Affido condiviso, la piazza si mobilita contro il ddl Pillon

Anche Terni aderisce alla giornata di protesta contro il provvedimento promosso dal senatore leghista. Le democratiche della città dell’acciaio: anacronistico, lede i diritti di donne e bambini

L’onda della protesta contro il ddl Pillon arriva anche a Terni. Domani la città dell’acciaio si aggiunge alla protesta contro il provvedimento promosso dal senatore leghista in materia di separzione, divorzio e affidamento dei figli.

Approfondimento: ecco cosa prevede il ddl Pillon

Numerose le realtà associative e politiche che scenderanno in piazza domani pomeriggio alle 17. Sostegno alla manifestazione di protesta organizzata dalla Associazione Terni Donne è stato dato dalla Conferenza delle democratiche della provincia di Terni. “Il Partito democratico – dicono le dem ternane - è l’unico partito che ha chiesto il ritiro del ddl Pillon, un disegno di legge che impone un modello familiare rigido, che non considera come prioritario l’interesse del minore, regolamentando i rapporti tra coniugi che intendono separarsi con un’ottica di tipo economico. Non condividiamo la scelta della mediazione obbligatoria, peraltro in contrasto con la Convenzione di Istanbul, né il riconoscimento della pas (sindrome da alienazione parentale). Anche l’abrogazione dell’articolo 570 del codice penale sulla violazione degli obblighi di assistenza familiare rappresenta un pericoloso ritorno indietro, che nei fatti lede i diritti dei minori e delle donne, che nella maggior parte dei casi costituiscono l’anello debole della famiglia, ai quali vanno riconosciute semmai maggiori tutele e più ampi diritti, soprattutto nei molteplici casi di violenza ( la vera emergenza sociale del nostro Paese ), che purtroppo, come sappiamo, spesse volte si nascondono dietro dinamiche familiari di separazione, dei quali il ddl non tiene alcun conto. Per questi ed altri motivi riteniamo il ddl Pillon anacronistico e lesivo dei diritti dei minori e delle donne oggi riconosciuti dal nostro ordinamento. Rifiutiamo una visione ideologica, patriarcale della famiglia e del matrimonio, ormai fuori dalla storia e lontana dalle esigenze della società di oggi”.

La manifestazione di domani avrà una “coda” domenica ad Amelia dove è stato organizzato l’incontro “Per non tornare al buio”, alla presenza della responsabile del dipartimento nazionale Pd per le pari opportunità, Andrea Catizone.

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Alla manifestazione di domani sarà inoltre presente anche La federazione Usb (Unione sindacale di base) di Terni che vuole così rispondere “con fermezza alla mobilitazione nazionale promossa dalla Rete Dire-Donne in rete contro la violenza contro il disegno di legge Pillon su separazione e affido”. La federazione sostiene l’iniziativa della Casa delle Donne di Terni che ha promosso il “Comitato no-Pillon” e sarà in piazza della Repubblica. “Sarà un momento condiviso in numerose piazze italiane per ribadire l’opposizione ad un disegno di legge autoritario, che non rispetta le peculiarità delle diverse situazioni, penalizzando il genitore più fragile economicamente, non rispettando le esigenze di figli e figlie ed introducendo la mediazione familiare obbligatoria. Tutto ciò comporterebbe delle conseguenze che andrebbero a colpire le condizioni di vita dei/delle minori e delle donne, che troverebbero maggiori difficoltà a poter uscire da relazioni violente, allungando i tempi di separazione ed ostacolando anche le coppie che si vorrebbero separare consensualmente. Un disegno di legge - conclude l’Usb - a supporto della cultura maschilista e patriarcale che schiaccia le soggettività e le libertà delle donne e dei/delle minori. Per questo va assunta una presa di posizione convinta, contro il suo iter di approvazione”.

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