Terni per De Andrè, a 20 anni dalla morte del cantautore la città lo celebra così

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    Dal 11/01/2019 al 11/01/2019
    21,00
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Sono passati 20 anni dalla morte del celebre cantautore e a Terni, come in tutta Italia, sono vari gli eventi organizzati in sua memoria.

Orvieto

Al Teatro Mancinelli, in corso Cavour 122, alle 21, il concerto 'Omaggio a Fabrizio De Andrè', messo in scena dalla cover band 'Hotel Supramonte'. La formazione, nata nel 2013, dopo aver calcato i palchi delle province di Viterbo, Terni, Perugia, Roma e Grosseto, con la collaborazione di “AR Spettacoli” intraprende la strada dei teatri: luogo elettivo per la musica di Fabrizio De André, dove i musicisti riescono a creare atmosfere intime ed intense accolte da un pubblico stupito e commosso dal calore con cui i musicisti cercano di restituire il grande patrimonio artistico che il cantautore genovese ha lasciato.

La cover band è composta da Luca Cionco (alla voce), Edoardo Fabbretti (batteria, percussioni), Glauco Fantini (basso, cori), Massi Collaterale Pioppi (pianoforte, tastiera, cori), Antonello Pacioni (chitarra, bouzouki, mandolino), Serena Di Meo (violino, cori) e Fisandro Famiani (fisarmonica). 
Biglietti da 12 a 18 euro 
Info https://bit.ly/2L29RT9 www.teatromancinelli.com biglietteria@teatromancinelli.it 0763.340493

Muri de Mainè

Secondo appuntamento, dalle 22 all'una, alla pizzeria il Borgo, a Borgo Rivo, con i Muri de Mainè. Dopo venti anni dalla scomparsa il Trio offre il suo omaggio al grande poeta genovese Fabrizio de André.

Faber per immagini

Si continua a Collestatte Piano. Alle 21, nella Chiesa della Trinità di Collestatte, la Taglab, Associazione Culturale Paolo Taglioni, ha organizzato 'De Andrè per immagini'. Un ricordo dl grande cantautore attraverso i luoghi delle sue canzoni. L'evento è a cura di Riccardo repetti e parteciperà Alessandro Acciaro.

Intanto mentre a Terni si pensa agli ultimi preparativi e a Genova si sta in fila per ricordare le ceebri canzoni, sui social impazzano i commenti contro il post pubblicato questa mattina da Matteo Salvini.

Per ricordare Faber, infatti il vicepremier, ha ricordato una frase de 'Il pescatore', scrivendo: "All’ombra dell’ultimo sole si era assopito un pescatore... Ciao Fabrizio, grazie poeta!". Ma gli utenti del social network non ci stanno e si scatenano ricordando al ministro il vero significato della canzone, un messaggio di accoglienza, apertura e tolleranza. Non manca il commento con il seguito del brano: "Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno, Non si guardò neppure intorno, Ma versò il vino spezzò il pane, Per chi diceva ho sete ho fame". Ma c'è anche chi cita altre canzoni, come 'Il testamento di Tito', per far capire ciò che il cantautore voleva dire. "Io nel vedere quest'uomo che muore, madre, io provo dolore. Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l'amore" o "Non avrai altro Dio all'infuori di me, spesso mi ha fatto pensare: genti diverse venute dall'est dicevan che in fondo era uguale. Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male". Il tutto vviamente corredato di appositi hashtag #ministroascotifaber e #portiaperti.

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