Risiko in Giunta, l’ipotesi del rimpasto bis: martedì si decide, chi sale e chi scende

Comune di Terni, i dubbi di Fratelli d’Italia sulle scelte di Latini: chiesto il vicesindaco. Così le poltrone di Palazzo Spada si incrociano con il voto alle Regionali di ottobre

Trattative. Consultazioni. Scenari. E sullo sfondo la doppia partita che si gioca a Roma con la crisi di Governo e la sfida di ottobre per il rinnovo del consiglio regionale dell’Umbria.

Palazzo Spada è in fermento. Il sindaco di Terni, Leonardo Latini, ha in mano un dossier delicatissimo e, soprattutto, più che mai aperto. Il rimpasto di giunta non è affatto concluso. Anzi. La mancata firma di Orlando Masselli (Fratelli d’Italia) sulla delega al bilancio è il primo di una serie di incastri da mettere a punto.

Il ragionamento, a grandi linee, è questo. La sostituzione di Marco Cecconi (FdI) all’assessorato alle politiche sociali ha tolto al partito della Meloni un ruolo “politico” nell’esecutivo. O, comunque, un ruolo attraverso il quale esercitare le politiche dei Fratelli d’Italia. La delega al bilancio, al contrario, ha assegnato al partito una casella tecnica, tra l’altro complicata dalla difficile situazione economica in cui versa il Comune di Terni.

Per cui – questo il messaggio che la delegazione dei Fratelli d’Italia ha consegnato giovedì mattina nelle mani del primo cittadino – andrebbe ristabilito un certo equilibrio. E come farlo? Assegnando a FdI la casacca del vicesindaco. Questo sì un ruolo politico. Una manovra che accontenterebbe il partito e che rimetterebbe in sesto i rapporti incrinati dopo che il rimpasto è stato “recapitato” senza essere prima condiviso.

Questo per due ragioni. La prima: chi attualmente ricopre la carica di vicesindaco, Andrea Giuli (con deleghe anche a cultura e turismo) è assessore esterno, senza una copertura partitica. Si tratta, insomma, di un tecnico e non di un politico. Secondo. Fra un paio di mesi si vota per le Regionali. Lega e Fratelli d’Italia dovrebbero costituire il ticket di ferro candidato a conquistare la presidenza d Palazzo Donini. Tanto vale distribuire pesi e onori fin da subito, piuttosto che dover rimettere mano tra qualche settimana alle caselle della giunta.

Martedì pomeriggio (27 agosto, ore 15) il sindaco incontrerà la maggioranza per fare il punto della situazione e dovrebbe, in quel contesto, comunicare le sue scelte. Frutto della sintesi tra le richieste arrivate in queste ore e possibili scenari che non potranno non tenere conto proprio del voto del 27 ottobre.

Perché altri pezzi potrebbero lasciare la giunta per l’assemblea legislativa (si parla ad esempio della possibile candidatura di Enrico Melasecche, assessore ai lavori pubblici) ma anche di altre figure chiave che, in caso di elezione, risulterebbero incompatibili e quindi sarebbero costretti a dimettersi. Rimandando così la giostra al punto di partenza.

Difficile immaginare che Latini riesca a tenere sospesa la situazione fino a quando il quadro delle candidature per il consiglio regionale dovesse essere chiaro. Perché nel frattempo potrebbero sopraggiungere altre difficoltà come il voto per le Politiche. A questo punto, la situazione sarebbe davvero complessa. Oppure, potrebbe fornire al sindaco la possibilità di giocarsi qualche spazio – a Perugia come a Roma – per chi dovesse trovarsi scontentato da un nuovo, e a questo punto probabile, rimpasto.       

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