Amministrative 2019, Speciale Orvieto – Giuseppe Germani: liberi dai debiti, ora un nuovo sviluppo

Il sindaco uscente tenta il bis: le città periferiche sono ponti verso altre realtà, i cittadini scelgano il progetto che ha più valore

Giuseppe Germani tenta il bis. Il candidato del centrosinistra è sostenuto da tre diverse liste: Civica e riformista (i candidati consiglieri sono: Roberta Cotigni, Floriano Custolino, Massimo Gnagnarini, Gianluca Foresi, Giuseppe Dominici, Cinzia Mignano, Monica Accardo, Margherita Corradini, Valentino Valentini, Claudio Di Bartolomeo, Antonella Frate, Flavio Zappitelli, Leonardo Gialletti, Fabrizio Paradiso, Vina Vitelli, Patrizia Bartolini), Operosa, giusta, solidale: Siamo Orvieto (Cristina Croce, Andrea Vincenti, Vitantonio Affatati, Letizia Bianchini, Elvira Busà, Alfio Capoccia, Luciano Costantini, Elisa Costellato, Laura Crescenzi, Lorena Cupello, Nicoletta De Angelis, Loredana Ionescu, Michele Racanella, Massimo Trappolino, Andrea Vagni, Claudio Zappitelli), Partito democratico (Martina Mescolini, Paolo Maurizio Talanti, Lorenzo Cortoni, Tatiana Bulac, Carlo Carletti, Giulia Cirica, Claudio Fabi, Silvia Fringuello, Federico Giovannini, Massimo Lazzarini, Isabella Marmonti, Maurizio Mazzocchino, Leonardo Pimpolari, Flavia Rizzica, Matteo Rossi, Giovanni Tonelli).

Cosa non è riuscito a fare in questi cinque anni di legislatura?

“Non siamo riusciti a comunicare bene le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare e le motivazioni per cui alcune cose non sono state fatte. È mancata una efficace linea di comunicazione con i cittadini”.

E quali sono le motivazioni che vi hanno impedito di realizzare alcuni progetti?

“Abbiamo ereditato una situazione pesantissima e abbiamo gestito un predissesto di 9,5 milioni di persone. L’amministrazione è stata vincolata da questa situazione, dalla quale siamo però riusciti ad uscire in quattro anni. Ora il Comune è libero di progettare il suo futuro”.

Orvieto rischia di essere vista come un corpo estraneo. Quale ruolo nel Ternano e in Umbria per la Rupe?

“Non si è ancora capito che le città più periferiche – non solo Orvieto, ma anche Città di Castello o Gubbio – sono ponti verso altre realtà. Lo vediamo con il nostro ospedale che attrae pazienti dall’alto Lazio o dalla bassa Toscana. Ma lo vediamo anche con gli abbonamenti per gli spettacoli del teatro Mancinelli. L’obiettivo è di valorizzare anziché accentrare e di guardare verso gli altri territori. Se però la Regione non investe in queste peculiarità, non potenzia i servizi e le capacità di attrarre, automaticamente diminuisce il valore della nostra offerta”.

Cinque candidati a sindaco, tante liste…

“Tante possibilità, programmi diversi. Un bene per la democrazia”.

Come pensa che finirà? Si va al ballottaggio?

“La palla adesso passa ai cittadini che dovranno scegliere il progetto che ha più valore e la persona che riterranno più affidabile”.

E se dovesse vincere di nuovo lei, quale sarà il suo primo provvedimento?

“Dobbiamo impegnarci per creare le condizioni per un nuovo sviluppo che crei lavoro. Soprattutto per i giovani”.

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