Nomine sanità, “guerra fredda” nel Pd: il segretario Silveri finisce sotto il fuoco amico degli iscritti

“Fantasma latitante”, ecco l’atto d’accusa di un gruppo di iscritti: “Da tempo sosteniamo l’esigenza delle sue dimissioni”

Fuoco “amico” sul segretario provinciale di Terni del Partito democratico, Paolo Silveri. La lettera infuocata porta la firma di un gruppo di iscritti al Pd ternano. Si tratta di Francesco Filipponi, Adriano Padiglioni, Leonardo Patalocco, Mattia Nannurelli e Omero Ferranti che sparano a palle incatenate contro Silveri, definendolo un “fantasma latitante” e sollecitando l’esigenza delle sue dimissioni.

Terreno di scontro sono le recenti nomine effettuate dalla giunta regionale dell’Umbria dei nuovi commissari delle aziende sanitarie della regione che, secondo i “ribelli” Silveri avrebbe commentato con “improvvide esternazioni” a fronte di un atto – quello della giunta regionale – che viene invece classificato come “coraggioso” perché punta ad un “rinnovamento in tema di sanità”.

Silveri non sarebbe stato “così tempestivo nel riunire gli organismi dirigenti di partito – scrivono gli iscritti - per una discussione sulla recente campagna elettorale né per i candidati sindaci dei comuni che sono andati al voto né tantomeno per una valutazione sui risultati degli stessi ed un’analisi del voto. Si preoccupa invece di esprimere una contrarietà ad un atto della Regione che sta percorrendo una fase molto difficile” in vista del voto del prossimo autunno.

Il Pd che noi auspichiamo, anche in Umbria, è un partito che non si occupa di nomine nel campo della giustizia e nemmeno in quello della sanità (per usare le parole del segretario nazionale Nicola Zingaretti). La latitanza del segretario provinciale è a conoscenza di tutti i gruppi dirigenti del partito e la sua presenza si è vista solo nelle occasioni per rimarcare una volontà di parte: è per questo che da tempo andiamo sostenendo l’esigenza delle sue dimissioni”.

Per tornare sull’atto della giunta regionale – è la conclusione del documento - è da sottolineare che la nomina di nuovi direttori è un segnale di forte discontinuità che chiude con il passato ed è in linea con le scelte di rinnovamento che la Regione sta facendo nella sanità umbra”.

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