Lavoro, sicurezza e selfie: Salvini carica la Lega. Ma le “ferite” restano

Il vicepremier in città arringa la folla e ringrazia gli amministratori: squadra nuova che fa un buon lavoro anche se commette qualche errore. Dietro l’angolo ci sono però questioni da risolvere: tensioni interne e candidature per le Amministrative

Le promesse e le ferite. La ribalta premia ancora una volta la leadership di Matteo Salvini: su una panchina, megafono in mano, arringa la folla puntando sull’effetto concretezza. Sicurezza e lavoro sono i temi che tengono banco e che vanno a braccetto con la politica del selfie. Ma c’è un dietro le quinte da interpretare. Perché la visita a Terni del vicepremier non può essere soltanto una tappa del suo tour che, partito da Siena, ha toccato la città dell’acciaio e poi l’Aquila, passando per i palazzi istituzionali di Roma.

Il comizio

Arrivato a Terni all’orario stabilito, alle 10, il ministro dell’interno è sceso in piazza Tacito e poi si è concesso un caffè al Met, prima di dedicare qualche battuta ai giornalisti. Si parla di Terni e del rischio di frizioni dentro al Carroccio. “Sono orgoglioso”, chiosa Salvini. Consigli al sindaco Latini? “Sta facendo bene”. Poi, come da programma, primo cittadino e vicepremier arrivano in largo Elia Rossi Passavanti. Salgono su una panchina e danno il via al comizio di fronte a qualche centinaio di presenti. “C’è chi per essere qui ha chiesto un’ora di permesso dal lavoro, chi ha chiuso l’attività. Ci sono anche studenti che hanno saltato la scuola. Sono contento”.

E poi, via. “Grazie Terni. Sono qua per fare quello che in politica non si fa abbastanza spesso. Grazie al sindaco e all’amministrazione. Il nostro obiettivo è rimettere al centro il lavoro, le opere pubbliche”. Quella al lavoro a Terni, dice Salvini, è una “squadra nuova, giovane, entusiasta che magari commette anche qualche errore”. Ma Terni, come l’Umbria, “sta rialzando la testa. La prossima che sta preparando gli scatoloni è la signora Marini”. Il vicepremier rintuzza questa infinita campagna elettorale attaccando a sinistra e rilanciando le promesse: più vigili del fuoco e polizia a Terni, sblocco dei fondi per la Provincia di Terni”. Il commissario Barbara Saltamartini? “Non abbiamo mai governato, questa è una “amministrazione giovane” che ha insomma bisogno di qualcuno che la sostenga.

Poi il microfono passa al sindaco Latini. “A Terni – dice – c’è stata una grande affermazione della Lega, nei territori che storicamente erano governati dalla sinistra. Nessuno avrebbe mai pensato che la Lega avrebbe avuto il 30%. Stiamo governando bene questa città, pur tra mille difficoltà e mille trabocchetti. Siamo in mezzo alla gente e riusciamo a interpretare quello che il senso della comunità. Terni è una città bellissima che si sta scoprendo sempre più bella”.

Il comizio prosegue, Salvini torna a prendere la parola. “Siamo qua su una panchina con un megafono con centinaia di persone. È bello stare in mezzo alla gente. Siamo nati in mezzo alla gente, sono onorato di fare quello che sto facendo. Ogni minaccia di indagine mi dà energia. Mi avete votato per assumere più poliziotti ed espellere più clandestini. La politica dei fatti è quella che mi dà più emozioni. Stiamo cominciando a smontare la legge Fornero. In sette mesi abbiamo fatto più noi che non la sinistra in sette anni. A marzo sarà legge dello Stato il diritto alla legittima difesa. Per l’anno prossimo riduzione tasse per lavoratori dipendenti e famiglie. Nel 2019 a Terni e Perugia arriverà una parte di 8mila poliziotti e vigili del fuoco che abbiamo assunto risparmiando sugli sbarchi. Al livore della sinistra rispondo con un sorriso e pane e nutella. Vi auguro un buon Sanremo”, conclude il vicepremier, sottolineando di non avere visto la prima serata del festival.

I retroscena

Difficile però immaginare che il senso del viaggio sia solo quello di una tappa occasionale. Nei cassetti della Lega ci sono un paio di dossier spinosi che, prima o poi, vanno affrontati. Parlando delle prossime amministrative, Salvini ha per esempio citato Orvieto. All’ombra della rupe qualche schermaglia nel centrodestra si è già accesa. Va indicato il candidato sindaco ma, mentre Forza Italia ha già fatto vedere le sue crepe sul nome di Roberta Tardani, la Lega – almeno ufficialmente – non si è ancora espressa. Magari aspettando che gli altri esauriscano la energie, per poi provare a piazzare il proprio candidato.
Altro fronte acceso è quello interno, soprattutto dopo l’esito delle elezioni per i rinnovo del consiglio provinciale. I commenti (ufficiali) del giorno dopo sembrano voler sottolineare la soddisfazione di tutti. Gli scontenti però ci sono e sono, soprattutto, nelle fila del centrodestra. Le mancate elezioni di Giorgio Armillei e Sergio Bruschini segnano il passo rispetto a rapporti di forza non ancora risolti e rischiano di avere strascichi che, proprio in vista degli appuntamenti elettorali, potrebbero avere effetti dirompenti.

Il commento

Al momento, l’unico commento sulla visita del vicepremier arriva da Leonardo Grimani, sindaco di San Gemini e senatore Pd: “La presenza del ministro dell’intero Matteo Salvini a Terni denota la ormai conclamata difficoltà della maggioranza e del sindaco Latini ad esercitare una decente attività di Governo della città. Abbiamo di fatto un comune commissariato dalla Lega Nazionale con la presenza dell’onorevole Saltamartini e adesso anche con la ‘discesa’ in città di Salvini. È davvero imbarazzante che il responsabile della sicurezza nazionale passi il tempo a fare campagna elettorale a Terni invece di governare l’Italia, che sta per essere portata allo sbando dal Governo di cui è vicepresidente. Il vuoto della Giunta Latini, sia in termini programmatici che sotto il profilo istituzionale, non potrà certo essere colmato dai comizi della disperazione messi in campo da Salvini: si governa con il lavoro quotidiano, non con i megafoni in piazza ed arringando la folla”.

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