Camera di commercio, dibattito aperto: summit in Provincia

Dopo il “congelamento” dell’accorpamento tra Perugia e Terni, si fa avanti il comitato del “no”. Palazzo Spada: presidio ineludibile

La sede della Camera di commercio di Terni

Difendere Terni e la sua dignità istituzionale. Piantando – se  necessario – dei paletti fermi che contengano la “frana” che rischia altrimenti di svuotare la seconda città dell’Umbria.

Lo spunto per la battaglia arriva dal recente provvedimenti con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da Ance Catanzaro, bloccando di fatto la riforma che prevedeva l’accorpamento degli enti camerali di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Un precedente che rimette in pista le speranze di Terni che sembrava, al contrario, destinata alla “annessione” sotto Perugia.

All’indomani del provvedimento, proprio per ribadire le volontà della città, è sorto un comitato per dire “no” all’accorpamento con Perugia. Comitato che sta raccogliendo adesioni e che il prossimo 27 agosto incontrerà il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi. Un summit per rinsaldare le fila di una battaglia che si preannuncia ancora lunga e complessa.

Battaglia dentro la quale fa sentire la sua voce anche il Comune di Terni che nei giorni scorsi, attraverso il sindaco Leonardo Latini ed il vice Andrea Giuli, ha diffuso una nota ribadendo che la “la Camera di commercio rappresenta un presidio ineludibile”. Palazzo Spada ha espresso "le sue perplessità sul processo di regionalizzazione in corso riguardante l'accorpamento della Camera di Commercio di Terni con quella di Perugia". Latini e Giuli ritengono che "l'ente camerale costituisca un presidio fondamentale ed ineludibile in un territorio, come quello Ternano, che presenta le sue peculiarità produttive, economiche, sociali, turistiche e di marketing territoriale ed ha quindi tutto il diritto e la necessità concreta di preservare una realtà camerale autonoma, non depauperata. Per questo, l'amministrazione comunale ternana - concludono Leonardo Latini e Andrea Giuli - auspica un ripensamento del processo in atto e sostiene l'ente camerale di Terni nel ricorso presentato dai suoi vertici al Consiglio di Stato, a tutela della propria autonomia e del proprio ruolo".

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Terni Oltre

Ragionamento più complessivo quello di Leo Venturi, esponente di Terni Oltre. Che partendo dalla Camera di commercio, riflette però su come Terni, da anni, sia “espropriata di ruoli, competenze e strutture nel silenzio di tutti. Una connivenza che ha distrutto la città. Esempi? Tanti: trasporti, sanità strutture della Regione e delle stesse associazioni, servizi. Tutto concentrato a Perugia. D’altro canto se ancora oggi, dopo anni di battaglie solitarie, i ternani sono costretti a pagare un balzello di due milioni di euro ogni anno al consorzio di bonifica mentre nella quasi totalità dell’Umbria provvede alla tutela idrogeologica la stessa Regione, che possiamo pretendere?”.

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