Terremoto a Palazzo Spada, “caso” Dominici: cronaca di un addio annunciato

Il dossier farmacie in barca e il braccio di ferro sul Palasport: così si è arrivati allo strappo in giunta. La maggioranza fa quadrato attorno al sindaco, le opposizioni preparano l’artiglieria

Ritirare le deleghe dell’assessore al bilancio (e alle partecipate) all’inizio della settimana decisiva per i documenti che devono certificare la scalata di Palazzo Spada fuori dalla voragine del dissesto finanziario è sicuramente un gesto “forte”. Che probabilmente pesa sulla bilancia degli equilibri della maggioranza così come le uscite che, negli ultimi otto mesi, hanno puntellato l’azione politica e amministrativa dell’ormai ex assessore Fabrizio Dominici. Insomma, occhio per occhio.

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La differenza sostanziale è che agli annunci di Dominici poi sono seguite azioni non sempre concrete. Il sindaco, Leonardo Latini, alle parole ha preferito i fatti.

Eppure, il debutto di Dominici era stato roboante. Era il 15 luglio, l’esecutivo Latini aveva da poco messo piede a Palazzo Spada. Il neo assessore si fece immortalare in uno scatto estivo: in barca, col mare sullo sfondo e in mano il dossier delle farmacie. Seguirono dichiarazioni di vendita, polemiche e baraonde, poi concluse con un nulla di fatto. Farmacie Terni ha un nuovo amministratore unico e l’ipotesi di passare di mano l’azienda sembra non essere mai esistita.

L’estate di Dominici è proseguita con la battaglia sull’acqua pubblica. Giusta o sbagliata che sia, la questione tocca elementi talmente delicati e interessi così ampi che, al di là di qualche annuncio, immaginare un futuro prossimo senza il Servizio idrico integrato – soprattutto se davvero si vuole che Acea tenga spente le intenzioni di incenerire ancora nella Conca – appare, più che lontano, improbabile.

La “grana” Palasport è probabilmente uno degli elementi chiave se si vuole leggere questo confuso puzzle. Dominici, invadendo un campo che non gli competeva, ha buttato sul tavolo l’ipotesi Maratta. Accendendo settimane di beghe e stuzzicando le ire di qualche collega di giunta.

Rintuzzando le questioni con la recente intervista al Corriere dell’Umbria, nella quale non solo ha rivendicato la bontà delle sue posizioni, ma ha anche indicato in Barbara Saltamartini, onorevole leghista e attuale commissario del Carroccio a Terni, il principale responsabile dell’immobilismo in cui oggi si trova la città.

Gli va dato atto di avere imbastito il bilancio che, col via libera del ministero, potrebbe segnare la prima tappa dell’uscita di Terni dalla delicatissima fase di dissesto. Ma sul piatto della famigerata bilancia della politica, questo sembra avere un peso minore rispetto agli sgambetti, tentati o riusciti, che portano la sua firma.

Le pressioni contro Dominici sarebbero corse sull’asse Terni-Roma e proprio dalla Capitale sarebbero arrivati gli ultimi segnali al sindaco. Che le cronache di queste ultimissime ore raccontano provato, al netto delle posizioni che esternamente si vogliono far passare.

Sulla carta la maggioranza fa quadrato col sindaco. “Ribadiamo la nostra fiducia e supporto al sindaco che nella sua azione ha sempre mostrato di avere quale priorità il rispetto del programma elettorale scelto dalla città. La decisione va nel solco di quanto indicato dalla maggioranza politica che ha dato mandato al sindaco di continuare il percorso indicato dagli elettori”, dichiarano i capigruppo della maggioranza Cristiano Ceccotti (Lega), Lucia Dominici (FI), Orlando Masselli (Fd’I), Michele Rossi (Terni Civica), Federico Brizi (gruppo misto). “Convinto sostegno al sindaco di Terni Leonardo Latini che ha incassato la fiducia dell’intera maggioranza che lo sostiene anche in virtù dei risultati ottenuti in questi primi mesi di governo, nonostante la drammatica situazione di dissesto economico lasciata dal Pd nel Comune di Terni. Ciò che ha permesso all’Amministrazione Latini di raggiungere determinati obiettivi è una squadra che ha lavorato bene, ma in una squadra ognuno deve rispettare il proprio ruolo, altrimenti si pone al di fuori di essa. Nella convinzione che nessun giocatore è indispensabile, quello che conta è l’impegno assunto con i cittadini e la serietà con cui Lega e maggioranza portano avanti il rispetto del patto preso con gli stessi. Si va avanti convinti di poter continuare a dare una svolta alla città di Terni”, commenta il segretario della Lega Umbria, onorevole Virginio Caparvi. E l’onorevole Raffaele Nevi (FI) ribadisce: “Mi sento di fare un pubblico plauso al sindaco che ha revocato le deleghe all’assessore al Bilancio non perché ci era antipatico, ma perché condividiamo un passaggio fondamentale delle parole di Leonardo Latini quando dice che ‘c’è la necessità di evitare fraintendimenti rispetto al programma elettorale che abbiamo sottoscritto con gli elettori’. Bravo!!! Per noi le promesse agli elettori vanno sempre mantenute”.

Fatto sta che, dopo l’uscita di Emanuele Fiorini dalla Lega, il benservito a Dominici evidenzia le crepe che rischiano di spaccare la maggioranza di Palazzo Spada soprattutto se dovessero trovare conferma le voci di altre fughe dal Carroccio (tra i sospettati, Pocaforza e Pincardini) e quelle di un imminente rimpasto in giunta non solo per sostituire Dominici ma per dare più peso alla stessa Lega, “sacrificando” l’assessore Elena Proietti.

Crepe dentro le quali è pronta ad infilarsi l’opposizione, soprattutto se i tentennamenti dovessero concretizzarsi in un percorso ballerino verso l’approvazione del bilancio.      

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