Tumore “fantasma”, paziente salvato dall’equipe di urologia dell’ospedale di Terni

Effettuato per la prima volta al “Santa Maria” un intervento di chirurgia robotica ecoguidata: l’uomo aveva una neoplasia invisibile ad occhio nudo al rene, è stato dimesso dopo quattro giorni

Ancora un intervento all’avanguardia all’ospedale di Terni. Il dottor Alberto Pansadoro, urologo della struttura complessa di urologia diretta dal dottor Carlo Nico, ha effettuato per la prima volta presso l’azienda ospedaliera Santa Maria un intervento di chirurgia urologica robotica ecoguidata.

Il paziente, un uomo umbro di quasi 80 anni, presentava una neoplasia del rene non visibile esternamente in quanto posta tutta all’interno dell’organo. “Questa situazione anatomica non comune – spiega il dottor Pansadoro - rendeva particolarmente complessa la procedura in quanto la malattia era difficile da localizzare e invisibile a occhio nudo. Fortunatamente, la maggior parte delle lesioni renali che vengono oggi diagnosticate sono periferiche e pertanto facilmente rilevabili durante l’intervento”.

In questo caso particolare, tramite l’integrazione della chirurgia robotica con l’ultimo modello da Vinci XI che permette l’introduzione real time della ecografia all’interno del display operatorio, è stato possibile sempre   in chirurgia robotica localizzare con precisione la lesione. Successivamente, impiegando il robot si è proceduto alla asportazione della sola lesione lasciando integro il restante parenchima renale sano.

Proprio in casi meno frequenti come questo, la precisione della visione tridimensionale in alta definizione che si ottiene con il robot da Vinci XI e la versatilità di questa tecnologia robotica di cui l’azienda ospedaliera Santa Maria è dotata, hanno consentito al dottor Pansadoro - aiutato nell’intervento dalla dottoressa Paola Lilli - di eseguire al meglio questa procedura così complessa.

“È bene precisare – aggiunge Pansadoro - che, sebbene il robot sia una macchina tecnologicamente avanzata, servono una preparazione ed un training adeguati per eseguire in sicurezza questo tipo di interventi che in mani non esperte possono presentare complicanze importanti”.

E lo stesso Pansadoro presenta una esperienza di 15 anni con il robot da Vinci grazie alla sua formazione a Bordeaux in Francia in un centro di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo.

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“Questo tipo di intervento eseguito permette di preservare al massimo la funzionalità renale dei pazienti, offrendo loro i vantaggi tipici di un approccio mininvasivo: pochi dolori postoperatori, degenza ridotta e convalescenza estremamente rapida e agevole”. Il paziente pertanto ha potuto essere dimesso a soli 4 giorni dall’intervento in ottime condizioni generali e autonomia.

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