Non si vende più, il Comune si tiene le farmacie

Palazzo Spada prepara una delibera per evitare la liquidazione forzata imposta dalla legge Madìa. Linea dura contro l'amministratore unico, Dominici: pronta un'azione di responsabilità. Asm, il 18 si vota il bilancio

Il Comune non venderà Farmacia Terni. Almeno per ora. Dopo le parole dell'assessore alle Partecipate, Fabrizio Dominici, nell'audizione in terza commissione, la Giunta di palazzo Spada passa ai fatti e prepara una delibera che di fatto blocca la procedura di vendita ma soprattutto formalmente dovrebbe evitare la liquidazione forzata che scatterebbe in base alla legge Madìa. In sostanza la delibera "salva farmacie" proposta in campagna elettorale dal M5S che proprio ieri è tornato a sollecitare l'amministrazione comunale sul tema chiedendo al sindaco Latini di rispettare gli impegni presi a pochi giorni dal ballottaggio quando disse, ricordano i grillini, "nessuno venderà niente, i ternani possono stare tranquilli".

Eppure a venderle ci aveva pensato eccome l'assessore Dominici quando - si ricorderà - nel celebre post in barca con il dossier in mano aveva letteralmente gettato a mare le farmacie scatenando una serie di polemiche cui era seguito il durissimo scontro con l'amministratore unico Fausto Sciamanna che non è ancora terminato. Nel mezzo la sentenza del Tar che ha bocciato il ricorso della Fp Cgil contro gli atti con cui la precedente amministrazione aveva dato l'inizio alla procedura di vendita e che avrebbe dovuto dare l'ultimo input alla cessione della società. Ma in due mesi la situazione è evidentemente cambiata e viste le condizioni economiche di Farmacia Terni e i tempi stretti della legge Madìa, che impone una decisione entro il 28 settembre, il Comune ha deciso per il momento di tenersi le farmacie.

"La situazione economica e il sovraccarico di dipendenti - ribadisce Dominici - fanno di Farmacia Terni una società non appetibile sul mercato. In queste condizioni oggi le farmacie comunali non sono vendibili. Serve una riorganizzazione, una ristrutturazione e una gestione manageriale e questi saranno i passaggi contenuti nella delibera che discuteremo in Giunta la prossima settimana per evitare la liquidazione forzata che forse qualcuno auspica ma non di certo io o questa amministrazione". Tecnicamente dunque il Comune - ribaltando quanto fatto dalla precedente Giunta che aveva l'obiettivo di vendere la società per sistemare i conti - dichiarerà l'interesse pubblico del servizio svolto dalle farmacie e le sottrarrà alla tagliola della legge. "Una volta riorganizzata e ristrutturata, mi auguro anche con l'aiuto dei sindacati - prosegue l'assessore - decideremo cosa farne. Resto convinto che una società in perdita vada venduta ma se dovesse produrre utili perché dovremmo privarcene?".

De Luca (M5S): "L'assessore non ceda alle sirene di FI"

Per il M5S la liquidazione forzata va assolutamente evitata. "Siamo di fronte ad un rischio enorme per le casse dell'ente e per il patrimonio di tutti i cittadini ternani - afferma il consigliere Thomas De Luca - scenario che se realizzato farà crollare il valore della società e avrà come conseguenza l'alienazione forzata dell'intera partecipazione. Ci auguriamo che l'assessore Dominici manterrà le intenzioni espresse in commissione e darà supporto pieno a questo intervento, lasciando da parte le sirene di Forza Italia sempre più in cerca di poltrone. Se cederà agli alleati di governo ci troveremmo di fronte ad una volontà chiara di mandare la società verso il naufragio per poi lasciar raccogliere pezzi e profitti a qualche privato". "Le sirene non le sento perché mi sono messo i tappi nelle orecchie", assicura Dominici. 

Linea dura contro Sciamanna

Nel frattempo però sarà linea dura nei confronti dell'amministratore unico Fausto Sciamanna dopo i tentativi di risolvere in maniera più "amichevole" la questione provati dal sindaco Latini. "Condivisa con la Giunta - afferma Dominici -  sto avviando un'azione di responsabilità nei suoi confronti per una serie di adempimenti non assolti, dalla mancata presentazione del piano industriale ai sensi dello statuto all'ammortamento dei lavori di ristrutturazione di palazzo Falchi fino alla gestione dello stesso fondo Falchi. E questo, oltre a una richiesta di risarcimento, può portare anche alla decadenza dall'incarico". Addebiti da sempre rigettati da Sciamanna sia nel batti e ribatti mediatico delle scorse settimane sia nella recente audizione in commissione bilancio per discutere della delibera con la quale il Comune ora chiederà a Farmacia Terni il pagamento dell'affitto della sede e dei locali della farmacia Falchi. Peraltro martedì è stato desecretato il parere dell'Avvocatura del Comune sul fondo Falchi (inizialmente attribuito per errore allo Stato dall'assessore) che TerniToday aveva avuto modo di leggere e anticipare nei giorni scorsi.   

Asm, il 18 settembre si vota il bilancio

Ma non c'è solo la questione delle farmacie sul tavolo del sindaco Latini e dell'assessore Dominici. Lunedì a palazzo Spada sono stati ricevuti i membri del cda dell'Asm il cui bilancio 2017 non è ancora stato approvato come del resto quello delle farmacie. Il clima, tuttavia, sembra più sereno e Comune e azienda hanno avviato un confronto sul riallineamento di debiti e crediti che porterà il prossimo 18 settembre all'assemblea dei soci per votare il bilancio. "Questa amministrazione crede molto in Asm e nelle potenzialità di investimento che ha la società che intendiamo ricapitalizzare nel rispetto delle regole dell'Organo straordinario di liquidazione. Il nostro obiettivo come proprietari dell'azienda e avviare nuove attività e riportare la gestione in house di tutti quei servizi che vengono gestiti con altre società, spesso partecipate con Acea, perché crediamo che possano generare maggiori profitti e aumentare l'occupazione più di quanto non avviene ora".  

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