Comune, tutti in piedi per Latini: "Terni non sia più la città dei veleni"

Iniziata l'era del primo sindaco leghista della città, applausi bipartisan per il primo discorso in aula. Schermaglie in assemblea sulle incompatibilità di alcuni consiglieri. Assessori già al lavoro, ecco le prime dichiarazioni | LE VIDEO INTERVISTE

Il sindaco di Terni, Leonardo Latini

Inizia a palazzo Spada l'era Latini. Dopo la vittoria schiacciante al ballottaggio con l'esponente dei 5 Stelle, Thomas De Luca, parte l'avventura di governo della città che sarà guidata dal primo sindaco leghista di Terni, la seconda esperienza di centrodestra in città dopo quella dei primi anni '90 con l'allora primo cittadino Ciaurro. Alle 15,30 la prima seduta del consiglio comunale con l'insediamento della nuova Giunta ufficializzata ieri con nomi e deleghe

"Un mix di competenze politiche e competenze tecniche nei settori chiave, così abbiamo voluto dare un segnale alla città", dice il sindaco Leonardo Latini commentando con Terni Today la sua squadra. "Nei primi cento giorni cercheremo di dare le prime risposte concrete ai cittadini - aggiunge - credo che una risposta l'abbiamo già data con questa Giunta che avevo promesso sarebbe stata di rottura dove ci sarebbe stata un po' di politica e una componente professionale significativa. E' il primo impegno che abbiamo mantenuto, credo che riusciremo a rispettare anche gli altri". Il primo cittadino si è trattenuto una delega specifica ai Rapporti con la Fondazione Carit che prima non esisteva e che ora è stata formalizzata. "E' importante avere un rapporto diretto - dice - e soprattutto in un momento in cui ci sono difficoltà a reperire le risorse economiche la Fondazione Carit diventa fondamentale per realizzare quelli che sono gli obiettivi strategici dal punto di vista culturale e infrastrutturale". 

Primo giorno di "scuola" per i consiglieri e primo giorno di lavoro anche per i nove assessori, tanti i volti noti e altrettanti i volti nuovi che hanno rilasciato ai microfoni di Terni Today le loro prime impressioni e tracciato gli obiettivi del loro mandato (vedi le video interviste qui sotto).

Falsa partenza per il Consiglio, 900 fotocopie bloccano la seduta

Con circa mezz'ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia parte il primo consiglio comunale della nuova consiliatura che tuttavia si blocca quasi subito sulla questione delle incompatibilità di alcuni consiglieri. Al suono della campanella non tutti gli eletti sono presenti in aula - assenti Paolo Cecchini (Lega) e Claudio Fiorelli (M5S) - e si parte con le osservazioni della Federazione dei Verdi sulla presunta incompatibilità della consigliera della Lega, Giulia Silvani, che gestisce l'ex Merendero di Piediluco di proprietà del Comune. "Incompatibilità cessata nel momento in cui la consigliera ha ceduto le proprie quote azionarie", chiarisce subito il segretario generale Giuseppe Aronica. Poi arriva l'ufficializzazione delle dimissioni, a partire da oggi, da amministratore delegato dell'Aman di Sonia Bertocco (FI) che altrimenti non avrebbe potuto accettare l'incarico da assessore. C'è chi sussurra che in termini di legge le avrebbe dovute dare prima della nomina mentre altri sono pronti a spulciare tra le situazioni di altri assessori per verificare se abbiano pendenze, come tasse o anche multe non pagate, che sarebbero inconciliabili con la carica. Nel frattempo i primi dei non eletti che subentrano ai consiglieri nominati assessori (Sergio Armillei e Francesco Pocaforza per la Lega, Raffaello Federighi e Lucia Dominici per Forza Italia e Maurizio Cecconelli per FdI) si sono già seduti tra i banchi del Consiglio e secondo Valdimiro Orsini (Pd) non sarebbe legittimo perché l'assemblea deve ancora votare la surroga. In realtà, spiegherà ancora Aronica, la surroga è già avvenuta automaticamente nel momento in cui - già ieri - i consiglieri eletti hanno accettato l'incarico in Giunta. "Se continuate così da 5 rimarrete zero", attacca il consigliere della Lega, Emanuele Fiorini, pungolando l'esponente Dem e trascendendo anche dal ruolo istituzionale che gli era stato poco prima affidato ovvero presidente del Consiglio essendo il consigliere "anziano". "Rispettiamo il volere dei cittadini che vi hanno dato il mandato di governare ma fatelo nel rispetto delle regole", replica stizzito Orsini. Nella diatriba interviene la consigliera del M5S, Valentina Pococacio, che chiede tutte le documentazioni dei consiglieri per verificare le eventuali incompatibilità. Si cominciano a fare 900 fotocopie da consegnare a tutti i consiglieri e così la seduta viene sospesa e si arena per circa due ore.    

Convalidati gli eletti, ma l'opposizione si astiene

Dopo la lunga pausa per le fotocopie il Consiglio ha potuto procedere alla convalida degli eletti ma l'opposizione si è astenuta. Il gruppo del M5S ha fatto rilevare incongurenze su alcune dichiarazioni dei consiglieri, Alessandro Gentiletti (Sc) si è astenuto alla luce del fatto che ci sono due dichiarazioni (Bertocco e Silvani) sulle quali lo stesso segretario comunale ha espresso l’opportunità di un invio alla Procura della Repubblica per verifiche. Per gli stessi motivi si è astenuto il gruppo del Pd e Paolo Angeletti di Terni Immagina. 

Consiglio in piedi per Latini: "Terni non sia più la città dei veleni"

Alla fine il sindaco è riuscito a fare il suo giuramento e presentare la squadra al Consiglio. Poi il suo toccante discorso accolto da un lungo applauso che ha fatto alzare in piedi tutta l'assemblea, maggioranza e opposizione. "E' vero, questa nuova consiliatura, questa nuova avventura, parte in una situazione difficile che non sono certo io a dover definire grave. Purtroppo ci sono stati sono altri soggetti istituzionali che prima di me – e con maggior autorevolezza – si sono espressi sullo stato economico del nostro ente, che ha attraversato una crisi profonda, dovuta certo a scelte sbagliate, ad errori gravi, ma anche al devastante taglio di risorse finanziarie agli enti locali da parte dello Stato, un taglio che ha spostato sui Comuni gran parte del peso della crisi. Eppure la crisi di Terni è più profonda, direi che per certi versi è una crisi che l’ha toccata nell’anima. Per questo, io vorrei dire subito che tutto il nostro impegno, tutto il nostro entusiasmo, tutte le nostre competenze saranno messe a disposizione per far sì che Terni torni innanzitutto ad essere città. Tornare ad essere città, per me vuol dire che Terni e i ternani devono ritrovare la voglia di vivere e di affrontare le sfide insieme, sentendosi comunità, riscoprendo, o reinventando la propria identità. Ma – ad ogni costo - dobbiamo far prevalere la logica del noi, su quella dell’io". 

"Terni - ha proseguito - deve inoltre tornare ad essere città normale. Questo concetto lo abbiamo più volte espresso durante la campagna elettorale, quando abbiamo invocato una rivoluzione, la più importante delle rivoluzioni: la rivoluzione del buon senso. Dobbiamo far cose semplici, ma quelle che interessano i cittadini. Dobbiamo far sì che i servizi di base funzionino, che la città sia pulita, che i giardini tornino ad essere giardini, che le strade siano sicure anche di notte, che le regole e le leggi siano rispettate, che le periferie siano vivibili, che le fasce più deboli non si sentano abbandonate dalle istituzioni, che si possa tornare ad andare a teatro – nel nostro teatro cittadino – che le fontane e i simboli della città tornino a brillare, che a Terni si torni a far cultura, che a Terni ci siano opportunità per tutte le idee valide, che a Terni, in poche parole, si respiri aria di libertà.  Non sempre queste cose normali sono state normali negli ultimi decenni. Per questo agiremo in maniera forte e decisa sul miglioramento della qualità della vita dei cittadini, anche con idee innovative, nella piena consapevolezza che una città più bella è una città più vivibile e diventa, di conseguenza, attrattiva".

Per il primo cittadino "Terni deve dunque tornare ad essere città, poi deve tornare ad essere città normale. Infine deve tornare ad essere città speciale, come lo è stata per tanti anni: città del lavoro, dell’innovazione, delle invenzioni e dei talenti, città aperta alle nuove idee, al confronto con i territori vicini e con quelli più lontani, riferimento per tutta l’Italia mediana, nucleo centrale e imprescindibile della regione Umbria, città attrattiva a livello internazionale. Dovremo tornare a essere esempio, dovremo ritrovare l’orgoglio di essere traino e di far in modo che nessuno ci consideri mai più zavorra. Terni non sia mai più la città dei veleni. Certo non più città dei veleni dell'aria, dell'acqua, della terra, sui quali dovremo agire, con accuratezza e con capacità tecniche adeguate. Ma che non sia più nemmeno la città dei veleni nei rapporti tra i cittadini, tra le parti politiche anche contrapposte, tra le sue diverse componenti. Mi auguro per questo un grande salto culturale, per il quale m'impegnerò in prima persona. Non è più il tempo delle polemiche sterili, ma quello del confronto e dell'arricchimento reciproco. Siamo in un passaggio storico difficile e sottile, nel quale dobbiamo sentirci tutti di nuovo ternani e provare a voler bene a questa nostra bellissima città".

Fumata nera per il presidente del Consiglio, Ferranti (FI) deve attendere

Come nelle previsioni nella prima seduta è andata a vuoto l'elezione del presidente del consiglio comunale. Servivano infatti i due terzi dei voti dell'assemblea ma il candidato designato dalla maggioranza di centrodestra, il forzista Francesco Maria Ferranti, si è fermato a 15 (perdendo per strada diversi voti della maggioranza), Patrizia Braghiroli (M5S) ne ha ottenuti 9, 4 le schede bianche, due nulle. Eletti anche i membri della commissione elettorale comunale: Sara Francescangeli, Lucia Dominici e Valdimiro Orsini e come  supplenti Francesco Filipponi, Orlando Masselli e Monia Santini.  

Il vicesindaco Giuli: "Facciamo riemergere la creatività e la fantasia di Terni"

Melasecche: "Riorganizzare subito la macchina comunale"

Fatale: "Per rivitalizzare il centro auspico la riapertura della ztl"

Cecconi: "Case popolari prima agli italiani"

Alessandrini: "Metterò passione nel mio incarico"

Proietti: "Riscoprire l'orgoglio di essere ternani"

Dominici: "Si può rimettere in sesto questa città"

Bertocco: "La scommessa dell'innovazione" 

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