Accordo "Santa Maria" -"Porta Sole" per interventi no covid. Minoranze "La regione blocca la sanità dell'Umbria sud"

L'accordo stipulato fra il "Santa Maria" di Terni e la clinica perugina è finalizzata allo smaltimento delle liste d'attesa per pazienti no covid. Insorgono le minoranze.

Tutto nasce da una delibera della giunta regionale di circa 7 mesi fa che dà "bollino verde" per l'asse di collaborazione fra la rete ospedaliera pubblica e le cliniche private. Una "stampella" dal privato per decongestionare le liste di attesa delle prestazioni chirurgiche considerate non procrastinabili per pazienti no covid. 

Uno dei frutti di questo "innesto" è stato l'accordo quadro, formalizzato nella prima metà del mese di novembre 2020, fra il commissario straordinario dell'azienda ospedaliera ternana, Pasquale Chiarelli, e l'amministratore delegato della clinica perugina "Porta Sole", Alberto Cucchia, per far confluire nella struttura privata le prestazioni in ambito chirurgico in regime di ricovero per pazienti no covid ritenute improcrastinabili.

Fra queste, gli interventi di natura oncologica o non oncologica in classe A classe B. Dalla clinica assicurano la messa a disposizione dei pazienti del servizio sanitario regionale, anche le sale operatorie perché, secondo l'accordo, la casa di cura è formalmente tenuta a "erogare tutte le prestazioni necessarie per la diagnosi, cura e il mantenimento del ricoverato, in tutte le sue accezioni, compresi gli accertamenti diagnostici ed eventuali prestazioni di alta tecnologia che si rendessero necessarie per il trattamento del paziente" che, tuttavia, continuerà ad essere seguito dal personale medico del Santa Maria. 

Pd sulle barricate: "Assurdo che i ternani debbano farsi curare a Porta Sole"

L'accordo è stato salutato dal gruppo consiliare del Pd di Palazzo Spada e di Palazzo Cesaroni con una levata di scudi. In una nota, i consiglieri Filipponi e De Angelis - sottoscritta dall'intero gruppo Pd in consiglio regionale - si dicono esterrefatti: "Apprendiamo con stupore della firma della convenzione con la quale, di fatto, i cittadini dell’Umbria del Sud per avere diritto ad una prestazione sanitaria ordinaria, per cui pagano le tasse, dovrebbero recarsi nella clinica privata, ma allestita al dunque con fondi pubblici, di Porta Sole a Perugia. 

Una decisione assurda della regione Umbria, che deprime la sanità pubblica e che castiga un territorio di primaria rilevanza, che non può essere considerato una appendice o peggio ancora un luogo da pendolarismo sanitario. Tutto questo mentre al Santa Maria si è montato un tendone del quale non abbiamo ancora notizie sulla sua operatività, mentre è sul tavolo della presidente Tesei la nostra proposta  di allestire una struttura Covid nell’ex Milizia proprio per sgravare l’ospedale di Terni ormai divenuto di fatto "covid hospital" del gravoso ruolo e liberare così alcuni reparti  da utilizzare alla ripresa delle prestazioni ordinarie".

"Curarsi a 100 km di distanza è un paradosso"

"Leggere che in questa parte dell’Umbria per le prestazioni chirurgiche ordinarie si dovrebbe andare a 100 km di distanza in una struttura  privata mentre gli ospedali di Narni ad Amelia sono chiusi ci pare un paradosso a cui, in un’ottica costruttiva, la giunta dovrebbe porre rimedio immediato.

Rammentiamo anche in questa occasione che la sanità pubblica non può essere sospesa. Ci risultano liste di attesa chilometriche e anzi in molti casi l'ordinario non viene neanche preso in considerazione. Facciamo presente alla presidente Tesei che purtroppo esiste una gamma ampia di malattie che vanno prese ugualmente in carico dal servizio pubblico. È chiaro - concludono - che la regione ha perso la bussola in materia di sanità ma è altrettanto chiaro che occorre quanto prima ritrovare una rotta quantomeno dignitosa.”

M5S-Senso Civico: "Il "Santa Maria" spalanca le porte ai privati anche per la cura degli oncologici"

Anche i consiglieri di minoranza del Movimento 5 Stelle e Senso Civico sul presunto schema premeditato di far "sdoganare" la sanità privata in Umbria:  "L'azienda ospedaliera "Santa Maria" di Terni alza bandiera bianca ed è costretta a spalancare le porte alla sanità privata. 

È toccato al commissario straordinario dell'azienda ospedaliera ternana Pasquale Chiarelli comunicare che le liste di attesa per gli interventi chirurgici di natura oncologica o non oncologica ed in classe A o classe B verranno svolti presso l'istituto clinico 'Porta Sole' Alberto Cucchia di Perugia.

Pochi giorni fa - proseguono i consiglieri di opposizione - una scelta analoga era stata presa dal commissario dell'ospedale di Perugia, ma a differenza di quanto avvenuto a Terni presso le cliniche private verranno svolti solo gli interventi classificati come non urgenti. A testimonianza del fatto che la giunta Tesei ha letteralmente paralizzato la sanità nel sud della regione mettendo sul piatto solo una tenda vuota davanti all'ospedale di Terni.

Ci chiediamo ancora con quale faccia gli esponenti della destra continuino a diffondere notizie false per gettare fumo negli occhi dei pochi che ancora gli credono, piuttosto che lavorare per il bene del territorio. Quella che abbiamo ricevuto oggi è una notizia sconvolgente. Ed è assurdo che in un momento come questo, il consiglio comunale della nostra città si occupi di tutto meno che delle questioni che riguardano gli interessi dei ternani durante l'emergenza Covid-19. Capiamo l'imbarazzo di taluni - concludono - visto che se siamo arrivati a questo punto è per responsabilità politiche evidenti".

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