Terni ad alta velocità, i Cinque Stelle incalzano Chianella: venga a Terni prima di andare ad Orte

Questione Frecciarossa, l’assessore regionale ai trasporti invitato al consiglio comunale aperto nella cittadina laziale, M5S: paradossale

“Paradossale”. Così i Cinque Stelle bollano la partecipazione di Giuseppe Chianella, assessore regionale ai trasporti, al consiglio comunale aperto convocato ad Orte per discutere la “questione” Frecciarossa: “Prima di sconfinare – scrivono Andrea Liberati, Federico Pasculli e Luca Simonetti – si confronti anzitutto coi suoi interlocutori naturali, i cittadini della nostra regione”.

Frecciarossa ad Orte: dettagli e retroscena del progetto

Vanno rimesse al centro delle politiche trasportistiche le nostre già deboli città – scrivono gli esponenti pentastellati - dando loro concrete possibilità di rilancio. Le realtà esterne vengono soltanto dopo. Né dobbiamo fare favori al Gruppo Fs che, dopo aver bellamente incassato dalla Regione l’ennesima estensione del contratto di servizio, quello da 40.000.000 euro/anno, vorrebbe spendere poco o nulla per Terni/Spoleto/Foligno”.

Nodo del dibattitto è ancora l’alta velocità e la possibilità di ottenere una fermata del Frecciarossa nello scalo laziale di Orte così da avvicinare il servizio alla città di Terni. Ipotesi che non convince M5S che sollecita, piuttosto, ad ottenere una fermata dei treni veloci nella città dell’acciaio.

“L’assessore ai trasporti venga dunque al comitato regionale di controllo (Liberati ha inoltrato la richiesta di convocazione il 7 novembre, ndr) ma illustri le sue discutibili idee pure dinanzi alla relativa commissione comunale ternana, spiegando perché non stia ancora dando attuazione alla delibera assembleare 182/2017 che, votata all’unanimità, prevedeva appunto il Freccia Terni-Spoleto-Foligno-Perugia-Milano. Non siano accampate capziose questioni economico-finanziarie, giacché i soldi, come sono stati trovati per Perugia, saranno certamente reperiti anche per Terni. E possono essere ottenuti in due modi: con i risparmi conseguiti grazie al successo del primo Freccia già attivato sul capoluogo di Regione; con una revisione/ottimizzazione del predetto lucrosissimo Contratto di servizio”.

Per i Cinque stelle questa è l’ennesima prova di un “regionalismo finora a senso unico e dunque fallimentare” che ora rischia di far finire “un pezzo dell’Umbria sotto Orte: davvero troppo”.

“La giunta Marini – incalzano i 5S - mostri una condotta equanime dinanzi a esigenze trasportistiche collettive, coprendo finalmente le principali città servite dalla rete ferroviaria nazionale, così come stanno facendo altre Regioni, un po’ ovunque, in Italia”.

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