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Lunedì, 26 Febbraio 2024
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Parco giochi negli ex studios di Papigno e super hotel: ecco Marmolandia. Ma Bandecchi: non mi convince

Il progetto è stato inserito nel Dup approvato dalla giunta comunale di Terni, il sindaco: “Tempi e costi di realizzazione? Non so, non credo molto nei parchi tematici”

Dice testualmente il Dup, documento unico di programmazione, approvato con la delibera numero 180 licenziata dalla giunta comunale di Terni nella seduta del 27 novembre scorso a cui hanno preso parte tutti gli esponenti della giunta (il sindaco Stefano Bandecchi e gli assessori Stefania Renzi e Marco Schenardi da remoto): “La cascata delle Marmore è il motore dell’economia turistica ed è necessario quantomeno rendere più presentabile e accattivante l’ambiente circostante (…). Lo strumento del partenariato pubblico privato consentirà da un lato di attrarre turisti, dall’altro di portare investimenti e infine di rendere servizi importanti alla città, in modo da creare una

forte ripartenza dell’economia: il progetto Marmolandia, il festival del pane (la cascata del pane) saranno priorità”. Tutto pronto, dunque, per aprire il cantiere di un grande parco tematico che abbia come sfondo la cascata più alta d’Europa. Ma in realtà, non è proprio così.

Ci arriviamo con calma, partendo proprio dal Dup, ossia la “mappa” che contiene le indicazioni politiche e strategiche individuate dall’amministrazione comunale per disegnare e realizzare la Terni del futuro. Si tratta di un documento corposo, di quasi cinquecento pagine. E fra i vari argomenti trattati, quello del turismo è un capitolo importante, laddove – in buona sostanza – si dice che la città dell’acciaio può e deve trovare altre forme di sviluppo che non siano agganciate soltanto all’industria. “Siamo seduti su un tesoro”, dice infatti il sindaco Stefano Bandecchi, rimarcando quello che è un concetto più volte espresso proprio nelle pieghe del Dup: “Terni è un luogo straordinario”.

Ora, i perni attorno ai quali far ruotare la “rinascita” turistica della città sono la cascata delle Marmore e San Valentino. Due “brand” arcinoti che però – almeno fino a questo momento – hanno generato un ritorno molto poco consistente. Lasciando stare per un attimo i santi, sulla cascata il documento è piuttosto esaustivo. “Non esiste a Terni o nei pressi della cascata delle Marmore una struttura con spa e centro benessere. Il livello della ricettività è medio/medio basso, non accettabile per un territorio che potrebbe fare del turismo un motore dell’economia”. Al contrario, “tutto deve risultare gradevole e deve trasmettere una idea di cura e pulizia, dagli accessi stradali a quelli ferroviari, fino ai parchi, spesso preda di abbandono, in modo da creare un circuito virtuoso auto-sostenibile: nel nostro caso, la cascata delle Marmore è il motore dell’economia turistica ed è necessario quantomeno rendere più presentabile e accattivante l’ambiente circostante”.

Si fa dunque riferimento ad “un progetto lungimirante” che consisterebbe nella “demolizione o rifunzionalizzazione di tutto l’esistente” e nella “costruzione di una struttura alberghiera con centro benessere, unitamente ad una serie di attività correlate al possibile indotto negozi, bar, ristoranti, attività sportive, centri escursione. Lo strumento del partenariato pubblico privato consentirà da un lato di attrarre turisti, dall’altro di portare investimenti ed infine di rendere servizi importanti alla città, in modo da creare una forte ripartenza dell’economia”. E appunto, tra questi “il progetto Marmolandia” e “il festival del pane (la cascata del pane) saranno priorità”.

Più nel dettaglio, il progetto “Marmolandia, la cascata di grandi e piccini” prevedrebbe la realizzazione di “un parco giochi per bambini nei capannoni di Papigno (gli ex studios). Il biglietto di ingresso – spiega il Dup - sarà integrato con quello della cascata delle Marmore, offrendo ai turisti con famiglia la possibilità di fermarsi almeno un giorno in più a Terni. Oltre alla creazione dell’attrazione turistica, questa iniziativa permetterà la ristrutturazione degli immobili della zona. Marmolandia sarà anche una vetrina per far conoscere i prodotti tipici locali (pane, salumi, dolci, tartufi, etc.): all’interno ci saranno ristori e piccoli negozi con vendita diretta di prodotti locali a km zero”.

Tempi e costi per “mettere a terra” Marmolandia? “Non lo so, questo progetto non mi convince”, dice il sindaco Bandecchi. Ma è stato inserito nel Dup. “Non credo molto nei parchi tematici. Credo piuttosto che Terni abbia dei borghi fantastici, una storia fantastica. Ecco, innanzitutto è necessario rimettere in moto questo meccanismo. Su tempi e costi di Marmolandia non so. So però che entro i primi sei mesi del 2024 sarà attivo il nostro progetto turistico. Stiamo chiudendo il bilancio e faremo in modo di portare turisti e commercio a Terni”.

Ternilandia uno, Marmolandia zero.

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