Un nuovo ospedale a Terni? “I fondi ordinari non bastano, serve un interesse nazionale”

Dibattito in consiglio regionale sul presente e sul futuro del Santa Maria. Struttura, personale e azienda unica: scintille fra l’assessore Barberini e il consigliere Fiorini (Lega)

L’ospedale di Terni è il “più vecchio come struttura”. Ma per farne uno nuovo i “fondi ordinari non bastano”. Il Santa Maria è ancora al centro del dibattito politico. Dopo la riunione della commissione consigliare di Palazzo Spada, ieri pomeriggio la sanità ternana è stata al centro dell’audizione dell’assessore regionale, Luca Barberini, da parte della terza commissione del consiglio regionale, presieduta da Attilio Solinas.

L’ipotesi della realizzazione di un nuovo ospedale è stata affrontata, approfondendo il tema della necessità di integrazione fra azienda ospedaliera di Terni e strutture sanitarie del territorio. Che vanno messi “in correlazione” con le aziende ospedaliere, “affinché queste possano concentrarsi sull’alta specializzazione. A Terni – ha detto Barberini - ci sono due ospedali di territorio, Narni e Amelia, con l’innovativo progetto di accorpamento da 58milioni di euro. Ci saranno 20 posti di residenza sanitaria assistita, 60 di riabilitazione intensiva, 4 per l’osservazione breve intensiva, 14 per la diagnosi ambulatoriale e ulteriori 16 posti letto. A maggio sarà valutato il progetto definitivo, nel secondo semestre il capitolato e quindi sarà pubblicata la gara. Se Narni-Amelia costa 58milioni, immaginate quanto costerà Terni con 600 posti letto. I fondi ordinari non sono sufficienti, serve un grande intervento di edilizia sanitaria che riscuota interesse a livello nazionale. Ma nel frattempo, non lasceremo l’ospedale di Terni senza migliorie: solo in tecnologia l’anno scorso sono stati investiti 12milioni di euro. A marzo le sale operatorie passeranno da 10 a 12, con le nuove di chirurgia vascolare e neurochirurgia, quasi 6milioni di investimento sull’alta complessità. Siamo consapevoli che ci sono problemi, come indica la mobilità passiva che è costituita per più di un terzo da protesi e riabilitazione, che mostrano un indice di fuga particolarmente elevato nella zona sud dell’Umbria”.

Silvano Rometti (Socialisti) ha avanzato la proposta di includere le necessità dell’ospedale di Terni nel documento più importante che la giunta regionale si appresta a pubblicare, il nuovo piano sanitario regionale: “Un cenno nel piano sanitario va fatto - ha detto - per dare il maggiore risalto possibile e dire anche al governo che tali necessità ci sono”.

Il dibattito si è accesso con l’intervento del capogruppo della Lega, Emanuele Fiorini, secondo il quale “Terni ha bisogno di un nuovo ospedale, non della sola tinteggiatura della facciata. I veri problemi sono i pazienti nei corridoi, i professori che lavorano, per dedizione e per necessità, oltre le proprie forze per supplire alle carenze. L’assessore risponda anche sul discorso azienda unica e sui concorsi per primari dove già ci sono mentre altri reparti sono scoperti”.

Barberini ha risposto che “ad eccezione di due o tre situazioni, le procedure concorsuali per i primari verranno completate entro il 30 giugno. Fra quelli che hanno lasciato Terni, solo un primario lo ha fatto per scelta professionale, gli altri sono andati in pensione. In ogni caso si tratta di procedimenti determinati dalla legge. Il personale è già aumentato e sono in vista altre assunzioni. Resta il tema irrisolto che i costi del personale non possono superare per legge quelli del 2004, una decisione governativa penalizzante per le sole quattro regioni, fra cui l’Umbria, che avevano il bilancio in equilibrio ma subirono il provvedimento che ancora oggi le costringe a dare risposte a bisogni sempre in aumento, ma con il costo del personale di quindici anni fa”.

Relativamente al tema dell’azienda unica – ossia l’accorpamento tra Perugia e Terni di cui si fa cenno nella bozza di Psr pubblicata nei giorni scorsi da Terni Today - Barberini ha parlato ancora di “fake news”. “Per il piano sanitario – ha concluso - posso dire che c’è stata la partecipazione di chiunque lo abbia richiesto, cittadini, professionisti e associazioni (nonostante l’Ordine dei medici di Terni abbia recentemente sostenuto il contrario, ndr) sono stai svolti anche 15 tavoli tematici e sono stati messi insieme i contributi di tutti, ma siamo ancora alle bozze e sono incomplete. In febbraio ci saranno gli ultimi tavoli tematici e poi il documento definitivo verrà preadottato, con una partecipazione in tutte le dodici zone sociali dell’Umbria”.

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