Persi quattromila elettori e “guadagnati” quattro simboli sulla scheda elettorale: come cambiano le Europee

Domenica si vota per il rinnovo del parlamento Ue: i risultati delle urne del 2014 e gli ultimi sondaggi. Ecco cosa è successo negli ultimi cinque anni

Il primo dato che balza all’occhio è statistico: alle elezioni europee del 25 maggio del 2014 il numero complessivo degli elettori chiamati alle urne in provincia di Terni era di 182.623 unità. Risposero all’appello in 127.878 (il 70,02% degli aventi diritto). Per il voto di domenica 26 maggio la platea degli elettori ammonta a 178.984 votanti divisi fra 85.786 maschi e 93.198 femmine, chiamati ad esprimersi nelle 295 sezioni che da domani ospiteranno i seggi elettorali, 129 delle quali nella sola Terni.

In cinque anni ed un giorno sono “spariti” 3.639 elettori ma sono anche scomparsi alcuni simboli dalla scheda elettorale. Sul “fazzoletto” che gli elettori si troveranno di fronte domenica, compaiono 15 simboli. Ai partiti “tradizionali” (come Lega, Fratelli d’Italia, Pd, Movimento 5 Stelle) se ne accompagnano altri più estrosi. C’è ad esempio il Partito pirata o il Partito animalista, ma si notano anche le fratture della sinistra che si presenta (oltre al Pd) con il simbolo del Partito comunista e con quello de La sinistra. C’è poi Forza nuova, che si distingue dalle Destre unite, simbolo nel quale si colloca anche Casapound. C’è poi il Popolo della famiglia di Mario Adinolfi, +Europa ed Europa verde.

Nel 2014 sulla scheda comparivano invece 11 simboli. C’era il Partito democratico che uscì dalle urne di cinque anni fa come il partito più votato: 57.727 voti pari al 47,68% del totale. C’era il Movimento 5 Stelle (24.818 voti, 20,5%) e c’era Forza Italia (18.483 voti, 15,27%).

Giù dal podio si piazzò Fd’I (6.964 voti, 5,75%) seguito da L’altra Europa con Tsipras (4.863 voti, 4,02%) e il Nuovo centrodestra-Udc (3.242 voti, 2,68%). Lontanissima dalla vetta la Lega (all’epoca ancora Nord) che nel Ternano incassò poco meno di tremila voti per una percentuale del 2,41%. C’erano poi Verdi, Idv, Scelta europea e Maie che assieme superavano appena i duemila voti e non raggiungevano il 2% dei consensi.  

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Risultati che, soprattutto per quanto riguarda la Lega, sono diametralmente opposti rispetto a quelle che sono le aspettative della vigilia. Il Carroccio, pur registrando per la prima volta da mesi un calo del gradimento degli italiani, sarebbe comunque attorno al 31 per cento. Il Movimento 5 Stelle viene accreditato al 25 per cento, registrando quindi un miglioramento rispetto alle ultime settimane anche se il dato è generalmente negativo rispetto alle politiche del 2018. Avanza anche il Partito democratico, che rispetto al dato del mese scorso supera la soglia del 20 per cento.

Nel centrodestra invece, dietro la Lega si posiziona Forza Italia con un risultato poco inferiore all’8 per cento. Tra i partiti che dovrebbero superare la soglia di sbarramento del 4 per cento riuscendo quindi ad entrare nel parlamento europeo, c’è anche Fratelli d’Italia, che si attesta intorno al 6 per cento. Deludente invece il risultato del blocco del centrosinistra. L’unica forza che potrebbe superare il 4 per cento è +Europa, mentre La Sinistra e le altre formazioni dovrebbero restare fuori dal Parlamento.

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