Comune, l'assessore in barca getta a mare le farmacie e prepara la scure sulle partecipate

Dominici posta su Facebook una foto in costume con il dossier: "Meglio venderle". Romanelli (Cgil): "No, c'è già un ricorso al Tar contro la vendita"

L'assessore al Bilancio, Fabrizio Dominici

Il neo assessore al Bilancio getta a mare le farmacie comunali. E' proprio il caso di dirlo a giudicare dalla foto postata nella serata di sabato sul proprio profilo Facebook da Fabrizio Dominici al quale il sindaco di Terni Latini ha affidato la delega ai disastrati conti di palazzo Spada. In costume sulla sua barca in riviera romagnala - lui che è reatino di nascita, ternano (di Cesi) d'adozione e vive e lavora a Rimini - tiene in mano il dossier griffato con il logo del Comune di Terni e la scritta "farmacie Terni" e al primo commento chiarische subito quello che ha in mente. "Meglio cederle e rimpinguare le vuote casse comunali", dice Dominici. "Seguimi - dice poi al suo interlocutore - e vedrai cosa succede tra qualche giorno".

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Subito nel mirino del neo assessore sono finite non solo le farmacie comunali, la cui vendita era già stata inserita dalla passata amministrazione nel piano di rientro dal dissesto poi bocciato dalla Corte dei conti, ma più in generale le aziende partecipate del Comune. "Sono troppe - ha detto a TerniToday a margine della prima seduta del consiglio comunale - e non ci possiamo più permettere di tenere quelle che costano troppo e non producono utili". Sul tavolo quindi non c'è solo il destino delle farmacie ma anche quello di Terni Reti e dell'Asm sulle quali a breve palazzo Spada dovrà decidere. 

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Romanelli (Cgil): "Farmacie importanti per la sanità nel territorio"

Intanto, sempre via sociale, il primo stop alla vendita delle farmacie comunali arriva dal segretario della Cgil di Terni, Attilio Romanelli. "Per evitare di essere accusati di pregiudizio ideologico verso la nuova giunta del Comune di Terni - scrive - ricordiamo che la Cgil attraverso la Filcams ha contrastato la vendita delle farmacie comunali attraverso il ricorso presentato al Tar dell'Umbria. Manteniamo questa nostra convinzione e riteniamo che l'azienda presente nel territorio comunale possa svolgere una funzione importante per i servizi sanitari".

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