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Cani in adozione, l’assessore Ceccotti: “Abbandoni in calo, procedure regolari e trasparenti”

La giunta replica a Fratelli d’Italia: “No politiche svuota canili per risparmiare”. Fiorini: “Modifica del regolamento non sta in piedi”. Dominici: "No a logiche campanilistiche"

“Le procedure di affido e adozione dei cani sono regolari e trasparenti e i casi di randagismo sono in calo”. Inoltre, “la volontà da parte di Fratelli d’Italia di modificare il regolamento comunale non sta in piedi perché va contro le leggi regionali”. Dopo la netta presa di posizione delle associazioni animaliste che fanno parte della Consulta sulle adozioni, anche il Comune replica all’intervento di Fratelli d’Italia e in particolare della consigliera Patrizia Braghiroli, che nei giorni scorsi aveva invocato “meno pareri negativi da parte della consulta per snellire le procedure di affido”. 

“La Consulta Comunale delle Associazioni Protezionistiche - spiega Cristiano Ceccotti, assessore con delega al benessere animale - è un organo consultivo che opera, in contatto con il Comune, su tutti i temi che regolano il rapporto tra l'uomo, la natura e l'ambiente, così come previsto dal vigente regolamento di settore. Sul tema delle politiche contro il randagismo canino abbiamo potuto misurare di recente rilevanti progressi, perché l'informazione, la prevenzione e i controlli, nonché gli affidi e le adozioni controllate hanno portato ad una riduzione degli abbandoni e all'inserimento dei cani nei rifugi. Questo consente non solo risparmi sui bilanci pluriennali, ma ci permette anche di orientare le azioni verso la lotta contro il randagismo. Le procedure di affido e adozione dei nostri cani sono regolari e trasparenti: sono tutte tracciate e sono state incentivate attraverso lo sportello virtuale degli animali”.

“Per le pochissime richieste di adozione da fuori regione, spesso reiterate dallo stesso soggetto - continua Ceccotti -  il confronto con la Consulta Comunale, gli uffici preposti, i direttori sanitari e l'Asl è stato sereno e partecipato. I pareri sono stati motivati e quando sono stati negativi erano basati sulla verifica delle gravi patologie dei cani anziani scelti dagli interessati o da esigenze di effettuare i controlli pre affido presso i luoghi di destinazione. Il Comune di Terni non adotta politiche svuota canili per mere esigenze di contenimento della spesa, ma fa prevenzione e promuove adozioni sicure e tracciate, per evitare la cessione degli animali, tutelando i randagi per tutto il ciclo di vita residuo. Perciò ringrazio tutti coloro che stanno collaborando attivamente alle politiche di tutela di tutti gli animali”.

Sulla vicenda interviene anche Emanuele Fiorini, consigliere comunale del gruppo Forza Centro. “FdI non capisce o non vuole capire e con un comunicato stampa cerca di far passare la sua proposta di modifica del regolamento comunale sulle adozioni come una soluzione per snellire le procedure. Che la gestione dei cani sia un costo nessuno lo mette in dubbio, ma ciò non giustifica il fatto che siano utilizzati per qualche altra finalità. Infatti non hanno il coraggio di citare quanto emerso dall’audit che il ministero della salute ha svolto in Regione, dichiarando che ‘La Regione vieta formalmente le adozioni internazionali, tuttavia, di fatto, attraverso taluni escamotage queste sono possibili e in tal caso non tracciabili’. FdI ha ancora parlato di sbloccare le adozioni, dichiarando che è arrivato l’ennesimo parere negativo espresso dalla Consulta. A che titolo attaccate la Consulta che democraticamente ha espresso un parere? Basta cari ‘Fratelli di Italiandog’ di giocare su queste situazioni per tornare alla carica di voler modificare il regolamento Comunale. Non si può fare perché va in contrasto con le norme regionali. Perché tanta ostinazione se poi, quando io con intento chiarificatore, chiesi in sede di Commissione di svolgere un’audizione con il responsabile del randagismo della Usl Umbria 2 inizialmente vi siete opposti?”. 

“Ritengo anch’io - spiega Lucia Dominici, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale - che sia necessario rivedere il regolamento comunale sul benessere animale per renderlo più efficace e conforme alle leggi, ma per far ciò non basta proporre un copiaticcio della vigente legge regionale. Si dovrebbe parlare di più di politiche contro il randagismo e di controllo degli abbandoni, che passa necessariamente dalla tracciabilità dell’animale post affido, piuttosto che di costi e di questioni di bilancio. Per questo sono molto soddisfatta del lavoro portato avanti dall’assessore Ceccotti in questi anni, i cui numeri parlano chiaro: diminuzione degli animali in custodia nei rifugi (con conseguente guadagno delle nostre casse per chi ne fosse tanto interessato) e politiche di incentivo all’adozione come lo sportello virtuale degli animali. Iniziative queste che stanno portando buoni risultati e che non hanno nulla a che vedere con la politica dello svuota canile, lontano dal concetto di ‘benessere animale’. Questi primi passi sono stati possibili anche grazie alla collaborazione delle associazioni animaliste e protezionistiche e gestori il cui lavoro e contributo non può essere condannato senza entrare nel merito e senza soprattutto conoscere il merito delle questioni che sono chiamate a trattare. A mio avviso un’amministrazione virtuosa non può farsi trascinare da logiche campanilistiche o economiche, ma deve avere il coraggio di regolamentare una materia così delicata avendo effettivamente a mente il benessere animale”.

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