Tatuaggi e neonati, cinque cose sul Latini day in Comune

Dalle caviglie "disegnate" dell'assessore ai sorrisi del figlioletto del sindaco, curiosità e spigolature dell'esordio della nuova Giunta

Le caviglie tatuate dell'assessore Elena Proietti

Dai tatuaggi della giovane assessore agli incitamenti del piccolo Latini jr, dal buonsenso alle assenze aspettando ancora le fotocopie. Curiosità e spigolature del primo consiglio comunale dell'era del sindaco leghista Leonardo Latini.

I tatuaggi. Non sono sfuggiti a nessuno soprattutto a chi non la conosceva. La 31enne neo assessore allo Sport, Elena Proietti, la più giovane della squadra, ha attirato l'attenzione dei più non solo per la chioma bionda e il fisico statuario da ex atleta ma soprattutto per i disegni sulle caviglie - tra cui un evidente teschio - che facevano capolino tra l'orlo dei pantaloni bianchi e lo stivaletto "aggressivo" intrecciato e aperto in punta.

L'amore della famiglia. Tra la consueta folla che tradizionalmente riempie l'aula di palazzo Spada nel giorno dell'insediamento della Giunta c'erano due presenze particolari, due "fans" speciali del neo sindaco. La moglie Valeria che durante la lunga pausa della seduta stuzzica il marito anche per prenderlo un po' in giro: "Amore come stai bene con la fascia tricolore". Lui accenna un sorriso e poi ritorna a parlare con il suo interlocutore. E poi c'era Latini jr, il piccolo figlio del primo cittadino che ha ascoltato il discorso del padre dispensando sorrisi e accennando anche qualche vagito entusiasta.

Buonsenso. E' la parola che personalmente è piaciuta di più del discorso di insediamento del nuovo sindaco di Terni. Parole semplici ma efficaci, un appello all'unità e alla condivisione dai toni paterni che quasi cozzano con i quelli spesso duri e irruenti dei suoi colleghi leghisti a tutte le altre latitudini italiche. La composizione della Giunta ha evidenziato il peso dei partiti nelle scelte ma anche la fermezza del sindaco nell'imporre e portare in fondo i nomi tecnici che aveva scelto. Ha detto "dovremmo dare cose semplici", ci saranno da fare cose anche molto complicate. E' partito con la standing ovation, forzata o meno giudicate voi, di tutto il Consiglio. I primi mesi saranno una sorta di "luna di miele" poi il cambiamento non potrà essere solo a parole.

Chi l'ha visto? Il colpo d'occhio del consiglio comunale ieri ha fatto un certo effetto. La maggioranza Lega-FI-Fdi tutta schierata dalla parte destra dell'emiciclo, l'opposizione completamente all'opposto con un largo buco lasciato nel mezzo quasi a voler sottolineare fisicamente la distanza anche politica. Facevano effettivamente tenerezza i tre consiglieri del Pd, il partito che fino a pochi mesi fa occupava la maggioranza degli scranni dell'aula. Il giovane capogruppo Francesco Filipponi si è seduto nel posto che per anni e anni è stato occupato dal vecchio mitico Campili di Rifondazione Comunista. Sullo sguardo languido di Tiziana De Angelis verso i banchi della Giunta, dove era seduta fino a qualche mese fa, sembrava mancare solo il sottofondo della canzone di Al Bano e Romina "Nostalgia canaglia". E poi Valdimiro Orsini, subito in trincea come al solito si trovi in maggioranza o all'opposizione, che sbraccia come un attaccante di una squadra che gioca con una sola punta di fronte a una difesa schierata a 5. Solo. Anche perché in panchina non si vede nemmeno l'allenatore. Non c'era nessuno dei vertici Dem all'esordio del consiglio comunale, tantomeno la segretaria Sara Giovannelli. Conosci il nemico, no?

Le fotocopie. Dal punto di vista "tecnico" il primo consiglio comunale non è iniziato benissimo. In mattinata la puzza di bruciato proveniente dall'impianto elettrico che si trova alle spalle degli scranni della Giunta, poi i microfoni che non si sentivano e un fastidiosissimo rumore di sottofondo che è durato per mezza seduta. Quindi sono entrate in scena loro, le vere protagoniste mb kj  della prima seduta a palazzo Spada: le fotocopie. Ci sono volute circa due ore per fare circa 900 fotocopie, quelle delle dichiarazioni dei consiglieri che servivano a valutare gli eventuali casi di incompatibilità. Mobilitate tutte le fotocopiatrici degli uffici vicini, poi non si trovava la carta. L'assessore Melasecche, che forse si era un attimo dimenticato di non essere più all'opposizione, urla (col sorriso) a una dipendente comunale: "Ci vuole efficienza!". (Chissa se ci va la h finale, efficienzah...). Un incubo a 40 gradi, quelli dell'aula dove sembra non funzionasse nemmeno l'aria condizionata. Boicottaggio? Sui social c'è chi ci crede e chi ci scherza su. Qualcuno le fotocopie se le sarà sognate anche la notte, come uno degli uscieri ai quali sul finale di seduta è stato chiesto di fare altre fotocopie, poche, al volo: "No, no che poi se la prendono con me". 

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