo alla Galerie Mariton, intitolata 'Percorso pubblico'.

Le residenze artistiche dal 7 al 17 maggio

Il festival Gemellarte è il punto di arrivo di un progetto che punta superare i confini e a valorizzare i rapporti fra Terni e la cittadina sulla Senna, celebre per la presenza del mercatino delle pulci più grande del mondo, ed è il culmine di una call lanciata lo scorso febbraio per selezionare talenti emergenti nel campo delle arti, che ha messo in palio una doppia residenza artistica: i due vincitori, Camille Beauplan e Andrea Abbatangelo, lavoreranno in contemporanea e in parallelo, dal 7 al 17 maggio.

Camille Beauplan al Caos di Terni, realizzerà per Terni una grande tela raffigurante un parco immaginario per bambini, evidenziando le somiglianze e le differenze tra i loro giochi e l'importanza di stimolarne la fantasia attraverso il bello, a ogni latitudine e longitudine,

Andrea Abbatangelo invece, alla Galerie Mariton, con il suo progetto si propone di creare una collezione d’arte contemporanea pubblica, invitando i cittadini di Saint Ouen a espandere il museo cittadino nei loro spazi privati, che un cortile, un garage o il bagagliaio di un automobile. Con il fine di rafforzare legame tra le persone della comunità e anche il ruolo dell’istituzione artistica.

L'opera di Camille Beauplan diventerà patrimonio della città di Terni, mentre quella prodotta da Andrea Abbatangelo, artista ternano, resterà esposta a Saint Ouen permanentemente.

LE DICHIARAZIONI DEGLI ASSESSORI

“Un po' di Francia, un po' di Parigi a Terni, lungo il fiume nostrano. Nei tre giorni di festival di Gemellarte, soprattutto negli spazi del Caos, si trasformerà in realtà l’abbraccio artistico tra la città umbra e quella di Saint Ouen, rispolverando e rinnovando così un antico gemellaggio", sottolinea Andrea Giuli, vice sindaco, assessore alla Cultura-Turismo-Creatività del Comune di Terni.

"Residenze e artistiche, scambi pittorici e mostre in contemporanea; in vari locali del centro urbano si potranno degustare piatti della cucina francese, ma anche visite guidate, concerti dal sapore transalpino, laboratori per ragazzi, notti al museo, una mini-rassegna del cinema d’oltralpe, con Truffaut e Malle a fare capolino, mostre fotografiche, dibattiti, libri, il trait d’union fra Terni e la 'ville lumiere' attraverso l’opera del nostro Aurelio De Felice.

Insomma, un omaggio alla Francia e un omaggio a Terni, ai suoi artisti, alla sua voglia di riscoprire la propria storia e i propri talenti, gettando un ponte concreto oltre la Conca, anche grazie all'inserimento del festival, fin dalla sua prima edizione, ne 'La Francia in scena', la stagione artistica dell'Institut français Italia, realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, che presenterà al pubblico dell’intera Penisola e anche all'estero tutta la diversità e la vitalità della scena artistica francese in dialogo con le maggiori istituzioni culturali e i festival più importanti del Paese, fra cui, appunto, si annovera anche Gemellarte.

Senza dimenticare che l'opera di Camille Beauplan diventerà patrimonio della città di Terni, mentre quella prodotta da Andrea Abbatangelo, artista ternano, resterà esposta a Saint Ouen permanentemente.

Un grazie sincero al Caos, ad Alessio Crisantemi e Chiara Ronchini e a tutti coloro che hanno reso possibile Gemellarte”.

Gli fa eco l’assessore ai Gemellaggi, Valeria Alessandrini: “Gemellarte è un progetto che mi è particolarmente caro in quanto è in grado di rinsaldare i legami tra Terni e Saint Ouen, le due città gemellate dal 1961 rafforzando i valori comuni di amicizia e cooperazione tra i popoli.

È inoltre uno scambio che crea opportunità di crescita sia per gli artisti che sono stati selezionati, sia per i territori che li ospitano. Parte dell’identità culturale della nostra città sarà veicolata in Francia dalla presenza degli artisti ternani e, ancora più interessante, è il processo su cui stiamo ragionando con gli organizzatori per riuscire anche a coinvolgere gli studenti e le scuole in questi scambi culturali.

Questo progetto sposa appieno l'idea che ha la nuova amministrazione comunale di rilancio del territorio: vogliamo far conoscere Terni in tutta Italia e nel mondo, non tenerla nascosta e chiusa in se stessa. Abbiamo tante bellezze naturalistiche, tradizioni, testimonianze culturali e tante peculiarità uniche che ci rendono orgogliosi di vivere in questa città".

IL COMMENTO DEL DIRETTORE ARTISTICO CHIARA RONCHINI

Queste le parole con cui il direttore artistico, Chiara Ronchini, spiega il 'senso' di Gemellarte.

“Gemellarte sta per dare inizio alla sua prima edizione.

Ancora una volta l’arte vuol far riflettere, interrogandoci e interrogandosi; ancora una volta l’arte induce a guardare oltre, puntando il dito verso direzioni inesplorate di questo mondo perfetto e imperfetto allo stesso tempo.

Il lavoro di Camille Beauplan e dei tre artisti selezionati, Belloni, Carotti, Fantaccione, e il lavoro stesso di Abbatangelo a Saint Ouen, insegnano un superamento dei confini in ogni senso.

Una rinascita attraverso l’arte è possibile, un risveglio culturale può portare in molte direzioni, e un superamento dei confini può significare molto per un Paese e per l’umanità. L’arte ce lo sta insegnando.

Queste residenze se osservate da vicino possono suggerire molto, partendo dal guardare con occhi più attenti e insoliti la nostra città e quello che diamo per scontato tutti i giorni, rivalorizzando così un territorio e chi lo abita.

Coinvolgere al tempo stesso la città o provare almeno a coinvolgerla in parte, con l’intento comune di sensibilizzare all’arte anche i più scettici è una delle cose più emozionanti che si possano fare; perché quando accade realmente, si può sentire un “friccicore” pieno di energia, contagioso e indistruttibile che ci spinge a fare ancora e ancora.

Perché l’arte è un cielo infinito di emozioni e sensazioni e quando ci si sale non si vuole più scendere. E non se ne può assolutamente fare a meno”.

LE MOSTRE

Camille Beauplan e Andrea Abbatangelo

Dal 17 al 30 maggio, la sala Project room del Caos ospiterà la mostra di Camille Beauplan, artista di Saint Ouen che ha vinto la residenza messa in palio da Gemellarte in Italia, Intitolata 'Dipingere il vuoto tra umani e oggetti Saint-Ouen / Terni', l'esposizione è centrata sul dittico su tela di 2 metri circa, raffigurante un parco immaginario per bambini completamente ricostruito mettendo insieme una serie di immagini di giochi e strutture motorie di Terni, prese dalla street view di Google e scattate per le vie della città, e ponendole a confronto con quelle di Saint-Ouen.

Camille racconta così il suo progetto: "Vedremo che i giochi (di Saint Ouen e Terni) oggi hanno un design sostanzialmente identico (colori, forme, materiali). Sono uguali.

Questo metterà in dubbio l'identità di un luogo. Ma anche il principio dell'omogeneizzazione delle norme, degli stili di vita sul principio positivo di poter dare a tutti i bambini giochi belli nonostante le specificità (clima, cultura, ecc.) del luogo in cui vivono".

Negli stessi giorni, la Galerie Mariton di Saint Ouen ospiterà il progetto 'Percorso urbano 'dell'artista ternano Andrea Abbatangelo, da diversi anni trasferitosi a Londra. A raccontarlo è lui stesso: "Il progetto è basato sulla semplice intenzione di avvicinare l’istituzione museale, in questo caso la Galerie Mariton, con gli abitanti di St Ouen che rappresentano la comunità di riferimento dell’istituzione in questione. In altre parole, il processo artistico è volto all’espandere il Museo anche negli spazi privati dei cittadini: invitare le persone ad istituire una collezione d’arte contemporanea pubblica diffusa; che sia un cortila, un garage, il bagagliaio di un automobile etc Il valore di quest’azione si basa sul legame tra le persone della comunità ed il ruolo dell’itituzione artistica. La parola chiave è 'fiducia', il legame più forte ed autogenerativo all’interno di una comunità ed è proprio il valore che sfortunatamente è entrato in crisi dopo la Grande recessione del 2009 e che può essere ricostruito.

La riuscita del progetto si basa sul coinvolgimento degli abitanti, per cui preventivamente ho studiato la storia e le dinamiche dei quartieri che compongono il tessuto urbano di St Ouen, così come le caratteristiche anagrafiche, sociali e culturali di riferimento.

Percorso Pubblico si basa su un principio molto semplice: ogni membro della comunità offre il proprio contributo secondo la propria sensibilità e le proprie competenze, attraverso momenti di scambio ed interazione (workshops pubblici, proiezioni, cene etc) alternati a momenti di lavoro individuale".

GLI ARTISTI IN RESIDENZA

Andrea Abbatangelo – L’artista ternano, nato il 15 luglio 1981, vive e lavora a Londra. “Sin dalle prime serie di lavori (2004-2007), lavoro sui temi del conflitto tra Modernità e Tradizione, tra Sud e Nord del Mondo e sulla violenza del tardo-capitalismo”, dice di sé. “Negli ultimi anni ho presentato i miei lavori in alcuni contesti cruciali per la storia del nostro Continente; nel 2012 a Kassel, per Documenta 13 un lavoro performativo sull’austerity e sulla deriva politica e sociale e nel 2016 al Cabaret Voltaire di Zurigo (noto per essere il luogo dove è nato il movimento Dada) per Manifesta 11 un lavoro sulla riaffermazione dei nazionalismi e delle violenze; nella stessa sezione c’era anche Ulay (compagno storico di Marina Abramovic). Nel 2018 ho partecipato ad un progetto dedicato a Tehching Hsieh ed ho presentato un contributo al Mambo di Bologna sull’etica nell’art system. Dal 2015 lavoro a Project RadioLondon, lavorando tra Africa e Nord Europa; il progetto verrà presentato prossimamente alla Tate Modern di Londra ed in altri musei”.  Il link al suo sito è: http://andreaabbatangelo.com

Camille Beauplan – Nata nel 1984, Camille Beauplan si è laureata alla Scuola di Belle Arti di Bordeaux e ha conseguito un Master 2 in Estetica dell’arte. Parallelamente alla sua ricerca, ha anche ottenuto il Capes – Certificato di abilitazione all’insegnamento secondario delle arti applicate. Nei suoi anni di studio si è dedicata alla pittura, rappresentando prodotti culturali di massa deviati dal loro uso originale in scene ispirate alla Pop Art, all’estetica kitsch e alla fantascienza. Oggi preferisce utilizzare oggetti naturali o tecnici trovati nel suo ambiente per realizzare studi che possono assumere varie forme: disegni, sculture, installazioni, video, a metà strada tra Arte povera e Romanticismo, sublimando le proprietà plastiche dei materiali comuni o poveri, e il loro aspetto quasi rituale suggerisce un rapporto con il mondo intriso di misticismo. Nel 2018 ha esposto all’Assaut de la Menuiserie di Saint-Etienne, a la Galerie Plateforme di Parigi ed ha allestito una personale à L’Openbach di Parigi, alla Galerie 5un7 di Bordeaux. Il link al suo sito è: http://camillebeauplan.com

IL DIRETTORE ARTISTICO CHIARA RONCHINI RACCONTA LE RESIDENZE ARTISTICHE

Così il direttore artistico del festival, Chiara Ronchini, presenta i progetti di residenza artistica di Camille Beauplan a Terni e di Andrea Abbatangelo a Saint Ouen.

"Gemellarte sta dando una preziosa opportunità a questi due artisti, e loro la stanno dando a noi.

Il lavoro di Camille Beauplan intitolato ‘'Dipingere il vuoto tra umani e oggetti Saint-Ouen / Terni'’ sarà uno sguardo insolito agli spazi più comuni della nostra città.

La sua curiosità è andata su un parco di Terni, dove ha ritrovato simboli e strutture per bambini identici ad un parco a Saint Ouen: da qui la sua riflessione, su due luoghi completamente differenti che usano le stesse strutture e lo stesso design, nonostante le diversità culturali, ambientali e sociali.

Camille si interroga sull’individualità di un luogo, e sull’importanza di scegliere immagini, strutture e design (in questo caso con riferimento ai giochi per bambini) riconoscibili universalmente, immaginando così un parco surreale,ma inserendo però delle realtà oggettive.

Attraverso una pittura figurativa coraggiosa ed incisiva, Camille fonde immagini surreali ad immagini reali e digitali, ricreando mondi sospesi tra realtà e immaginazione.

Abbatangelo a Saint Ouen, con il suo progetto “Percorso urbano” cercherà di avvicinare il Museo il più possibile alle persone, tentando un coinvolgimento diretto da parte del pubblic e generando così un’azione di condivisione e co-partecipazione al progetto.

Il coinvolgimento degli abitanti, l'invito ad uscire e contemporaneamente ad aprire le porte all’arte contemporanea è la prova di fiducia verso l’arte che l’artista sperimenta da anni nelle sue ricerche e residenze in giro per il modo.

Due importanti lavori di ricerca, se pur differenti, uguali nel loro intento.

Entrambe gli artisti si sono messi a studiare il luogo della residenza, in ogni suo strato: culturale, sociale, urbano e architettonico interrogandosi e ponendo al primo posto l’Arte come unica risposta al superamento dei confini".

L'OMAGGIO DEI FINALISTI DI GEMELLARTE

Il festival ha deciso di coinvolgere nella sua fase finale anche gli artisti selezionati dalla call lanciata da Gemellarte lo scorso inverno, dando loro l'opportunità di esporre in una variegata collettiva, dal titolo 'Frontière entre le plein et le vide', con installazioni e performance alla Sala Carroponte del Caos.

Valerio Belloni presenta 'Concerto per paesaggi sonori e pianoforte': Il Suono ci offre la città come materia e come memoria: il clamore e la densità, il rumore e i bisbigli, il materiale e il percettivo. La tensione sonica della nostra città è espressa attraverso registrazioni ambientali e interventi pianistici, cartoline acustiche e ambienti armonici si mescolano e sovrappongono a formare una pratica di coinvolgimento attraverso l’ascolto.

Il percepito e il soggetto dell’opera diventano concomitanti e transitori l’uno nell’altro.”

Cristiano Carotti, infine, racconta 'Il Tempio di Giano',un'opera all'insegna dell'esoterismo, con la commistione tra un materiale antico come la ceramica ed uno estremamente contemporaneo come la resina industriale. "Il progetto espositivo è una rievocazione del tempio di Giano, secondo la leggenda costruito da Romolo e mai rinvenuto negli scavi archeologici romani.

La grande ruota di aereo appesa al centro della navata della sala carroponte del Caos evoca il medaglione romano su cui veniva raffigurata comunemente l’effige di Giano. Al suo interno un grande occhio realizzato in argilla fresca simboleggia quello che secondo la teoria di René Guenon è il terzo volto, quello presente e mutevole, del Giano Bifronte, ovvero l’occhio di Shiva".

Due le opere di Chiara Fantaccione: “Immagini Digitali / Ritratto di Camille Beauplan durante la sua residenza a Terni, 2019” , un 'installazione che si sviluppa intorno al meccanismo di trasposizione in codici descrittivi dell’immagine stessa. Il soggetto dell’installazione è esattamente l’immagine che dice di essere, o più precisamente la sua descrizione oggettiva attraverso la catalogazione dei pixel che la compongono, ordinati per numero e colore; 'Paesaggio Installazioni',  serie di installazioni composte da stratificazioni di elementi reali e virtuali, che partono dalla descrizione di un luogo specifico per diventare la rappresentazione di un luogo x. Il virtuale confonde il confine tra reale e non reale, annulla l’identità del luogo originale collocandolo in un altro spazio, ma contemporaneamente lo rende reale attraverso la percezione della sua immagine.

CHIARA RONCHINI SULLE MOSTRE DEI FINALISTI

La direttrice artistica del festival, Chiara Ronchini, su Frontiere entre le plein et le vide (il confine tra il pieno e il vuoto), con le opere di Valerio Belloni, Cristiano Carotti e Chiara Fantaccione.

"Installazioni e performance, si muovono tra spazi pieni e vuoti nella sala carroponte del museo Caos, generando un’innata forza capace di abbattere qualsiasi confine.

Il Confine tra il pieno e il vuoto è volutamente una provocazione, di qualcosa che non esiste ma che allo stesso tempo viene percepito.

I tre artisti, invitati a produrre una o più opere inerenti al tema del progetto Gemellarte, in questo caso il Superamento dei confini, spinti dalla stessa intenzionalità attraverso tecniche differenti e fedeli alla loro linea, hanno così prodotto una mostra sperimentale site-specific che riesce perfettamente ad amalgamarsi in un'unica direzione; andare oltre, guardare oltre, sentire oltre.

Il superamento dei confini in queste opere è il superamento della nostra immaginazione, del nostro sentire e del nostro percepire. L’arte riesce a portarci una dimensione senza confini e senza limiti, sta a noi lasciarci coinvolgere.

Belloni ci trasporta in questa esperienza attraverso il suono, che diviene densità sensoriale; una performance sonora accompagnerà tutta la mostra;

Carotti, attraverso la materia e la maestosità della scultura evocherà il passato che persiste nel nostro presente, creando un continuum che non ha fine, tra mito e realtà; la Fantaccione attraverso la digitalizzazione delle immagini affronta la sottile linea tra reale e surreale in una sua personale reinterpretazione del lavoro di Camille.

Lavori importanti, pieni di simboli e concetti che affrontano tramite la politica dell’arte il tema più attuale della nostra contemporaneità: il superamento dei confini inteso in ogni senso, politico, fisico, emozionale visivo, ma soprattutto umano".

LE BIO DEI FINALISTI

Valerio Belloni – Nato a Terni nel 1978, Valerio Belloni ha vissuto e studiato a Ginevra in Svizzera dove ha conseguito un Master all'Haute Ecole d’Arts et de Design, nella quale ha studiato sotto la guida di Catherine Quéloz e Liliane Schneiter.

Sempre in Svizzera nel 2012 ha vinto il premio New Heads ART Awards della Fondazione BNP Paribas, in collaborazione con Yael Maim

Lavora come assistente e ricercatore presso LaRomita School of Art di Terni e collabora come ricecatore con l’Organizzazione Non Governativa: RPDP-A (Research Platform and Doctoral Practice in Arts) con sede a Ginevra.
Cristiano Carotti – Nato a Terni nel 1981. Attualmente vive e lavora a Roma.
La ricerca di Cristiano Carotti si concentra sul potere aggregativo dei simboli tra le comunità. Attraverso dipinti, ceramica e installazioni, Carotti ridisegna archetipi e feticci contemporanei, utilizzando un linguaggio personale tra l’antropologia e l’estetica post-internet. Tra le sue opere più importanti ci sono “Blackswallow V14”, installazione site specific allo Squero di San Trovaso a Venezia (2015), “Dove sono gli ultras”, alla White Noise Gallery project at One Contemporary di Venezia (2017) e “Stessa Spiaggia Stesso Mare” alla White Noise Gallery di Roma (2018).
Chiara Fantaccione – Chiara Fantaccione nasce nel 1991 a Terni. Partecipa a diverse mostre collettive e due residenze d’artista, la prima nel 2017 presso l’Opificio della Rosa, nel Castello di Montefiore, come vincitrice del premio indetto dalla Fondazione Renate Herold Czaschka, la seconda come project keyholder per due mesi presso l’East London Printmakers di Londra.
La sua ricerca verte sull’utilizzo contemporaneo dell’immagine e della tecnologia e sulla loro sovrapposizione alla realtà. Non quindi come supporto, ma come oggetto stesso dell’opera. Attualmente lavora come artista a Roma presso Spazio In Situ, artist runspace collocato nella periferia della capitale.

OMAGGIO A FRANCOIS TRUFFAUT

Dal 17 al 26 maggio sui muri del Fat art club accanto al Caos spiccheranno le immagini della mostra fotografica 'François et moi. Il mio grazie a Truffaut', di Grazia Morace, che la illustra con queste parole. "Il Cinema, Truffaut, la Francia.

Tre voci soliste di un trio indissolubile ed armonico come Jules, Jim e Catherine.

Dalla passione per la prima è conseguente e necessaria la passione per la seconda e la terza tanto da rendere l’ordine scambievole e mutevole: la Francia, Truffaut, il Cinema  e così via.

L’animo della Francia si rivela a me come un film di Truffaut…lievemente, dolcemente tragico ma reale e poetico nell’essenzialità e necessità di un linguaggio scarno, diretto, autentico ma totale;  capace, quindi,  di parlare della Vita tout court e della sua banale complessità.

I temi trattati nella mostra sono quelli cari a Truffaut:  l’adolescenza, le donne, gli amori (ancora una volta un trio!).

Ma forse, in realtà, questi non sono altro che declinazioni di un unico grande tema che scorre tra le pellicole di Truffaut: l’ Amore…

Il saluto che il maestro Richet de 'Gli anni in tasca' rivolge ai suoi allievi prima delle vacanze estive ne è la dimostrazione:

'… il tempo passa in fretta… un giorno avrete anche voi dei bambini e io spero che li amerete. Anzi loro vi ameranno se voi li amate, altrimenti loro rivolgeranno la loro attenzione, la loro tenerezza su altra gente o su qualcos’altro perché la vita è fatta così… non si può fare a meno di amare e di essere amati'".

BIOGRAFIA DI GRAZIA MORACE

Dopo la laurea in Storia e Critica del Cinema all'Università la Sapienza di Roma, Grazia Morace si avvia alla professione registica  specializzandosi  in video istituzionali e documentari. L’attività di documentazione video per il teatro e lo spettacolo che svolge parallelamente la spinge, in un secondo momento, ad intraprendere anche la “fotografia di scena”, rivelando una vera e propria passione per l’arte della fotografia in genere.

LE SEDI ESPOSITIVE

La residenza artistica di Terni e la mostre verranno ospitate al Caos - Centro arti opificio Siri, centro di produzione e fruizione delle arti aperto e flessibile, composto da spazi espositivi permanenti come il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Aurelio De Felice e il Museo Archeologico di Terni, una vasta area dedicata alle esposizioni temporanee nazionali ed internazionali, il Teatro Sergio Secci, l’AreaLab dedicata ai laboratori didattici e creativi, atelier per residenze e produzioni artistiche, una biblioteca specializzata, una sala video e un caffè ristorante, il Fat- art club da vivere fino a sera, per un totale di 5600 metri quadri dedicati allo sviluppo culturale.

Il Caos nasce dal recupero degli spazi industriali dell’ex fabbrica chimica Siri, restaurati e riqualificati ed è un caso esemplare nel panorama italiano della riconversione delle aree industriali dismesse in ambito urbano.

Teatro della residenza artistica di Saint Ouen e della sua mostra invece è la galleria Mariton, uno spazio municipale che offre un variegato programma di mostre (storia, arte contemporanea, lavori degli studenti della scuola comunale di Belle Arti) durante tutto l'anno.

Per diffondere e promuovere le varie espressioni artistiche promuovendo l'incontro tra artisti e pubblico, per ogni mostra vengono proposti dispositivi di mediazione: documenti per tutti i pubblici e libretti educativi di assistenza alla visita per i bambini delle classi nido ed elementari sono sviluppati dal dipartimento di Arti visive.

GLI EVENTI DEL FESTIVAL

LA MUSICA DEI BATON BLEU

In esclusiva nazionale, il Fat Art Club il 17 maggio alle 22 ospita il concerto dei Baton Bleu,

 duo acustico francese che si nutre di blues e suona musica folk proveniente da tutto il mondo.

Suonando strani e insoliti strumenti musicali come la lira mongola o il kalimba, il duo crea musica che mette in relazione gli Stati Uniti all' Asia, all' Africa e al Mediterraneo.

La voce graffiante di Gautier si mescola alle armonie celestiali di Marias e ci racconta storie strane e meravigliose.

Perfetto per chi ama le sonorità di Tom Waits, Nick Cave e Dead Can Dance.

LE 'BARZELLETTE' DI ASCANIO CELESTINI

Nell'ultima giornata del festival, il 19 maggio alle 18, nel piazzale del Caos è in programma il reading di 'Barzellette', ultimo libro di Ascanio Celestini.

"Una stazione, due uomini che aspettano un treno partito da lontano e un «brogliaccio» pieno di barzellette da leggere per ingannare l'attesa", si legge nella sinossi. "Ridono di naufraghi e cannibali, carabinieri e politici, scienziati e filosofi, preti, suore, ebrei e musulmani, mariti e mogli impegnati nell'eterna lotta tra i due sessi, e ancora animali, suocere e amanti. Storie che non appartengono a nessuno, ma sono a disposizione di tutti. Ci dicono cosa siamo diventati, ci consentono di scavare nel torbido senza diventare mostruosi".

Attore, autore e regista in teatro, Ascanio Celestini ha pubblicato un disco di canzoni e scritto una dozzina di libri, girato due film di finzione e due documentari. "Tanti anni fa Pasolini annunciò una mutazione antropologica che stava per abbattersi sul Paese - ha scritto Curzio Maltese su La Repubblica - Celestini ci racconta com'è avvenuta, quali macerie ha lasciato".
 

SOCIAL TALK

'La folla. Continuità e attualità del dibattito italo-francese': s'intitola così il talk in programma sabato 18 maggio alla Sala dell'Orologio del Caos, alle 18.30, dedicato al libro omonimo curato da Sabina Curti, ricercatrice di Sociologia giuridica, della devianza e del mutamento sociale all'Università degli Studi di Perugia. A raccontarlo con lei il sociologo Vincent Rubio (Université Paris Nanterre) con Marco Dotti (giornalista, docente Università di Pavia).

L'appuntamento prende le mosse dal dibattito italo-francese sulla folla, collocabile più precisamente negli ultimi quindici-dieci anni dell'Ottocento con gli studiosi Sighele, Rossi, Le Bon, Tarde.

Un dibattito nato all'insegna della folla come aggregato sociale pensato prevalentemente in termini negativi, pericolosi, criminali ma di cui oggi sembra obbligatorio ricostruire le strade principali e secondarie, capire in che modo si è sviluppato il sapere scientifico sulla folla e quali ripercussioni ha avuto nelle dinamiche sociali di oggi più che mai necessario, anche per operare le dovute differenze con le nuove forme dei raggruppamenti sociali. 

La funzione sociale che la folla ottocentesca ha svolto è infatti molto diversa da quella che svolge nella società attuale, lo stesso si può dire per le forme che ha assunto e che assume. Via via sempre differenti. Restano tuttavia fermi alcuni punti, e sono perlopiù interrogativi: che cos'è la folla oggi? Si possono individuare dei modi per superare o trovare una via d'uscita all'empasse dell'irrazionalità quale prerogativa della folla? L'irrazionalità della folla vuol dire ancora pericolosità e criminalità? E' possibile una folla senza capo? E ancora, è possibile una società senza folla?

RASSEGNA DEL CINEMA FRANCESE

La rassegna, in programma alla Sala dell'Orologio del Caos il 18 e 19 maggio propone la proiezione di una serie di film messi a disposizione dall'Institut Francais in lingua originale, con sottotitoli in italiano, accompagnati da dibattiti con i registi Mario Brenta e Fabrizio Borelli.

In particolare il 18 maggio dalle ore 10 si terranno l'incontro con Brenta, (modera Sara Michelucci, giornalista Altrenotizie.org) e la visita guidata degli studenti alle mostre del festival.

Delta Park regia di Karine de Villers, Mario Brenta (Italia-Belgio, 2016)

Delta Park è un film sui migranti, ma un po' diverso da quello che si vede un circolazione.Non parla delle traversie nautiche attraverso il Mediterraneo o di quelle alpine attraverso le frontiere ma di quello che avviene dopo, quando finalmente si è giunti alla Terra Promessa. Delta Park è il nome di un albergo vicino alla foce del Po e vicino anche al fallimento, senonché si è trasformato in centro di accoglienza per migranti, grazie ad una sovvenzione elargita dallo stato.

Fatima di Philippe Faucon (Francia, 2015)

Fatima vive con le sue due figlie: Schwarz, 15 anni, adolescente ribelle e Nesrine, 18 anni, studentessa di medicina. Fatima conosce poco il francese e vive questo fatto con un senso di frustrazione nei suoi rapporti quotidiani con le sue figlie. Le due figlie sono il suo motore, il suo orgoglio, ma anche una costante preoccupazione.

5 Broken Cameras codiretto da Emad Burnat e da Guy Davidi (Palestina/Israele/ Francia/Paesi Bassi, 2011)

Il contadino palestinese Emad, alla nascita di suo figlio Gibreel, acquista la sua prima videocamera. Nel villaggio di Bil'in è in costruzione una barriera di separazione e gli abitanti insorgono. Emad decide di improvvisarsi giornalista e filma la lotta per oltre cinque anni.

Monsieur Klein (Mr Klein) diretto da Joseph Losey (Francia-Italia, 1976)

Robert Klein è un alsaziano agiato, intento ad arricchirsi ulteriormente nella Francia collaborazionista di Pétain. Il caso gli fa scoprire l'esistenza di un suo omonimo di origine ebrea, ricercato dalla polizia a causa delle leggi antisemite. Il suo destino è ormai segnato; a poco a poco il destino dell'altro Klein diventa il suo.

Ascensore per il patibolo (Ascenseur pour l'échafaud) diretto da Louis Malle ( Francia, 1958)

Florence e Julien sono amanti che decidono di eliminare il marito di lei, Simon, potente affarista con i vertici della politica. I due architettano un piano che sembra perfetto, disponendo ogni dettaglio in modo che la polizia lo consideri un suicidio, ma quando Julien tenta di lasciare l'edificio in cui ha appena compiuto il delitto, il custode dell'edificio, prima di andare via, disattiva il contatore generale dell'energia elettrica, bloccando l'ascensore nel quale si trova Julien.

UNA NOTTE AL MUSEO

In occasione della Notte Europea dei Musei 2019, il 18 maggio a partire dalle 21 il Caos propone, per il secondo anno consecutivo, una serata all'insegna dell'esplorazione.

Se lo scorso anno i piccoli partecipanti e i loro accompagnatori hanno vissuto una serata magica all’interno della collezione del Museo d’Arte “A. De Felice”, quest’anno potranno conoscere, sperimentare e rielaborare, grazie anche al supporto di applicazioni digitali, tra le sale del Museo Archeologico della città, con attività curate dallo staff della didattica del Caos e dai formatori di Densa e dell’Associazione Culturale On, ideatori di Kidsbit, il Festival digitale dei bambini.

A partire dalle 22.30 ‘La magia della Luna’, attività rilassante guidata dalla coreografa e danzatrice Luisa Contessa che accompagnerà grandi e piccoli in un viaggio distensivo verso il mondo dei sogni.

Prima di rifugiarci ognuno nel proprio sacco a pelo concludiamo la serata con la tisana della buonanotte.

La mattina Luisa Contessa tornerà con ‘Buongiorno EveryBody’, ginnastica di risveglio per ben predisporci alla colazione e fare il pieno di energia.

Equipaggiamento dei partecipanti: porta con te il sacco a pelo, il materassino, il pigiama e lo spazzolino da denti... al resto ci pensiamo noi!

IL PROGRAMMA GIORNO PER GIORNO

VENERDÌ 17

> H 18.30

Caos - Sala Project room

Opening mostra di Camille Beauplan 'Dipingere il vuoto tra umani e oggetti Saint-Ouen' / Terni' / Fino al 30 maggio

- Live streaming di Andrea Abbatangelo da Saint Ouen – Inaugurazione della mostra

- Caos - Sala Carroponte

Frontière entre le plein et le vide

Installazioni e performance di Valerio Belloni Cristiano Carotti Chiara Fantaccione (artisti selezionati per Gemellarte) / fino al 19 maggio

> H 19.30 Fat art club

- Opening mostra fotografica François et moi. Il mio grazie a Truffaut. di Grazia Morace / fino al 26 maggio

> H 22.00 Fat art club

Baton Bleu in concerto (Afro-folk-blues)

SABATO 18

> H 10,00

Caos - Sala dell'orologio

Proiezione cinematografica per le scuole: 'Delta Park' di Karine de Villers e Mario Brenta (Italia-Belgio, 2016) / Incontro con l'autore (modera Sara Michelucci, giornalista Altrenotizie.org) e visita guidata degli studenti alla mostra

> H 14.30 -18,00

Caos - Sala dell'orologio

Rassegna cinema francese: proiezione dei film 'Fatima' di Philippe Faucon (Francia, 2015) e 'Five Broken Cameras' di Emad Burnat e Guy Davidi. (Palestina/Israele/ Francia/Paesi Bassi, 2011) / Incontro e dibattito con il regista Mario Brenta e il regista e fotografo Fabrizio Borelli

> H 18,30

Caos - Sala dell'orologio

'La folla. Continuità e attualità del dibattito italo-francese' Talk con i sociologi Sabina Curti (Università di Perugia) e Vincent Rubio (Université Paris Nanterre) Modera Marco Dotti (giornalista, docente Università di Pavia)

> H 19,30 Fat art club

Chansons de Jazz

Dj set di Dj Cap e Dj Dmitri

> H 21,00

Caos

Una notte al museo_appuntamento speciale per bambini e famiglie! Per esploratori ed esploratrici dai 5 ai 10 anni e adulti accompagnatori.

Prenotazione obbligatoria entro il 15 maggio allo 0744285946 o a didattica@indisciplinarte.it

DOMENICA 19

> H 11.00

Caos

Parigi: Aurelio De Felice e la scuola d'arte italiana di rue des Marguettes /Visita guidata con lo storico dell'arte Paolo Cicchini

> H 14.00 > 18.00

Caos – Sala dell'orologio

Rassegna cinema francese: proiezione dei film 'Monsieur Klein' di Joseph Losey e 'Ascensore per il patibolo' di Louis Malle / Dibattito con il regista e fotografo Fabrizio Borelli

 > H 18 Piazzale del Caos

Ascanio Celestini presenta il nuovo libro 'Barzellette' / Reading dell’autore con storie sulla Francia e l'Italia, con il critico letterario Filippo La Porta

> H 19.30

Fat art club

Selezioni musicali e aperitivo

Gemellarte in città / Hommage à la France

Dal 17 al 19 maggio

Fat art club

Menù 'A la carte'

I piatti tipici della cucina francese incontrano la tradizione umbra

Cene e degustazioni a tema francese nei locali: Angolo di Vino, Bla Bla Bla, Holy food, Il bistrot dei sognatori, Il Convivio, Incontri divini, La Piazzetta, Le delizie di Deby, Mammalinalink, Roba da malti, Urban

Presentazioni ed eventi

Arte & deco 'La Francia da Arte&Decò' Esposizione di mobili decorati (sabato 18, tutto il giorno)

Bloom 'Laboratorio dei luoghi comuni francesi' / Laboratorio per bambini dai 5 ai 12 anni con gradita partecipazione dei genitori. (sabato 18 e domenica 19, h 15-19 Prenotazioni al numero 3470823883 o a info@inbloom.it)

De Florio 'Syracuse', Le Jacquard Francais racconta l'Italia / Vetrina a tema (da venerdì 17 maggio fino al 5 giugno, tutti i giorni)

Gemellaggio creativo / Bct Esposizione dell'abito creato dalla sezione Moda dell'Istituto omnicomprensivo Ipsia S. Pertini di Terni in omaggio a Gemellarte

Gemellaggio storico / Fabbrica d'Armi Terni, la Francia e la storia Visita gratuita alla raccolta tecnica del polo di mantenimento delle armi leggere di Terni (sabato 18, h 9-13)

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