Comune di Terni, la maggioranza trema: i possibili scenari

La separazione di Emanuele Fiorini dal partito della Lega apre nuovi sviluppi all’interno della maggioranza. Le opposizioni chiedono chiarezza

comune di terni

Lascio la Lega, mi sembra che oggi non esistano più le condizioni per andare avanti”. Una decisione che non poteva passare inosservata quella adottata da Emanuele Fiorini. Il consigliere regionale e comunale ha infatti ufficializzato questa scelta aggiungendo che “sarò pronto a votare ogni provvedimento che considererò positivo per Terni e per l’Umbria e continuerò a essere la voce di tutti quei cittadini che hanno invocato, invocano e vogliono il cambiamento e la discontinuità col passato”.

Maggioranza e possibili scenari

C’era una volta la maggioranza: venti consiglieri eletti e suddivisi in Lega, Fratelli d’Italia, Terni civica e Forza Italia. Ad oggi i rapporti di forza sono mutati in virtù del triplice passaggio al Gruppo misto di Valeria D’Acunzo e Federico Brizi (ex Forza Italia) e dello stesso Fiorini, il quale ha già annunciato tale volontà. Un passaggio cruciale perché, è bene ricordarlo, alle scorse consultazioni aveva ottenuto 1.022 preferenze sulle 7.833 complessive del ‘carroccio’. Un exploit davvero enorme dato che solo Melasecche (1.015, ndr), raggiunse le quattro cifre in termini di consenso. Il dato non può essere sottovalutato ed apre delle riflessioni a breve-medio termine. Al momento è ipotizzabile che lo stesso Fiorini continuerà a sostenere la maggioranza a Palazzo Spada, seppur non più all’interno. Da questo punto di vista non dovrebbero esserci problemi di governabilità, a meno di eventuali e future sorprese. È altresì necessario ricordare che, numericamente, la stessa può computare diciassette consiglieri, a seguito dell’uscita dei tre confluiti nel gruppo misto su un totale di trentadue. Come gestire questa situazione piuttosto delicata?. Le prime riflessioni arrivano da due esponenti della minoranza, ossia Francesco Filipponi ed Alessandro Gentiletti rispettivamente capogruppo Pd e Senso Civico

Le parole di Alessandro Gentiletti

"La decisione del consigliere Emanuele Fiorini di lasciare la Lega conferma ancora una volta una drammatica verità per la città. Il partito di Matteo Salvini e Umberto Bossi, che ha vinto le ultime elezioni amministrative, incassando una grande fiducia da parte dei ternani, non è in condizione di rispondere alle aspettative di cambiamento che vengono dalla città. Il partito della Lega è già ebbro del potere ricevuto in poco tempo ed è divenuto prigioniero di una guerra fra bande interessate soltanto, maldestramente, alla spartizione di pochi rimasugli di potere. La città e le sue fasce più deboli sono state interamente dimenticate. Sviluppo sostenibile, progresso sociale e rinascita democratica sono oggi mete ancora più lontane con una compagine politica impegnata ad azzuffarsi su Palazzetto dello Sport, Verdi, mercato coperto, nomine nelle partecipate.
Ed è emblematico che la Lega non riscuota più neanche la fiducia di chi, come il consigliere Fiorini, ne è stato il volto e l'anima appassionata,  un uomo che come tanti di noi  - al di là delle radicali divisioni - ha interpretato e interpreta la politica come servizio agli ultimi, come passione della gente di strada.
Il partito della Lega ternana, invece che governare la città delineando strategie di futuro e di sviluppo è impegnato nel sopperire all'inadeguatezza politica del suo sindaco, imposto in una notte dagli stessi corridoi del palazzo romano che ora lo hanno scaricato e commissariato.
Una Lega che è privata degli assessorati socialmente più caratterizzanti, appaltati ai due assessori di Fratelli di Italia. Assessorati che sviliscono ogni giorno le politiche giovanili, sociali, sportive e che invece di unire le energie della città la dividono.
Anche il sindaco di Terni é responsabile del suicidio politico che sta vivendo la Lega e con essa tutta la città. Dovrebbe ammetterlo, chiedere scusa e cambiare davvero passo.
La società civile non può più attendere. I consiglieri eletti dovrebbero imparare dal consigliere Fiorini, che ha dato una lezione di autonomia, lasciando una Lega impantanata e rilanciando i temi essenziali per la città.  Va necessariamente preteso un sussulto di dignità dall'amministrazione stessa e dalla maggioranza. Tutti, ciascuno dalle sue postazioni, dobbiamo pretendere una radicale inversione di rotta. Nessuno di noi può più permettere che si continui sulla strada intrapresa perché altrimenti la città non ne verrà fuori. Coloro che neanche pochi mesi fa sono stati scelti dai ternani hanno il dovere di rispettare il voto popolare e governare. Se sono in grado lo facciano in modo serio e utile per la città e non per le loro poltrone peraltro decisamente costose vista la loro decisione di percepire la totalità delle loro indennità, arrivando al costo record di 430 mila euro l'anno per la sola giunta”.

Francesco Filipponi e le sue riflessioni

"L'uscita del consigliere comunale e regionale Fiorini dal gruppo della Lega e l'approdo al misto come ha annunciato egli stesso rappresenta un atto politico di grande rilevanza che riguarda un consigliere comunale e regionale che ha caratterizzato con forza la nascita della Lega a Terni fino ad arrivare alla conquista di Palazzo Spada.  Ma ad appena nove mesi dall'insediamento l'Amministrazione Comunale è del tutto immobile, caduta nelle sabbie mobili delle divisioni che riguardano ogni tema cruciale: la gestione delle partecipate, i progetti strategici come il Verdi e il mercato coperto, arrivando a dividersi persino sulla gestione delle biciclette in città. Una situazione che sta disorientando gli investitori, le associazioni, la Fondazione Carit che in sostanza non ha più interlocutori credibili per lavorare insieme al Comune nei settori nei quali ha dato la sua disponibilità ad investire come il Palasport.
Il gruppo del Partito Democratico presenterà una mozione in aula, insieme a tutte le forze di opposizione che vorranno aderire, affinché il sindaco venga a riferire in aula sulla grave situazione politica che si è venuta a creare.  Il sindaco deve dare spiegazioni alla città sul fatto che la sua attività amministrativa è bloccata considerato anche il numero irrisorio di atti amministrativi approvati in giunta e in consiglio. Non può continuare a rifugiarsi nei suoi silenzi, dietro la gonna della commissaria politica che gli è stata inviata da Roma, con il partito nazionale che ha avvertito l'esigenza di metterlo sotto tutela da una parlamentare romana di rilevante esperienza. La città ha il diritto di sapere quali siano le ragioni che si celano dietro al Far West sul palasport, che cosa si voglia fare con Asm, con FarmaciaTerni, come si voglia affrontare il tema ambientale e il rapporto con le multinazionali frequenti sul territorio, ad iniziare ad Ast".

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