Comune, Dominici durissimo: "Clientelismo diffuso nelle partecipate"

L'assessore al Bilancio: "Dalle aziende si possono recuperare 9 milioni di euro, in sei mesi si può sistemare la città. Farmacie, in questa situazione il consuntivo non si approva". Dubbi sul lascito Falchi

L'assessore al Bilancio del Comune di Terni, Fabrizio Dominici

"Diffuso clientelismo nelle partecipate del Comune di Terni". Va subito giù durissimo il neo assessore al Bilancio, il commercialista Fabrizio Dominici, al quale il sindaco Latini ha affidato la delicata situazione dei conti di palazzo Spada in preda al dissesto finanziario. Il lavoro da fare è tanto - 41 appuntamenti già fissati per mercoledì quando il commercialista originario di Rieti ma cresciuto nella Conca prima di trasferirsi a Rimini - sarà nel suo ufficio a Terni. Il primo nodo, come ha sottolineato l'ormai nota foto in barca con in mano il dossier delle farmacie comunali, è proprio relativo alle aziende partecipate dalle quali, sostiene Dominici, si possono subito recuperare circa 9 milioni di euro

Slitterà l'approvazione dei bilanci delle aziende: "Voglio leggerli tutti"

"Il Comune - dice al telefono l'assessore dallo studio di Rimini - ha sessanta tra partecipazioni dirette e indirette. Ci sono tutti i bilanci consuntivi delle aziende da approvare in questa settimana e da tecnico so che approvandoli ratificherei l'operato degli amministratori. Da quello che ho letto sin qui l'impressione che ho avuto è di un diffuso clientelismo nell'ambito delle partecipate, da Terni Reti all'Asm passando per le farmacie, un unico studio commerciale che segue tutte le pratiche, un unico studio legale che ottiene gli incarichi. Non è reato, sia chiaro, ma qualche dubbio sorge spontaneo. Per questo voglio leggere attentamente tutti i bilanci prima di avallarli e per questo molti di questi saranno rinviati nei tempi che ci consente la legge". 

Il nodo farmacie e i dubbi sul lascito Falchi

Quello delle farmacie è il primo dei bilanci sui quali si è concentrata l'attenzione di Dominici e il post sui social con il quale annunciava l'intenzione di venderle ha già creato reazioni contrarie. "Anche io sarei per non venderle se producessero utili - spiega l'assessore - ma già la precedente amministrazione ha avviato un processo giuridico e tra l'altro la legge Madia ci impone entro settembre di fare un bando per le manifestazioni di interesse altrimenti le farmacie verrebbero messe automaticamente in liquidazione e noi perderemmo un asset che può aiutarci a sistemare il bilancio". I conti delle farmacie non convincono proprio l'assessore a partire dalla gestione del lascito Falchi. "Il dottor Falchi lasciò al Comune 1,3 milioni di euro, un palazzo e una farmacia, beni che avevano un vincolo di destinazione per fini socio-assistenziali. E invece nel palazzo c'è la sede delle farmacie che prima pagavano l'affitto poi il contratto è scaduto, non è stato rinnovato e nessuno gli chiede ora di pagarlo. Perché?". Per Dominici, dunque, sarebbero stati "utilizzati indebitamente i beni del Comune per finalità diverse da quelle pattuite" e "c'è anche un parere dell'avvocatura dello Stato che ce lo segnala e che mi costringerà a intervenire". "Ho già chiesto informalmente spiegazioni all'amministratore unico dell'azienda Fausto Sciamanna, anche se so che è da poco che è lì, e gli ho fatto sapere che se il bilancio non mi piace io non lo approverò. Il nostro obiettivo è aumentare la redditività delle farmacie e non parlo di utili perché è vero che negli ultimi anni l'azienda ha chiuso il bilancio in positivo ma sarebbe già in rosso se avessero pagato l'affitto della sede. Non è possibile che una farmacia comunale abbia il doppio dei dipendenti di una privata e che siano tutti dirigenti. C'è qualcosa che non quadra". 

"C'è mercato per le farmacie"

"Non sarà una cessione - prosegue - ma un trasferimento temporaneo perché non verranno messe sul mercato tutte le quote societarie ma una buona parte, nel bando che ci sarà affideremo la gestione per un periodo di venti anni con l'obiettivo che il soggetto individuato raggiunga gli obiettivi che ci siamo prefissi dopo di che, alla scadenza, potremmo valutare il da farsi". Ma le farmacie di Terni sono appetibili sul mercato? "Secondo me sì - dice Dominici - ho visto situazioni simili a Rimini dove è arrivata una multinazionale e se le è comprate oppure ad Arezzo dove i farmacisti si sono consorziati e le hanno rilevate". 

"Non voglio fare lo sceriffo di Nottingham ma le regole vanno rispettate"

Insieme alle partecipate c'è anche da sistemare più complessivamente il bilancio benché la situazione ereditata dalla precedente amministrazione sarà gestita dai tre commissari dell'organo straordinario di liquidazione che ha ricevuto circa 900 richieste da parte dei creditori. E i cittadini sono preoccupati dall'ulteriore inasprimento della tassazione locale. "Non spetta a me - dice Dominici - e non voglio fare lo sceriffo di Nottingham. Il mio lavoro sarà ispirato solo dalla legalità, pagherà chi deve pagare. Perché qui se un professionista sbaglia a realizzare un ponte e lo fa più corto di 70 centimetri non si fa un'azione di responsabilità? Per fare questo lavoro non ci vuole tanto tempo, in sei mesi si può rimettere in carreggiata la città per tornare a investire soldi sulla manutenzione delle scuole, per rifare le strade, per rifare i lampioni. Il mio desiderio è anche quello di poter destinare incentivi economici al commercio e alla ristrutturazione degli edifici. Ho ereditato un bilancio con una perdita di 54 milioni di euro ma i soldi li trovo. Secondo i miei conti solo dalle partecipate si possono recuperare 9 milioni di euro".  

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