Elezioni regionali, ecco “L’Umbria dei cittadini”: in duecento per il cambiamento, dall’Omphalos all’Azione cattolica

Lettera aperta a tutte le forze politiche in vista del voto di fine novembre. Tra i sottoscrittori il professor Luca Ferrucci e il presidente di Confcooperative, Andrea Fora | IL DOCUMENTO

Eppur si muove. Le elezioni regionali 2019 che si terranno, molto probabilmente, il prossimo 24 novembre non verranno ricordate soltanto per lo scandalo concorsopoli che ha segnato, anzitempo, la fine della decima legislatura dell’Umbria. Ma anche per il dinamismo che la società civile sta mettendo in campo in vista dell’appuntamento con le urne.

C’è infatti un universo parallelo e trasversale che si è messo in moto con un buon anticipo e che sta, in qualche modo, dettando i tempi dell’agenda politica di questa estate pre-elettorale.

Oggi esce allo scoperto “l’Umbria dei cittadini” che mette assieme oltre duecento fra docenti universitari, imprenditori, rappresentanti di associazioni – anche di natura diametralmente opposta, visto che firmano assieme, ad esempio, Omphalos e Azione cattolica – da tutta l’Umbria, “uniti dalla richiesta di cambiamento, rivolto all’intera comunità e, con forza, alla classe dirigente di questi anni, non sempre all’altezza del compito assegnato, distante dai bisogni e dai desideri delle persone”.

LETTERA APERTA

Tra gli animatori del movimento ci sono il professor Luca Ferrucci, docente di economia presso l’Università degli studi di Perugia, e Andrea Fora, imprenditore e presidente di Confcooperative Umbria, che hanno raccolto “oltre duecento firme per sostenere i contenuti di una lettera appello oggi inviata a tutte le forze politiche e sociali della regione, redatta e sottoscritta per chiedere discontinuità alla politica, con l’intenzione di proporsi come forza civica in vista delle prossime elezioni regionali”.

Oltre duecento firme – è scritto nel comunicato che accompagna il ‘manifesto’ - per unire il meglio delle forze cattoliche, laiche, ambientaliste e riformiste di questa regione, attivando un percorso politico partecipato ed inclusivo, con programmi forti e discontinui, nati dalla partecipazione di tutte le persone - sui temi del lavoro, dei giovani, dell’impresa, dell’ambiente, della cultura e delle infrastrutture”.

I firmatari affermano di “voler riprendere a sognare, a pensare che la nostra Regione possa ripartire con le migliori energie dei tanti cittadini onesti, competenti e capaci di ascoltare la gente, che non fanno della politica un mestiere, ma valorizzano i loro mestieri per fare politica”.

Siamo preoccupati – dicono ancora - degli effetti negativi di un’economia regionale che, da troppo tempo, non produce sufficiente ricchezza e, quindi, non genera virtuosi processi di ridistribuzione, diminuendo fortemente opportunità e prospettive. Esprimiamo malessere perché dopo il sisma ancora non si intravede una ricostruzione urbanistica e sociale”. E soprattutto si dichiarano “preoccupati poiché i fatti collegati alle recenti vicende politico-giudiziarie comunque evidenziano meccanismi opachi e clientelari nelle logiche di di reclutamento e di carriera in parti importanti della pubblica amministrazione”.

Anche noi siamo stanchi del clientelismo, delle carriere fondate sulle conoscenze, di una pubblica amministrazione autoreferenziale. Ma l’Umbria che vogliamo è fatta di uguaglianza dei diritti, di sviluppo sostenibile, di partecipazione e non di uomini soli al comando che sbandierano slogan. L’Umbria che vogliamo è fatta di imprese e lavoratori che innovano e producono occupazione dignitosa, di uomini, donne e giovani con opportunità di lavoro stabili, che devo essere supportati nel creare il loro futuro”.

I firmatari chiudono affermando di essere “persone con esperienza nei vari settori economici e sociali della nostra regione che non hanno mai fatto politica ma oggi più che mai sentiamo il bisogno di metterci la faccia per costruire un’alternativa che metta al centro le persone, la tutela dell’ambiente e dei diritti, la centralità del lavoro. Ecco perché miriamo a realizzare liste civiche forti, composte da persone credibili e competenti”.

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