Alle Amministrative spariscono i pentastellati

Anche ad Orvieto è stata silurata li lista di Vergaglia che non ha ottenuto la certificazione

 La presentazione delle liste ha solo confermato quello che era nell’aria: ad Orvieto non ci sarà nessuna lista targata Movimento 5 Stelle. Come del resto, il simbolo dei pentastellati non appare in nessuna lista della provincia di Terni.

Ma se nei Comuni più piccoli vince il civismo, nella città della Rupe la situazione assume connotazioni ancora più significative. Fatto sta che la sfida per la fascia tricolore, quindi, vedrà ai blocchi di partenza Giuseppe Germani (Pd, Civica e riformista, Siamo Orvieto), Roberta Tardani (Progetto Orvieto, Lega, Fi, Fdi), Francesco Raimondo Barbarella (Orvieto 19to24, Prima gli Orvietani), Tiziano Rosati (Bella Orvieto) e Matteo Panzetta (Casapound).

L’assenza dei 5 stelle è commentata con amarezza dalla candidata alle passate elezioni nonché consigliere comunali Lucia Vergaglia, letteralmente silurata insieme alla sua squadra dai “piani alti”.

Il problema, come è noto, riguarda la mancata assegnazione alla lista della “certificazione” rilasciata tramite il portale Rousseau necessaria per la presentazione.

“E' quindi un dato di fatto che i nostri oltre sedicimila concittadini aventi diritto al voto si vedranno privati della possibilità di conoscere le nostre persone e valutare la nostra proposta di governo della città: vorrei poter dar loro delle motivazioni ma non ne ho. Per etica e senso del dovere, in costanza del mio ruolo di portavoce me ne sono comunque assunta la responsabilità  politica ed ho già espresso le mie più sentite scuse e di questo me ne sono assunta anche l'incombenza dell'incontro pubblico verso i cittadini, i simpatizzanti, gli attivisti e, naturalmente, i candidati”.

 L’esperienza del Movimento 5 Stelle della Rupe, quindi, termina qui, nonostante il gruppo capitanato dalla Vergaglia si fosse proposto “per proseguire questa attività e portare avanti un programma in continuità con l'esperienza di questi entusiasmanti cinque anni, con una agenda politica a forte impronta ambientale. Un'agenda scomoda per qualcuno, senza dubbio, e piena di opportunità positive che però necessitavano del nulla osta della certificazione per andare avanti. Attenzione: in base ai sondaggi commissionati dal partito Democratico ad Orvieto sia come lista che come gradimento del candidato non partivamo con scarse chanches di puntare al ballottaggio, anzi la potenzialità c'era. E questo patrimonio politico accumulatosi anche, sottolineo anche e senza falsa modestia di circostanza, grazie alla attività della sottoscritta purtroppo non è stato valorizzato ed andrà disperso”.

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