Coni, Domenico Ignozza caccia Stefano Lupi che risponde:"Arroccato nella torre d'avorio di Perugia"

Una lettera aperta al mondo sportivo e ternano:"Ho sostenuto con ferma convinzione che i territori dovessero riprendersi la propria rappresentanza ed autonomia, sganciati da un centralismo regionale"

Stefano Lupi

“Mancanza di un costante rapporto con il presidente regionale”. E’ questa la motivazione con la quale Domenico Ignozza, presidente del Coni Umbria, ha sollevato dall’incarico di Delegato Coni della provincia di Terni Stefano Lupi. Con una lettera aperta al mondo sportivo umbro e ternano, inviata per conoscenza anche a Giovanni Malagò, ne spiega le divisioni soffermandosi sulla nota questione relativa ai due territori regionali.

Riceviamo e pubblichiamo quanto segue:

Da tempo provavo un certo disagio nell’esercitare il ruolo di Delegato Coni della provincia di Terni, dovendomi confrontare con un presidente regionale verso il quale la fiducia, la stima e la considerazione si sono progressivamente esaurite. Nell’attuale dibattito riguardante la riforma del Coni ho sostenuto con ferma convinzione che i territori dovessero riprendersi la propria rappresentanza ed autonomia, sganciati da un centralismo regionale che impastoia ed allontana da chi quotidianamente opera per lo sport. La mia è una visione operativa, rivolta ad uno sport che negli anni è profondamente cambiato. Sono mutate le aspettative ed i bisogni degli operatori sportivi.  Interpretare il tutto con una visione distante e burocratica rispetto ai problemi concreti, lo giudico assolutamente inadeguato. Su questi temi mi sono espresso, portando la mia esperienza di dirigente. Rispetto a questo tipo di interlocuzione ho trovato un presidente regionale preoccupato della conservazione del proprio posto piuttosto che pronto al dialogo e disponibile a cogliere le nuove sfide. Mi sono scontrato con una visione tesa a frenare su tutto, penalizzando la voglia di fare del comitato ternano: penso alla scarso entusiasmo per il progetto delle palestre sull’acqua presentato con successo all’Expò di Milano riguardo l’utilizzo intelligente dell’acqua dei canali; penso al progetto, studiato ed avviato con il Comune di Terni ed altri Enti pubblici per il recupero degli spazi dismessi nelle periferie; e tante altre proposte. A fronte di tutto ciò ho trovato la supponenza di un Presidente volto a frenare il dinamismo di Terni arroccato nella torre d’avorio di Perugia. In queste condizioni solo l’amore e la passione mi hanno indotto a continuare l’impegno. Fintanto che, alcuni giorni fa, ho ricevuto una lettera dal presidente del Coni regionale Umbria con la quale mi si revoca l’incarico di Delegato del Coni di Terni. La motivazione è “la mancanza di un costante rapporto con il presidente regionale”.  Leggendole mi sono venute alla mente le parole di Totò nel suo celebre film:

«L’umanità, io l’ho divisa in due categorie di persone: Uomini e caporali.
La categoria degli Uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza.
Gli uomini sono quelli costretti a lavorare per tutta la vita…….
I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza averne l’autorità, l’abilità o l’intelligenza ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare.
Caporale si nasce, non si diventa! A qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi. Pensano tutti alla stessa maniera!»

Seppure ritengo tale atto illegittimo ed immotivato, prendo atto di un Regolamento che concede questa facoltà ad uno che non è stato capace di produrre delle motivazioni sostanziali e significative che giustificassero tale azione. Ciascuno è figlio della propria storia: c’è chi passa una vita in fila ad ubbidire e c’è chi, per fortuna, si sforza di pensare e fare.

Il porre l’accento sulla necessità di infrastrutture sportive, come il Palazzetto o il Campo Scuola, adoperarsi per il completamento del Ciclopattinodromo, lavorare per la messa in sicurezza delle palestre rientra nei compiti istituzionali di qualunque Delegato Coni in Italia. In Umbria invece tutto ciò parrebbe disturbare chi pretende di narcotizzare un movimento di volontari ed appassionati che a Terni produce molto in termini di sport e valori.  Visto che da tempo Ignozza aspirava  a rivestire il mio ruolo vorrei ricordargli di esercitarlo con l’educazione che si deve alla comunità ternana.

Da tempo avrebbe dovuto mostrare un moto di ringraziamento , ad esempio : al parroco del quartiere Borgo Bovio per l’aiuto prestato al Coni; al presidente della Fondazione Aiutiamoli a Vivere che ha ospitato gratuitamente il Coni per la cerimonia della Consegna delle Stelle al Merito, dopo la pretestuosa polemica con il Comune di Terni per l’utilizzo della sala comunale. Mi sono fermamente opposto alla malsana idea di Ignozza che avrebbe voluto privare della festa la città di Terni assommando il tutto su scala regionale; ai tanti sportivi che a Terni ed in provincia si danno da fare per far funzionare lo sport.

A tutti questi ternani, e non solo, Ignozza si dovrebbe rivolgere con maggiore rispetto e gratitudine.  Ora che ha ottenuto il mio posto si dia da fare !

 Su queste basi e con un certo sollievo prendo le distanze da una sbiadita presidenza. Come posso interagire con uno al cui cospetto, in una manifestazione pubblica, gli viene ammainata provocatoriamente  la bandiera del Coni sotto il naso e rimane tranquillo ed impassibile al suo posto. Consiglierei ad Ignozza più determinazione nel tutelare e promuovere il mondo sportivo umbro e ternano.

Ho faticato molto per riportare gli uffici del Coni a Terni. Spero che vi rimangano. Così come spero che si tolga il vergognoso velo che, da oltre un anno, copre il simbolo del Coni a Terni sulla facciata del palazzo che ci ospita. Colgo in ciò segnali preoccupanti.  Non nutro dubbi invece sulla coerenza di Ignozza rispetto all’impegno assunto all’atto del suo insediamento , ovvero che non avrebbe fatto più di due mandati !Quanto a me lo vorrei tranquillizzare: continuerò a fare il dirigente sportivo, come da trenta anni a questa parte, consapevole che i valori di ciascuno sono indipendenti dai “gradi di caporale”.  

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