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Aborto farmacologico, si muove la politica locale di Terni. Il Pd chiama in causa la giunta e chiede un passo indietro della Tesei

I consiglieri Francesco Filipponi e Tiziana De Angelis chiedono all’esecutivo a guida Latini di sollecitare la governatrice a superare la decretazione della giunta regionale datata 10 giugno n.467

foto di repertorio

Un vero e proprio caos mediatico ha generato la decretazione della giunta regionale dell’Umbria dello scorso 10 giugno n.467. Come è noto, tale delibera, prevede che gli interventi vengano effettuati in regime di ricovero ospedaliero abrogando di fatto il cosiddetto ‘aborto farmacologico a domicilio’. Si è scatenata una vera e propria bagarre tra prese di posizione, interventi di esponenti politici, associazioni fino alla manifestazione di piazza svoltasi a Perugia, lo scorso week end. Ora anche la politica locale si muove, a seguito della mozione congiunta presentata dal capogruppo del Pd Francesco Filipponi e dalla collega di partito Tiziana De Angelis.

I consiglieri chiedono alla giunta di Latini di impegnarsi a sollecitare la governatrice Donatella Tesei a ripristinare l'interruzione volontaria di gravidanza in regime domiciliare e di day hospital, al fine di tutelare il principio di autodeterminazione delle donne e al fine di garantire la piena applicazione della legge 194/1978. Ad attivare, ai fini della piena applicazione della norma menzionata, l'interruzione volontaria di gravidanza farmacologica in tutte le strutture sanitarie e ospedaliere partendo proprio da quelle site nei capoluoghi di provincia.

Inoltre a garantire la contraccezione gratuita per tutti i cittadini umbri. Ad adoperarsi al fine di raggiungere la piena operatività dei consultori, ricollocando personale - sia ginecologico che ostetrico - risorse e riqualificando le strutture. A promuovere, al fine di prevenire il ricorso all’interruzione di gravidanza volontaria, tutelando veramente la salute di donne e uomini, l’educazione affettiva e sessuale, l’educazione al rispetto degli altri e la pari dignità di genere nelle scuole. A promuovere percorsi di supporto e di sviluppo alla genitorialità. Infine a promuovere e finanziare percorsi di sostegno psicologico ed economico alle neo madri, con particolare riguardo ai casi di maggiore difficoltà.

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