Piste ciclabili, a Terni non va di moda la mobilità alternativa: interi quartieri dimenticati

Secondo i dati forniti dal primo rapporto di Legambiente sull'economia della bicicletta in Italia, la città dell'acciaio è la 48° in Italia per infrastrutture a disposizione della comunità cittadina

Il rapporto sull'economia della bicicletta in Italia, redatto da Legaambiente, ha elaborato un indice che fornisce un’informazione di sintesi relativa alla dotazione complessiva di infrastrutture in grado di incentivare la mobilità ciclabile. Lo stesso è così composto: km di piste ciclabili in sede propria, km di piste ciclabili in corsia riservata, km di piste su marciapiede, km di piste promiscue bici/pedoni, zone con moderazione di velocità a 20 e 30 km/h, piste nel verde (percorsi che non corrono lungo la carreggiata stradale, ad esempio nei parchi, lungo i fiumi, strade bianche, etc.).

Ebbene, la città di Terni, nonostante la conformazione morfologica favorevole, si posiziona al 48° posto con un rapporto complessivo metri equivalenti/abitante di 4,05, appena sopra a Milano, Siena e Perugia. 

Terni, le piste ciclabili nella città dell'acciaio

Un piccolo viaggio tra le piste ciclabili della città, tra le comuni ed utilizzate per la cosidetta mobilità alternativa. Dal cavalcavia di via Narni fino all'uscita lato porta Sant'Angelo, giardini pubblici della Passeggiata, si snoda il percorso più lungo (2,90 km complessivi). Si computano quattro attraversamenti e due semafori da superare. In alcuni tratti, come nel caso del nuovo centro commerciale Cospea Village, la pavimentazione è completamente nuova. In altri, come all'altezza del Cesvol, le radici degli alberi ne hanno parzialmente compromesso la stabilità. Dalla stazione di Terni o da via Battisti ecco il secondo tratto di circa 1 km per arrivare a Strada di Cardeto ed un lungo tunnel da superare per arrivare alla rotonda. Proseguendo da via Bramante a viale Ettore Proietti Divi un'ulteriore pista da 1,70 km dotata di due attraversamenti di questi, uno alquanto pericoloso in zona rotatoria. All'incrocio verso il cavalcavia della stazione il percorso si interrompe brevemente prima di tornare da via Minestrini a Romagna per ulteriori 0,51 km e un ulteriore tunnel da attraversare. Questi sono i frammenti più significativi e comunque condensati all'interno delle semipeferie del ternano

I quartieri rimasti sguarniti

È notorio come Borgo Rivo sia una sorta di quartiere a se stante. I cittadini per utilizzare la bici e dirigersi verso il centro, possono utilizzare la tratta stradale da ponte Le Cave-viale Borzacchini (o i sentieri alternativi, ndr), conosciuta per il traffico a tratti soffocante, nelle ore di punta. Anche Borgo Rivo, tranne l'eccezione della rotonda in via Romagna, è privo di percorsi da abidire alle due ruote. Non da meno tutta la zona ad est del centro ossia da via Turati fino alla zona Ospedale, ivi compreso Città Giardino e San Giovanni, per citarne altri.

Un vero peccato perchè, come è noto, la mobilità alternativa o sostenibile contribusce a diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici generati dai veicoli privati. In particolare, inquinamento atmosferico, acustico, congestione stradale, incidentalità. A Terni tali tematiche sono sempre all'ordine del giorno e non è un caso che spesso si ricorra alle ordinanze sul traffico per cercare di contrastare tali fenomeni. 

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