VIDEO – Il gusto dell’arte con le Memorie di Adriano

Il testo recitato da Stefano De Majo, accompagnato dalle musiche di Gustavo Gasperini e Fabrizio Longaroni e la pittura di Igor Borozan. Nella splendida cornice di “Ristò da Ale”

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Non è facile descrivere il pathos, non è facile descrivere le emozioni che si provano quando si ascolta, si vede, si sente qualcosa che emotivamente è così forte da catturare mente e corpo, difficile trovare parole adeguate. Le cose vanno vissute e basta. Le emozioni si provano, si devono vivere per capirle davvero. Emozioni che si trovano, sono a disposizione del mondo e della vita, basta solo cercarle, intercettare la direttiva giusta.

E c’è un nome che queste emozioni riesce a veicolarle, perché ha talento, perché le sa captare: arrivano da quel grande universo che si chiama “Arte”. Lui è Stefano De Majo, un nome che, a chi ama l’arte, non può sfuggire. A Terni (ma ormai in tutta Italia, perché De Majo è richiestissimo ovunque nella Penisola) talento ne ha! E ha talento anche chi è riuscito a capire che arte e buona vita devono andare di pari passo e in questo caso il nome è quello di Alessandro Paolucci. Imprenditore, titolare di “Ristò da Ale”, Alessandro è riuscito a realizzare una sorta di via Margutta ternana nel suo locale di via Fratini, con un calendario di eventi che coniuga arte, poesia e ovviamente buon cibo.

De Majo è l’anfitrione di alcune date che lo hanno già visto protagonista, con tanto di sold out, in veri e propri happening in grado di coinvolgere totalmente il pubblico: Bukowski il primo grande nome, per poi proseguire con le Memorie di Adriano, Leonard Cohen e il mitico Garcia Lorca. Con De Majo altri due grandi artisti: Fabrizio Longaroni e Gustavo Gasperini. E poi l’Arte disegnata da Igor Borozan.

Un vero successo la serata dedicata alle Memorie di Adriano: “Memorie di Adriano – spiega Stefano de Majo – è un testo guida di tante persone di ieri e di oggi e fu in teatro il cavallo di battaglia di Giorgio Albertazzi. Fa parte da anni del mio repertorio e vi sono molto legato avendo debuttato con questo celebre monologo a Roma nel 2013 alla galleria Agostiniana e poi replicando in varie occasioni sia in teatro che in suggestivi siti archeologici nelle stagioni estive. Da questa esperienza di studio e di teatro ho tratto poi ispirazione per altre mie opere tra cui di recente questa fortunata piéce”.

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