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I sindacati durante l'incontro di stamattina

I sindacati durante l'incontro di stamattina

Acqua Sangemini e Amerino, dieci giorni per conoscere le prospettive future. La Regione: “Monitoriamo”

Nel pomeriggio al Broletto l'incontro tra sigle sindacali e gli assessori competenti. Si punta alla salvaguardia occupazionale

Dieci giorni. E' questo il lasso di tempo richiesto dalla proprietà degli stabilimenti Sangemini e Amerino per fare il punto della situazione e di delineare le prospettive per il futuro delle acque minerali ternane.
La situazione è critica, ma Regione e sindacati si dicono pronti a monitorare e ad intraprendere le azioni necessarie per salvaguardare i lavoratori i siti industriali coinvolti.
Al centro dell'incontro che si è svolto nel pomeriggio al Broletto, presso gli uffici della Regione, la delicata vicenda degli stabilimenti di acque minerali Sangemini e Amerino, la cui crisi è discussa da tempo, tra crisi produttiva e mancanza di materie prime.

La posizione di sindacati e Regione

Gli assessori Fioroni e Morroni hanno incontrato Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e Rsu di stabilimento, per un esame dei siti umbri di AMI-Acque Minerali d’Italia. “La vicenda – ricordano i sindacati in una nota - riguarda dei marchi storici del settore Acque minerali che rappresentano anche una forte e radicata identità territoriale, cresciuta e sviluppatasi negli anni intorno allo sfruttamento di questa risorsa naturale. Le organizzazioni sindacali hanno dato conto di un incontro svolto tra le Rappresentanze Nazionali di Categoria e la proprietà di AMI, da cui sarebbe emersa la necessità di ulteriori dieci giorni di tempo da parte dell’azienda, utili per portare a conclusione il percorso già avviato in esito alle possibili operazioni societarie di alcuni asset del gruppo AMI”. 

La Regione, dal canto suo, si è impegnata a monitorare costantemente l’evolversi della vicenda anche attraverso possibili interlocuzioni con la proprietà. “L’impegno condiviso fra le parti – concludono i sindacati - è quello di operare a tutela dei siti Industriali Umbri, in un’ottica di salvaguardia occupazionale. 

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