Italia Viva punta sull’Umbria, un altro sindaco passa al partito di Renzi: “Stiamo crescendo in adesioni e iscritti”

Intervista al senatore Leonardo Grimani: “Nessun dubbio su questo progetto, ci stiamo preparando alle elezioni del 2023 a Terni”. E sulla vertenza Sangemini: “Basta alchimie e raggiri, la propaganda non serve”

Le voci di Radio Palazzo lo davano fra i “dubbiosi”, un manipolo di senatori pronti a staccare la spina a Italia Viva e chiudere così la breve esperienza del partito di Matteo Renzi. “Nessun dubbio su questo progetto”, dice invece il senatore Leonardo Grimani a Terni Today. Ecco la nostra intervista.

Da dove nasce la questione dei “dubbiosi” di Italia Viva e come mai lei ci è finito in mezzo?

“Non ho il minimo sentore dell’esistenza di dubbi da parte di colleghi con i quali portiamo avanti con entusiasmo da mesi il partito e i suoi programmi. Sul fatto che il mio nome ci sia finito in mezzo, l’unico sentimento che mi ha procurato è ilarità”

Il partito di Renzi è un “trucco” per incassare qualche rendita di posizione o un progetto di più ampio respiro?

“Il progetto è di ampio respiro. Vogliamo che questo Paese, fanalino di coda in Europa sulla produzione, torni a crescere. Dobbiamo sbloccare cantieri - e il 20 presenteremo il piano shock - e dobbiamo ridurre la pressione fiscale. Abbiamo un programma per cambiare il Paese, non il Governo attuale”.

Che prospettive avete in Umbria? Qual è la vostra area di riferimento?

“In Umbria stiamo crescendo in termini di adesioni ed iscritti. Apriremo sedi e costituiremo gruppi in molti consiglio comunali. È di oggi (ieri, ndr) l’adesione di un altro sindaco, Alvaro Parca, di Giove. L’area politica di riferimento è quella in cui gli elettori cercano un’alternativa alla destra sovranista e carica d’odio e una sinistra grillizzato e giustizialista. Proporremo un polo liberal democratico di grande fascino”.

Il consiglio comunale di Terni detiene probabilmente il record di cambi di casacca. C’è la possibilità che anche Italia Viva piazzi qualche casella?

A Terni 19 cambi di casacca non danno una bella immagine. Doveva cambiare tutto, ma in realtà sono cambiate solo un po’ di posizioni degli scranni. Lavoreremo per essere alternativi ai due deludenti poli nel 2023. Se vorranno venire consiglieri, saremo felici, sennò lavoreremo per costruire il gruppo dopo le elezioni 2023”.

Lei è stato sindaco di San Gemini, dove si è riaperta la vertenza delle acque minerali. Che situazione vede? Come possono intervenire le istituzioni locali e nazionali?

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“La vicenda Sangemini amareggia. Siamo al punto di partenza. Io in questi anni ci ho messo sempre la faccia senza alchimie e raggiri. Tutti parlano di coinvolgere il Mise e il Governo. Prima della propaganda, serve verificare gli accordi sottoscritti in Regione nel 2018 su occupazione e investimenti. Non bisogna utilizzare il tema Sangemini per dimostrare di avere amici a Roma. Non serve a nessuno. È propaganda. Amo la mia città e la fabbrica che la identifica: io ci sarò per dare una mano”.

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