Un campione di nome Gabriele e adesso il sogno si chiama paralimpiade

Scorsolini tricolore Fispic nel judo nella categoria 60 chilogrammi. Prima degli avversari ha sconfitto anche un brutto virus che lo ha colpito a settembre. “Grazie a Mirco, Chiara e Roberto”

Gabriele Scorsolini e Roberto Tamanti

Le vette più alte e i colpi “proibiti”: Gabriele Scorsolini ha la stoffa del campione e la tenacia di chi, di fronte alle sfide – della vita e dello sport – tiene la testa alta.

Non si arrende e non si è arreso nemmeno stavolta. Anche se un brutto virus intestinale a settembre lo ha tenuto in ospedale una decina di giorni è gli ha fatto perdere almeno sette chili. Una condizione proibitiva per gareggiare alla pari nella sua categoria, quella dei sessanta chilogrammi. E invece, ieri, è arrivato il tricolore: Gabriele Scorsolini è campione nazionale Fispic nei 60 kg, categoria non vedenti.

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“L’ultimo incontro l’ho vinto con uno strangolamento”, dice soddisfatto mentre fa l’elenco di chi gli è stato accanto e gli ha permesso di raggiungere anche questo traguardo, dopo i tanti raggiunti nell’arrampicata.

“Devo ringraziare il mio coach, Mirco Diarena, Chiara Meucci, atleta e maestra che mi ha seguito in campo, e il commissario tecnico della nazionale Fispic del judo, Roberto Tamanti”.

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Il tricolore però non sembra essere un traguardo, o almeno non l’ultimo per Gabriele. Che nel mirino potrebbe addirittura mettere la partecipazione alle paralimpiadi del 2020. Certo, la strada è in salita. E nel primo semestre del prossimo anno ci sarà da sudare per staccare il pass che vale la partecipazione all’evento. Obiettivo ambizioso, dunque, soprattutto per chi fino a un anno e mezzo fa non aveva messo mai piede su un tappeto di gara. Ma Gabriele è abituato a scalare: in bocca al lupo.   

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