Bilanci, il Pd fa i conti al Comune di Terni: “Ci sono debiti non riconosciuti, ecco i numeri”

Il gruppo consigliere dem analizza decine di documenti e delibere dal 1998 ad oggi: “Un lavoro enorme”. Tutti i dettagli

“Oltre i debiti riconosciuti ce ne sono altri per diverse centinaia di milioni non riconosciuti dal commissario e dalla nuova amministrazione poiché mancanti dei requisiti di legittimità”.

Il Partito democratico fa i conti a Palazzo Spada e spulcia delibere e documenti dal 1999 ad oggi. “Un enorme lavoro – sottolinea il gruppo consigliare dem – che ha portato la giunta ad ammettere l’esistenza a distanza di 15 mesi dall’inizio della nuova consiliatura, di un nuovo disavanzo di almeno 6 milioni di euro, ancora in fase di calcolo sulla base di una interlocuzione con il ministero. Oltre questo, il gruppo consiliare ha portato a conoscenza della cittadinanza la delibera di giunta con cui si autorizza il sindaco a richiedere al tesoriere un eventuale anticipo di tesoreria fino alla cifra di oltre 26 milioni di euro per il 2020”.

Un lavoro che però non si esaurisce ai numeri di oggi. “Già la scorsa estate avevamo iniziato un lavoro di verifica sui bilanci consuntivo 2017 e previsionale 2019 – 2021 terminata nelle ultime ore. All’esito di questa verifica è emerso che l’ammontare della voce ‘anticipazione di cassa non restituita al 31/12/2017’ – dicono i dem - a pagina 6 della relazione dell’organo di revisione, è indicata pari a euro 12.221.217,75; mentre alla successiva pagina 7 della stessa relazione, nel prospetto ‘Anticipazione di tesoreria e utilizzo cassa vincolata’, per l’anno 2017 compare per la medesima voce la diversa cifra di euro 12.521.217,75. La differenza di ben 300.000 euro. Non è tutto, all’interno degli atti costituenti il rendiconto della gestione anno 2017, per la medesima voce ‘Anticipazione di cassa non restituita’ sono riportate tre cifre diverse, con una differenza che giunge fino a euro 630.000 euro. Infine per il consuntivo 2017 l’ammontare delle spese per i servizi di gestione rifiuti curati attraverso l’organismo partecipato Asm Terni spa risulta essere a pagina 29 della relazione dei revisori dei conti al rendiconto 2017 18.603.413,31 euro mentre a pagina 24 della relazione della dirigente del servizio finanziario, indica uno stanziamento definitivo di 23.398.021,61 euro. Una differenza di quasi 5 milioni”.

L’analisi dei numeri non finisce qui. “Rispetto al previsionale 2019 – 2021 poi rispetto la voce relativa sempre alle anticipazioni risulta stando a quanto riportato per questa annualità nella relazione dell’organo di revisione 12.374.573,91 euro, mentre all’allegato A alla delibera risulta per il 2019 10.458.415,66 euro. Anche qui oltre un milione ed 800 mila euro di differenza”.

Il Pd ha dunque riavvolto il “filo nero” dei debiti, tornando indietro di venti anni e ricostruendo “una storia di criticità economica che parte da lontano, ovvero dal 1998. Rispetto alla situazione debitoria del Comune di Terni, emersa negli anni 99 e 2000 attraverso riconoscimento di debiti fuori bilancio relativi agli 1998 e precedenti, la stessa è stata accertata dal commissario ad acta con delibera n. 1 del 1999 per lire 2.686160.098, poi dal consiglio comunale con la delibera 39 del 1999 (la nuova assise insediatasi dopo le elezioni del 1999, risulta quel giorno assente il consigliere di minoranza Melasecche) per 2.662.434.269 sempre per debiti fuori bilancio, ancora dalla giunta comunale Raffaelli nel 2000 con delibera 236 per 56.066.670 e per 4.570.460, ancora con delibera di giunta 415 del 2000 per 185.380.396, infine con altre delibere del commissario ad acta, di giunta e di consiglio successive sia per riconoscimento di debiti fuori bilancio (attraverso ulteriori 30 delibere presenti all’archivio comunale che abbiamo analizzato) sia per rimodulazioni di passività per un importo complessivo superiore ai 20 miliardi annotato sui bilanci”.

Questa ricostruzione è difficilmente contrastabile, avendo avuto la contezza di analizzare ogni singola delibera e determina messa a disposizione a seguito di apposito accesso agli atti. Oltre i debiti riconosciuti ce ne sono altri per diverse centinaia di milioni non riconosciuti dal commissario e dalla nuova amministrazione poiché mancanti dei requisiti di legittimità. Infine – è l’ultima annotazione del Pd - è interessante notare che con uno di questi debiti fuori bilancio riconosciuti vengono accertati 400 milioni di lire di quota residuale della progettazione dell’Uovo di Ridolfi mai realizzato, attraverso un iter procedimentale che l’organo deliberante definisce anomalo. Alla luce di tutto ciò possiamo dire che chi amministra oggi la città e si candida a rappresentare la Regione disertando consigli e commissioni, ha una storia ben delineata che viene da lontano e si ripete oggi”.

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