Asili nido, una lunga lista d’attesa: “Trova posto soltanto un bambino su tre”

L’analisi della Cgil: situazione insoddisfacente. La situazione a Terni: su oltre duemila bimbi nella fascia 0-3, le domande accolte dalle strutture comunali sono poco più di 230

Bambini in cerca di asilo. Ma l’immigrazione non c’entra. E se l’Italia piange, l’Umbria sicuramente non ride e Terni non se la passa poi così diversamente.

Le ultime statistiche Istat disponibili in tema di asili nido e servizi per la prima infanzia, dicono che nell’anno scolastico 2016/17 sono stati censiti sul territorio nazionale 13.147 servizi socio-educativi per l’infanzia. I posti autorizzati al funzionamento sono circa 354mila, pubblici in poco più della metà dei casi. I posti disponibili coprono il 24% del potenziale bacino di utenza (bambini residenti sotto i 3 anni). Tale dotazione è ancora sotto al parametro del 33% fissato dall’Unione europea per sostenere la conciliazione della vita familiare e lavorativa e promuovere la maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

Su 20.608 bambini umbri nella fascia d’età tra 0 e 3 anni, meno di 7mila (6.926) hanno accesso ad un posto negli asili nido pubblici e privati. Il dato, elaborato dalla Fp Cgil dell’Umbria descrive una situazione “insoddisfacente" come sottolinea lo stesso sindacato dei lavoratori pubblici. “Anche se la nostra regione ha un dato sicuramente migliore della media nazionale - commentano dalla Fp dell’Umbria - due bambini umbri su tre non hanno comunque la possibilità di accedere all’asilo nido. Questo certifica prima di tutto il fallimento della politica delle esternalizzazioni e privatizzazioni, visto che ‘affidarsi al mercato’ non ha portato ad un allargamento del diritto, ma semmai ad un aggravio dei costi in capo alle famiglie”.
Secondo il sindacato dei lavoratori pubblici, che rappresenta anche le educatrici degli asili nido, è invece necessaria “una intensa stagione di investimenti nelle strutture pubbliche della nostra regione, che restano di altissima qualità, ma che necessitano di personale qualificato e con contratti stabili e di risorse in termini di strutture e dotazioni”. “In una regione come la nostra, con un altissimo tasso di invecchiamento della popolazione e dati sconfortanti per quanto riguarda l’occupazione femminile - conclude la Fp - investire negli asili nido, considerando l’accesso all’educazione nella fascia 0-3 come un diritto e non un servizio a domanda individuale, diventa una scelta strategica e irrinunciabile”.

La situazione a Terni – per quanto riguarda le strutture pubbliche - dice che nell’anno scolastico 2017/2018 sono state presentate 264 domande di prima iscrizione (rispetto ad una popolazione residente pari a 2.137 bambini nella fascia 0-3), accolte per l’87,88%, contro le 170 prime iscrizioni presentate nell’anno scolastico 2016/2017 (con una popolazione residente di 2.275 bambini), accolte nella misura del 99,41%, registrandosi pertanto una flessione del tasso di soddisfazione della domanda dell’11,60%.
L’amministrazione comunale dispone di 8 strutture per la fascia di età 0-3. La capienza massima è di 289 posti con riferimento ai nidi e di 75 posti per i centri per bambini e famiglie; l’offerta effettiva è, comunque, subordinata al numero degli educatori in organico che sono 50 per le strutture pubbliche dedicate alla fascia 0-3, con un incremento per struttura del 6,38% rispetto al 2016.

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