Mario Pescante premiato a Terni: “Tanti i successi di questa città grazie a uno spirito tacito e laborioso”

L’ex presidente del Coni ricevuto in Provincia. L’aneddoto: così lo sport è riuscito a unire le due Coree. Il prefetto De Biagi: grazie per avere seminato i valori di uguaglianza e socialità

Lo sport non è soltanto agonismo e competizione.  Anzi. La sue vera forza è quella di sapere unire le genti. Anche quelle più profondamente divise da storia, conflitti, soldi e potere.

Lo ha ribadito più volte questa mattina Mario Pescante, ambasciatore del Cio all’Onu ed ex presidente del Coni, premiato a Terni nella sala Torquato Secci di Palazzo Bazzani, dove ad accoglierlo c’erano il presidente della Provincia, Giampiero Lattanzi, il prefetto di Terni, Paolo De Biagi, il vescovo di Terni, Narni e Amelia, padre Giuseppe Piemontese, il presidente del Coni Umbria, Domenico Ignozza, e il presidente onorario, sempre del Coni regionale, Massimo Carignani, alla presenza del campione mondiale di scherma Alessio Foconi. In sala anche tutti i rappresentati delle federazioni sportive, anche paralimpiche, e molti delle associazioni e società, oltre ai sindaci, tra cui quelli della Valnerina ternana.

Ad aprire gli interventi e a portare i saluti a Pescante è stato il presidente Lattanzi che ha ringraziato l’attuale ambasciatore del Cio all’Onu ed ex presidente del Coni “per l’impegno costante che pone da tanti anni al servizio dello sport, veicolo di unione, di fratellanza e di diplomazia”.

Nel suo intervento, Pescante ha sottolineato lo “spirito silenzioso, tacito e laborioso di Terni che in questi anni ha riscosso numerosi successi a livello sportivo”. Ha poi raccontato aneddoti legati alle olimpiadi di Berlino e alle vicende delle due Coree per spiegare come “la diplomazia attraverso lo sport abbia centrato alcuni obiettivi fondamentali che sono la pace e l’incontro fra i giovani ma anche l’unione fra i popoli e le genti. È grazie allo sport – ha sottolineato – che Corea del Nord e del Sud oggi dialogano. Hanno unito le loro squadre (in tre competizioni: basket femminile, canottaggio e canoa, ai recenti Giochi asiatici, ndr) sotto una bandiera bianca con l’immagine della penisola coreana”.

Pescante ha poi fatto riferimento alle recenti vicende legate al Coni. “Chi vuole arrivare ora – ha affermato – deve tener conto che l’Italia è da 60 anni fra i primi 10-12 paesi al mondo sportivamente parlando ed è quindi una realtà che porta lustro e che va rispettata”.

Il prefetto De Biagi ha ringraziato Pescante “per aver seminato negli anni una cultura dello sport con tenacia e passione, cercando di imporre sempre i valori sani di uguaglianza fra le genti, di vicinanza e di socialità e scambio. Sotto questo aspetto non esiste un sport più importante dell’altro ma è un concetto unico valido per tutto il mondo”.

Il vescovo ha sottolineato il valore degli oratori come “luoghi di sport per la pace e la socialità fra i giovani e quindi, in prospettiva, fra gli uomini. Occorre proteggere lo sport dall’agonismo selvaggio”. Ignozza si è invece soffermato sui recenti risultati sportivi di Terni. “Ricordo – ha detto - il canottaggio, il tiro con l’arco e i campionati europei paralimpici di scherma, tutte realtà che hanno proiettato Terni ad un livello internazionale ma occorre potenziare l’impiantistica. Il palazzetto dello sport, per esempio, non c’è ancora e il campo scuola Casagrande non è attualmente nelle migliori condizioni. Servono più finanziamenti”.

“Di valori umani e di cultura sportiva” ha infine parlato Carignani, ribadendo il concetto, espresso dal vescovo, di un ruolo fondamentale degli oratori per la crescita dello sport anche come valore sociale.

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Durante l’incontro, i sindaci della Valnerina e le autorità presenti hanno premiato Pescante con un’opera d’arte di Ottavio Gigliotti. Una scultura con due vele che si avvicinano l’una all’altra a simboleggiare la fratellanza e la vicinanza incarnate dallo sport. A sua volta Pescante ha donato un libro che racconta il rapporto tra sport e diplomazia per la pace fra i popoli.    

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