Comune, "franchi tiratori" su Ferranti: "La Lega rispetti gli accordi"

La maggioranza non ha votato compatta il forzista alla presidenza del Consiglio, un messaggio dei salviniani al sindaco dopo le tensioni sulla composizione della Giunta

Francesco Ferranti (FI)

Hanno colpito "Cico", ma il bersaglio era un altro. Al primo giro di votazioni per l'elezione del presidente del consiglio comunale la maggioranza di centrodestra non ha votato compatta sul candidato designato, il forzista Francesco "Cico" Ferranti. Quindici i voti per lui sui 19 disponibili (20 in realtà ma Cicchini era assente) che non sarebbero bastati comunque perché servivano i consensi dei due terzi dell'assemblea. Stesso quorum che servirà anche nella seconda votazione - in programma per mercoledì 18 -  per poi abbassarsi alla maggioranza assoluta a partire dal terzo scrutinio che ci sarà giovedì 19. E allora sarà necessario mettere insieme almeno 17 voti per essere eletto, bottino che Ferranti non è riuscito a centrare al primo giro.

I "franchi tiratori", almeno dalle ricostruzioni che si fanno, sarebbero tutti nel gruppo consiliare della Lega che colpendo Ferranti in realtà avrebbero mandato un segnale al sindaco Latini dopo le tensioni che hanno preceduto le ultime ore della composizione della Giunta. Insomma, non è un mistero che in corsa ci fosse il consigliere comunale Cristiano Ceccotti, l'ex vicesindaco di Otricoli, che sulla spinta di alcuni importanti esponenti della Lega ha insidiato fino all'ultimo la poltrona sulla quale poi si è seduto il giornalista Andrea Giuli. "C'è un accordo regionale e nazionale - dice Francesco Ferranti - non credo che vogliano disattenderlo anche perché è stata la Lega a fare la mia candidatura in Consiglio. Vogliono fare una forzatura per mettere un loro nome? Non credo che abbiano i numeri". 

Tatuaggi e neonati, cinque cose sul Latini day

Nella prima piccola ferita che si è aperta nella maggioranza mette ovviamente il dito il gruppo del Pd che in una nota sottolinea l'inconguenza del voto su Ferranti. "Auspichiamo - dicono - che l’elezione del Presidente del consiglio comunale avvenga in tempi congrui, per l’avvio dei lavori del plenum consigliare e delle commissioni, successivi alle sedute di insediamento". I consiglieri Dem poi tornano sulle schermaglie della procedura di convalida degli eletti sul quale si è arenata a lungo la prima seduta del consiglio comunale. "Il nostro operato - dicono - è teso al richiamo dei valori di correttezza e di trasparenza amministrativa, su cui più volte è stata chiesta attenzione nelle precedenti consigliature. L’opposizione del gruppo consigliare del Partito Democratico, sarà svolta con fermezza e responsabilità, ma anche con propositività sui temi di interesse collettivo". 

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