VIDEO – “Faketory festival”, un viaggio nella fabbrica delle fake news

Ermes Maiolica presenta l’evento in programma a Narni il 15 marzo. “Ma non chiamatemi bufalaro, io sono un hoaxer”

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Si chiama Ermes Maiolica, ma forse no. Perché nei suoi profili Fb figurano anche i nomi di Vincenzo Ceramica e Lorenzo Piastrella. In ogni caso, lui è ormai a tutti gli effetti il vero re italiano delle fake news, l’ultima, in ordine cronologico, l’annuncio di lavoro da guardiano della Rocca Albornoz di Narni da 218mila euro.

Un inizio sulla Rete per poi approdare a tenere lezioni universitarie. Operaio in fabbrica a Narni, un passato da punkabbestia con la passione per il complottismo, Maiolica non vuole essere chiamato bufalaro: “In Italia – spiega -  usiamo il termine ‘bufala’, perché tendiamo a ridicolizzare tutto. Io sono un hoaxer, da hoax, beffa in inglese. Non sono un operaio che vende mozzarelle”.
Ermes ora ha creato un evento: “Faketory festival”. Ha fatto tutto da solo, riuscendo a invitare personalità del settore che il 15 marzo, a Narni, parleranno di “arte del falso e dell’inganno”.  “Dopo un po’ di tempo che frequentavo vari siti - dice - mi capitava di commentare le notizie dicendo che erano palesemente false, ma nessuno mi ascoltava. Allora ho deciso di fare uno scherzo”. Lo schema è semplice e rodato, inventare frasi pruriginose da affiancare alle foto dei volti più odiati dal popolo della Rete, postare le foto nei gruppi dove creeranno più indignazione e la viralità è servita. L’argomento fake news affascina e diverte, a dimostrazione che l’educazione sul tema delle notizie false non è solamente necessaria ma anche richiesta. I ragazzi domandano come si fa a diventare virali, se è necessario essere un influencer per raggiungere grandi numeri: “Per raggiungere la viralità - ha spiegato più volte Ermes - non bisogna puntare sul proprio personaggio, ma sull’idea che colpisca l’utente. Anzi, meno ti conoscono gli utenti e più il fake riesce, soprattutto sui siti di controinformazione dove si tende a cercare la spettacolarità. Alcune delle foto hanno raggiunto oltre 100.000 condivisioni dopo essere state postate su pagine appena create che avevano un solo follower”.

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