Comune di Terni, la Lega perde un altro pezzo: Musacchi sbatte la porta e passa al gruppo misto

La lettera: “Decisione sofferta ma ponderata, personalismi e correnti stanno deteriorando la spinta di novità: i problemi di Terni non possono essere risolti con persone che non conoscono il territorio”

Doriana Musacchi e Michele Rossi

Qualcosa è cambiato. Senza dubbio. Perché ad inizio settembre, Doriana Musacchi era in prima fila a San Gemini alla festa provinciale della Lega. E soltanto un paio di giorni fa, sulla sua bacheca facebook, rilanciava l’annuncio della campagna elettorale di Donatella Tesei, candidata presidente della Lega – e del centrodestra – alle Regionali del 27 ottobre.

Oggi i toni, proprio nei confronti del Carroccio, sono di tutt’altro tenore. “I personalismi e le correnti – scrive nella nota con annuncia l’uscita dal gruppo consigliare della Lega e il contestuale approdo al gruppo misto - stanno deteriorando la spinta di novità che è stata la vittoria del progetto politico di Leonardo Latini a sindaco di Terni. Non credo che i problemi della città di Terni possano essere risolti con persone che non conoscono il nostro territorio”.

Musacchi ricorda di essere entrata nella Lega “con tanto entusiasmo e voglia di cambiamento”, sensazioni che stridono con la decisione di oggi che è invece “molto sofferta” ma “ponderata”.

In questi mesi di lavoro nel consiglio comunale di Terni Musacchi dice di avere anteposto “gli interessi della comunità ai miei personali”. Questi valori “fondamentali – rileva l’ex consigliera leghista - non sono più presenti all’interno della classe dirigente della Lega ternana” così da poterle consentire di “continuare” il suo impegno civico col Carroccio.

E poi il congedo: “Auguro comunque un buon lavoro a tutti e ad alcuni il raggiungimento delle proprie ambizioni personali. Da domani continuerò a lavorare a quel progetto politico per il bene della città, che è stato lo stimolo della candidatura in consiglio comunale. Resto a disposizione, come sempre, dei cittadini e del sindaco Latini. In questo momento – conclude - mi sono sempre più chiare le motivazioni dell’uscita di altri colleghi della Lega come Fiorini, Pincardini e Leonelli”.

A questo punto, lo scacchiere di Palazzo Spada si regge su un equilibrio molto delicato: la Lega conta infatti su dieci consiglieri (su un totale di 32, i consiglieri di minoranza sono 12), lo stesso numero che hanno assieme Fratelli d’Italia (4), Forza Italia (2), Gruppo misto (3) e Terni civica (1). Numeri che aprono la maggioranza a possibili scossoni e sgambetti, soprattutto se fra gli spifferi dovessero insinuarsi “vendette” e bracci di ferro magari innescati dalla corsa alle candidature per le Regionali.

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