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Furto di animali: cosa prevede la legge

Il furto di animali è un crimine spesso sottovalutato, ma dalle conseguenze devastanti sia per gli animali sia per i loro proprietari. Vediamo cosa dice la legge.

Ogni anno, migliaia di animali domestici e selvatici vengono sottratti dai loro legittimi custodi per motivazioni varie, creando angoscia e perdita per chi li ama e mettendo a rischio il loro benessere. In questa era di connettività globale, il mercato nero di animali esotici prospera, alimentato dalla domanda di specie rare ed esotiche.

Tuttavia, il furto di animali non riguarda solo il profitto finanziario; spesso, dietro questi atti vi sono anche altre motivazioni, come il vandalismo. In questo articolo cerchiamo di capire cosa dice la legislazione, nella speranza di sensibilizzare e proteggere gli animali e i loro proprietari.

Rubare un animale è reato? Cosa dice la Legge

Rubare un animale costituisce un reato in quanto rientra nel delitto di furto, considerando gli animali come beni mobili secondo la legge. Pertanto, appropriarsi di un animale domestico di un'altra persona può portare a querelare e affrontare un processo penale. Tuttavia, esistono casi speciali da esaminare, come il furto di un cane registrato all'anagrafe canina, che richiedono un'analisi più dettagliata.

Rubare animali quando non è reato

Secondo una sentenza della Corte di Cassazione, non costituisce reato rubare un animale domestico di qualcun altro se l'azione è motivata dalla volontà di salvarlo dai maltrattamenti. In questo caso, manca l'intento tipico del furto, che è il perseguimento di un vantaggio personale ingiusto.

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Animali selvatici: è reato appropriarsene?

Appropriarsi di un animale selvatico, ovvero di un animale libero in natura non appartenente a nessuno, costituisce un crimine poiché gli animali selvatici sono considerati parte del patrimonio dello Stato.

Si parla di reato di furto aggravato di fauna, noto anche come "furto venatorio", quello che comporta una pena severa, con la possibilità di reclusione da due a sei anni. Ad esempio, coloro che si dedicano all'uccellagione, cioè alla cattura di uccelli vivi senza licenza, commettono questo tipo di reato.

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Cosa dice la legge sul furto di bestiame?

La legge considera come furto aggravato l'appropriazione indebita di capi di bestiame appartenenti ad altri, configurando il reato di abigeato. Questo si verifica quando il furto coinvolge tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, inclusi animali bovini o equini, anche se non raccolti in mandria. Il reato è punibile con la reclusione da due a sei anni, secondo l'articolo 625 del codice penale.

In pratica, rubare tre pecore da un gregge costituisce abigeato, ossia furto di bestiame, mentre rubarne una sola è considerato un furto semplice, con una pena che va dai sei mesi ai tre anni.

Rubare un singolo cavallo o una sola mucca è già di per sé abigeato, poiché il valore di tali animali è generalmente più elevato rispetto a quello di una capra o di una pecora.

Articolo originale su Today.it

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