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Sabato, 22 Giugno 2024
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A Terni il polo della videoarte contemporanea, ecco come si trasforma il Caos

Il polo culturale diventa la casa dei ternani con il museo, il teatro, le mostre e la musica: L'INTERVISTA A CARLO TERROSI, PRESIDENTE DI 'MACCHINE CELIBI' GESTORE DEL CAOS

Terni diventerà la culla della videoarte contemporanea. La firma di questo progetto è quella di Carlo Terrosi, presidente della cooperativa bolognese ‘Le Macchine Celibi’ che da dicembre dello scorso anno gestisce il polo culturale ternano rappresentato dal Caos con i suoi gli spazi espositivi, dal teatro Secci e dall’anfiteatro romano. Un progetto che, nelle intenzioni di Terrosi, dovrà diventare presto realtà per ridare smalto all’intero sistema museale ternano. “Io abito a Bologna da 30 anni - spiega – ma sono legato affettivamente a Terni perché sono narnese, mi sono trasferito per studiare al Dams. Per me il polo di Terni è molto importante e intendo rilanciarlo”. E’ stata la mostra ‘Interferenze’ a inaugurare giovedì scorso la nuova gestione bolognese. La cooperativa è stata fondata nel 1990 da un’associazione di studenti del Dams. Oggi si dedica alla gestione di servizi ausiliari per enti pubblici quali musei, biblioteche, teatri, istituzioni culturali, centri giovanili e Informagiovani.

Lavora in dieci regioni e gestisce, tra gli altri, i centri giovani di Milano, l’Informagiovani di Firenze, le biblioteche di Genova e di Ravenna, il Bellaria Film Festival, i musei di Verona. In Umbria la cooperativa gestisce i musei di Nocera Umbra, l’Antiquarium di Baschi, il museo del monastero delle Orsoline di Calvi dell’Umbria. A Terni occupa una quindicina di dipendenti. “I musei ternani – spiega Terrosi – dovranno diventare come ‘una casa della cultura’ anche per i cittadini, quindi li renderemo attrattivi con opere da ‘vivere’ e non solo da ‘conservare’. Ma cercheremo di dare una visibilità anche nazionale. Da sempre puntiamo sui giovani e sulla divulgazione dell’arte contemporanea. Stiamo pensando di portare da Bologna al Caos di Terni l’archivio storico della videoarte che raccoglie i film dell’avanguardia degli anni ’20 e ’30 fino ai nostri giorni, una documentazione molto preziosa che unisce arte e filmografia. Probabilmente – continua - inizieremo con una serie di mostre sull’audiovisivo per poi puntare a un’esposizione stabile per creare il primo museo sui linguaggi contemporanei della videoarte in Italia”.

Terrosi ha le idee chiare: “La nostra proposta culturale punta alla valorizzazione dei linguaggi dell’arte contemporanea a 360 gradi mantenendo però un dialogo aperto, per questo particolare attenzione è posta all’utilizzo artistico del video che costituisce uno dei mezzi più emblematici della creatività contemporanea. Tutto quello che faremo avrà un impatto tale da rendere facilmente leggibile l’arte. L’obiettivo è di avvicinare più persone possibile, il Caos diventerà la casa culturale dei ternani”.

 

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