Regione, corsa al voto: non solo Tesei. Spunta l’imprenditore e la “soluzione” Caparvi: i nomi del centrodestra

Nervi tesi fra Salvini, Berlusconi e Meloni. Le strategie di Lega, Forza Italia e Fd’I per scegliere il nome del candidato presidente

“Abbiamo qui la futura presidente della Regione…”. Parole che, pronunciate nel cuore di Perugia, di fronte ai massimi palazzi istituzionali dell’Umbria dal vicepremier e leader del partito che oggi in Italia raccoglie il maggior numero dei consensi, ossia Matteo Salvini, sono sembrate molto più di una investitura nei confronti di Donatella Tesei, sindaco di Montefalco e senatrice del Carroccio. Parole che sono rimbalzate fin dentro le cabine di regia di quelli che dovrebbero essere i principali alleati della Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, suscitando reazioni non proprio apprezzamento da parte di Giorgia Meloni e di Antonio Tajani. Parole che però vanno lette dentro un meccanismo più complesso che alle alleanze contrappone gli equilibri e la tattica politica.

Perché da Roma arrivano spifferi che sembrano descrivere uno scenario che potrebbe essere diverso e che porta a ipotesi “alternative” rispetto alla scelta Tesei. Sembra infatti che Salvini abbia un paio di assi nella manica e che l’investitura pubblica nei confronti della senatrice sia stato una sorta di “stress-test”. Il vicepremier avrebbe giocato d’anticipo per provare a vedere l’effetto che fa e capire come avrebbero reagito gli alleati di fronte a una mossa così repentina.

In realtà, Salvini avrebbe un paio di assi nella manica da giocare nel caso in cui non fosse possibile raggiungere la quadra attorno all’ipotesi Tesei. Ipotesi che, va ricordato, circola da tempo negli ambienti politici regionali ma che, dicono i bene informati, era stata individuata in vista del voto nel 2020. C’era, insomma, un lavoro da fare per fare in modo che la scommesse avesse garantito il maggior numero di possibilità di vittoria. Il terremoto politico-giudiziario seguito all’inchiesta sanità ha rimesso tutto in discussione e dunque va forse cercata una soluzione che sia più spendibile nel breve periodo (il voto per il rinnovo del consiglio regionale, se non in pienissima estate, si dovrebbe tenere tra ottobre e novembre) e che non fratturi la coalizione.

Il presidente lo decideremo insieme come abbiamo fatto vincendo in Friuli-Venezia Giulia, Molise, Abruzzo, Sardegna e Basilicata. Bene che Salvini abbia fatto la sua proposta, ovviamente di qualità, come di qualità sono le nostre proposte per l’Umbria, la Calabria e l’Emilia-Romagna”. Questo il messaggio che la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha lanciato a Salvini subito dopo l’indicazione del senatore Tesei. “Noi i nomi li abbiamo pronti per guidare la coalizione. Non faremo però l’errore di dividerci per fare a gara a chi spara prima e più forte un nome”. Il nome che Fd’I vorrebbe spendere è quello di Marco Squarta, attuale consigliere regionale e portavoce del centrodestra a Palazzo Cesaroni. Nome che però va condiviso con la coalizione. E dunque anche con Forza Italia, facendo i conti con le richieste che dovessero arrivare dal leader azzurro, Silvio Berlusconi, intenzionato a far risalire le quotazioni del partito nelle prossime europee ed amministrative e dunque a pesare di più in vista delle regionali 2019.    

Per uscire dal tunnel della casacca a tutti i costi, Salvini avrebbe pronta l’indicazione di un nome “neutro”, comunque non direttamente politico. E a proposito, sembra sia già stato individuato un imprenditore umbro, la cui identità viene però custodita gelosamente sotto chiave nei cassetti del vicepremier e che potrebbe essere tirata fuori per (provare a) mettere tutti d’accordo.

Il piano C sarebbe quello di una figura “istituzionale”, ossia Virginio Caparvi. Folignate, classe 1982, attualmente deputato della Lega e segretario regionale del partito. La figura di Caparvi verrebbe però spesa soltanto nel caso in cui i passaggi precedenti dovessero andare a vuoto e se dunque né su Tesei, né su Squarta né tantomeno sulla figura civica si potesse scrivere il nome del centrodestra unito.    

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