L’avventura di un’accoglienza: “Ecco Rosie, la nostra nuova figlia australiana”

Dal Nuovo continente alla città dell’acciaio per sei settimane ospite di una famiglia di Terni. Ecco come “candidarsi” per l’esperienza di Intercultura

“L’avventura è iniziata quando abbiamo accolto Rosie a casa e tutto è andato come non ci saremmo mai aspettati. Dopo pochi giorni non era già più la ragazza ospitata, ma era nostra figlia, per me e mio marito; era sorella per Federico, con il quale ha condiviso l’esperienza scolastica stando nella sua stessa classe; era sorella per Gabriele, fratello maggiore che la capiva perfettamente avendo provato sulla sua pelle l’esperienza all’estero; e infine era la sorella maggiore tanto desiderata per mia figlia Viola, 7 anni”.

A dirlo è Monica, mamma ospitante di Rosie, dall’Australia a Terni per 6 settimane con un programma dell’associazione onlus Intercultura. Rosie è una degli 800 studenti provenienti da 65 Paesi di tutto il mondo che ogni anno trascorrono un periodo di studio nel nostro Paese, ospiti di una famiglia e di una scuola italiane. Adolescenti che hanno fortemente voluto venire a scoprire il nostro Paese: il 72,4% di loro ha scelto autonomamente di venire a studiare qui, privilegiandoci rispetto ad altre destinazioni più scontate come gli Usa o la Germania. Il motivo principale? Perché riconoscono il valore formativo che possono ricevere anche nel Belpaese, al di là dei soliti stereotipi “pizza, sole, mandolino”.

L’Italia infatti è conosciuta per le sue bellezze paesaggistiche, artistiche e culinarie, per la solarità delle persone, per la moda e lo sport, l’Italia è apprezzata proprio per questi motivi: il cibo 21,3%, la gente 14,6%, l’arte 14,3%, il mare 8,9%, la moda 7,2%, il clima 6,7%, lo sport 5%.

Quest’anno, da gennaio, a Terni è ospitata una ragazza argentina, Camila. Le famiglie locali che aderiscono ai programmi di ospitalità diventano testimoni diretti e guide di riferimento nel processo di scoperta e comprensione della cultura italiana nelle sue varie sfaccettature: dagli usi e costumi al patrimonio artistico e naturale di cui è ricco il nostro Paese.

A tal proposito Monica afferma: “È stato interessante anche vedere come la presenza di una persona in più in casa abbia portato una ventata di novità per la nostra routine. Per esempio, da quando è arrivata Rosie abbiamo iniziato a spegnere la tv mentre mangiamo per facilitare il dialogo tra noi e abbiamo riscoperto una voglia di stare insieme che nella vita di tutti i giorni si era un po’ assopita, soprattutto per i miei due figli adolescenti. A pranzo decidevamo cosa avremmo fatto nel pomeriggio con Rosie per intrattenerla o coinvolgerla in qualcosa: organizzare gite per lei ci ha ri-uniti molto nella semplicità della quotidianità. È nata anche una rinnovata voglia di visitare posti già visti per farli conoscere a lei e mostrarle le bellezze della nostra cultura, troppo spesso data per scontata da noi che la viviamo”.

Accogliere uno studente straniero mette in discussione le abitudini quotidiane che vengono viste e interpretate da occhi estranei alla nostra cultura. Occorre fermarsi a pensare per trovare le parole o il modo di spiegare il perché delle azioni che compiamo abitualmente e queste dinamiche coinvolgono tutti i membri della famiglia: compresi i più piccoli come Viola che, spiega Monica, non ha tardato a trovare modi alternativi di comunicare con Rosie: “Prima di Natale, quando ancora non parlava bene in italiano, Rosie ha aiutato Viola a fare il presepe in sala riuscendo a comprendere quello che le chiedeva di fare: è stato splendido e divertente osservarle mentre comunicavano mischiando più lingue e usando gesti! Oggi Viola continua a chiedermi di Rosie e non lascia più il koala peluche che le è stato regalato dalla sua nuova sorella maggiore”.

Le 6 settimane in compagnia di Rosie hanno anche permesso alla famiglia di entrare in contatto con una realtà, quella australiana, che altrimenti non avrebbero mai potuto conoscere, almeno non così da vicino. Racconta Monica: “A capodanno il countdown è partito in contemporanea con la famiglia naturale di Rosie, che essendo in Australia festeggia il nuovo anno 10 ore prima rispetto a noi; la mamma ci ha già invitati più volte ad andare a trovarli e ogni tanto mi scrive un messaggio per sapere come stiamo… se non è questo l’effetto intercultura!”.

L’associazione Intercultura onlus dal 1955 è attivamente impegnata nell’educazione alla mondialità, inviando all’estero ogni anno centinaia di studenti italiani e accogliendone altrettanti in Italia, provenienti da tutti e 5 i continenti. Attualmente, i volontari di Intercultura sono impegnati a dare il via alla nuova campagna di accoglienza, cercando famiglie italiane che accettino la sfida di accogliere il mondo in casa e imparare dalle diversità culturali oltre il filtro dello stereotipo.

C’è ancora tempo per le famiglie di Terni, interessate a fare questo tipo di esperienza, per candidarsi a diventare una famiglia ospitante. Per ricevere maggiori informazioni sulle attività di Intercultura è possibile contattare la Responsabile dei programmi di ospitalità di Terni, Teresa Ferrantini, al numero 333.2673888, oppure visitare il sito dell’associazione all’indirizzo www.intercultura.it.

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