Rifondazione Comunista Terni: “Ecco i doni di Natale della giunta Latini”

La nota del partito alla vigilia del Natale su regolamenti, ordinanze e divieti: "Rimane il vuoto di idee e progetti, la gestione del dissesto, la perdita di importanti risorse per il territorio"

Ultimi giorni del 2018, è tempo di bilanci. Anche per la nuova amministrazione del Comune di Terni. A tirare le somme è Rifondazione Terni, evidenziandone i punti deboli, soprattutto su regolamenti, ordinanze e divieti: “Oltre la retorica giustizialista e securitaria con la quale si pretende di piegare la percezione pubblica cittadina, rimane il vuoto di idee e progetti, la gestione del dissesto, la perdita di importanti risorse per il territorio. In mezzo, tra le altre, ci sono le ordinanze anti-accattonaggio ed i regolamenti per l’edilizia popolare che certificano la tragica assenza di programmazione in merito alla gestione delle emergenze sociali. Nel frattempo si lavora alla svendita della multiutility pubblica Asm al colosso dell’incenerimento ACEA”.

Accattonaggio molesto

Sull’ordinanza anti accattonaggio, “utilizzare la polizia municipale per reprimere l’accattonaggio è una misura speculativa ed inutile. Accattonaggio e vagabondaggio sono problemi di natura sociale, e come tali vanno affrontati, realizzando concrete politiche per la marginalità sociale, ed impiegando invece la forza municipale nel contrasto dell’abusivismo edilizio o dei troppi reati ambientali che deturpano il territorio cittadino, quasi sempre nel totale disinteresse delle istituzioni”.

E prosegue: “Occorre contrastare lo spaccio e combattere le reti della delinquenza organizzata che generano quella microcriminalità che indigna l’opinione pubblica, e che troppo spesso distrae dal problema del radicamento di reti malavitose organizzate ed operanti nel territorio, che hanno in pugno il mercato della droga e che soddisfano la domanda di tanti giovani ternani”. 

Case popolari

“Terni ha bisogno di investimenti in materia di edilizia pubblica, case popolari per chi ne ha necessità e per chi ne ha diritto, partendo da un principio di necessità materiale e non solo di cittadinanza. La scelta di elevare a quindici anni il requisito di cittadinanza per l’accesso in graduatoria non modifica ne risolve la pericolosa emergenza abitativa e sociale, ma è un’odiosa discriminazione.

L’unica regola che andrebbe imposta è la realizzazione di un grande piano abitativo in grado di assorbire la domanda di alloggi, eliminare la competizione e la speculazione nel settore privato, bloccare immediatamente le procedure di sfratto per morosità incolpevole, investire nel monitoraggio e nella riacquisizione del patrimonio caduto in obsolescenza oppure concesso a chi non ne ha effettivo bisogno”.

Asm

“Una maggioranza che invece ha ben chiaro come colpire ulteriormente ricchezza e servizi ai cittadini, apprestandosi a svendere la società Multiservizi Asm. Svendere per fare cassa ed alleggerire l’esposizione del Comune. Privatizzare secondo una logica esclusivamente profittevole che sposta il controllo della gestione dei rifiuti, della distribuzione energetica e delle infrastrutture strategiche dalle mani dei cittadini ternani alle multinazionali dell’incenerimento.

La riorganizzazione delle quote azionarie presuppone una predominanza del privato che, attraverso la ricollocazione di Acea, stravolgerà l’orientamento strategico di Asm. Battersi per il consolidamento del carattere pubblico dei servizi significa difenderli dalla logica del profitto, garantire il reinvestimento degli utili in investimenti o abbassamento delle tariffe, impedire che venga espropriato il potere decisionale e l’identità, la visione ed i valori di riferimento del territorio.

Occorre mettere in campo la più dura delle opposizioni possibili per contrastare culturalmente e politicamente la deriva reazionaria e repressiva espressa da tali misure anti-sociali. Bisogna opporsi ad ogni logica di dismissione e depauperamento del complesso dei servizi pubblici essenziali, ridefinire un idea di città solidale, ad alto valore e legame sociale, coerente con i bisogni reali di tutte le categorie, partendo dalla difesa e dal rilancio degli asset pubblici, dall’impegno per la riqualificazione ambientale del territorio, per un piano di investimenti che crei lavoro ed occupazione specialmente per le giovani generazioni costrette a guardare oltre Terni per poter immaginare un futuro dignitoso”.

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