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Domenica, 14 Aprile 2024
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Il ‘nodo’ Liberati tra la convenzione in scadenza e l’idoneità statica: “La Ternana rischia di giocare in un’altra città”

La società di via della Bardesca ha formalmente richiesto un incontro al Comune per fare chiarezza sulla gestione del Liberati. Le preoccupazioni del capogruppo di Forza Italia Francesco Maria Ferranti

Una convenzione in scadenza, al prossimo 30 giugno 2024 per la gestione dello stadio Libero Liberati. La società della Ternana ha formalmente inviato una richiesta di incontro al Comune di Terni, per percorrere una strada congiunta. La questione è però piuttosto delicata soprattutto perché, all’interno della convenzione, venivano indicate le modalità e le risorse per gli interventi di manutenzione.  

Il precedente accordo, inserito all’interno della convenzione in scadenza, indicava nel concessionario eseguire le opere di manutenzione straordinaria, sull’impianto, fino ad un importo annuo complessivo massimo di 20 mila euro, oltre Iva. Al Comune di Terni spettava di eseguire le opere di manutenzione straordinaria, eccedenti l’importo menzionato in precedenza. Inoltre, nel precedente piano triennale dei lavori pubblici erano state messe a bilancio risorse per 1,2 milioni.

Tuttavia, nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale ha fatto sapere che quei 1,2 milioni verranno utilizzati per interventi inerenti alle strade comunali. Contestualmente l’obiettivo della giunta è quello di realizzare il progetto stadio-clinica. Benissimo (in linea puramente teorica). Lo stadio Liberati, inaugurato nel 1969, è una struttura logorata dal tempo e dalle intemperie. Non è affatto possibile prevedere qualsivoglia accadimento che possa inficiare in negativo sulla fruizione. Poiché il progetto stadio-clinica non potrà essere realizzato - nel breve periodo - per una serie di motivazioni, la domanda da porsi è la seguente: quale scenario si potrebbe configurare per l’utilizzo del Liberati? anche in previsione della scadenza della convenzione. L’incontro tra la società e l’amministrazione potrebbe aiutare, in tal senso.

Il capogruppo di Forza Italia Francesco Maria Ferranti, ha espresso tutte le proprie preoccupazioni a riguardo: “Ho depositato un emendamento al Dup, relativo al piano triennale delle opere pubbliche e in particolare al 1,2 milioni di risorse previste per le manutenzioni straordinarie dello stadio Libero Liberati. Togliere questa previsione è un atto di poca responsabilità perché la società Ternana calcio, come da convenzione con il comune ancora vigente, interviene fino a importi di ventimila euro. Inoltre perché lo stadio Liberati è prossimo all’esigenza di rinnovo del piano statico e alle autorizzazioni antisismiche nel 2026”.

Il rischio di giocare le partite casalinghe in un altro impianto: “Con una cassazione totale di investimenti di validità triennale, la giunta Bandecchi pare vuol condannare la città ad avere il principale club sportivo, costretto a giocare in uno stadio di un’altra città. Pare inverosimile che queste scelte spregiudicate, accompagnate da tagli anche sul sociale e ad aumenti di costi per parcheggi, mense e asili siano messe in campo da chi ha fatto campagna elettorale a Terni promettendo un nuovo stadio, una clinica connessa e un centro sportivo, tutte progettualità fallite nel nulla”.

Le riflessioni: “Ora è risibile e chiaramente un tentativo di gettare fumo negli occhi in previsione della campagna elettorale per la regione, che lo vede interessato in prima persona, quello di Corridore che dichiara che i soldi per manutenere lo stadio sono stati cassati, perché l’amministrazione vuole realizzare il progetto stadio-clinica. Siamo dinnanzi a giochi da prestigiatore nei quali nessuno cadrà più. Lo stadio-clinica è un progetto ad appannaggio dei privati sul quale il comune non ha alcuna voce in capitolo. Qualora il ministero autorizzasse le previsioni del piano regionale dei fabbisogni sui 95 posti letto, il comune dovrà solo aprire un bando pubblico agli eventuali interessati”. L’invito di Ferranti al contempo è quello di: “Garantire l’agibilità del Liberati, mettendo freno alle favole”.

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